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CD Projekt rompe un mito su Cyberpunk 2077: “REDengine non era il problema”

Cover di Cyberpunk 2077 con protagonista in una Night City illuminata dai neon, simbolo della richiesta dei fan per un nuovo DLC.

Per anni il passaggio di CD PROJEKT RED da REDengine a Unreal Engine 5 è stato letto quasi automaticamente come una conseguenza del tormentato lancio di Cyberpunk 2077. Una spiegazione apparentemente logica, ma che oggi la stessa compagnia vuole ridimensionare.

A intervenire è stato Michał Nowakowski, joint CEO di CD PROJEKT RED, secondo cui la decisione di abbandonare progressivamente la tecnologia proprietaria non nasce dai problemi tecnici incontrati da Cyberpunk 2077. Il dirigente è stato piuttosto chiaro: il problema, secondo la sua ricostruzione, “non era realmente REDengine in sé”.

Il cambio di tecnologia che porterà The Witcher 4 e i futuri grandi progetti dello studio su Unreal Engine 5 avrebbe quindi motivazioni molto più profonde e strategiche.

Cyberpunk 2077 non avrebbe “ucciso” REDengine

Il lancio di Cyberpunk 2077 è rimasto uno dei momenti più discussi della storia recente di CD Projekt. Problemi tecnici, soprattutto sulle console della precedente generazione, patch e mesi di lavoro necessari per recuperare la situazione hanno inevitabilmente associato REDengine alle difficoltà del progetto.

Secondo Nowakowski, però, collegare direttamente quei problemi alla successiva scelta di Unreal Engine 5 sarebbe una semplificazione.

CD Projekt non sostiene naturalmente che Cyberpunk 2077 non abbia avuto problemi. Il punto è differente: l’azienda non considera REDengine il principale responsabile di quanto accaduto e il passaggio a una tecnologia esterna non sarebbe stato una fuga da un motore ritenuto incapace.

La decisione sarebbe stata piuttosto legata al modo in cui lo studio vuole lavorare nel futuro.

“Il sogno non era costruire tecnologia”

Ed è probabilmente questa la parte più interessante delle dichiarazioni.

Per molti anni CD Projekt ha dovuto essere contemporaneamente sviluppatore di videogiochi e sviluppatore del proprio engine. Ogni nuovo progetto richiedeva quindi non soltanto la creazione del gioco, ma anche un enorme lavoro sulla tecnologia necessaria per realizzarlo.

Una struttura che può offrire grande libertà, ma che comporta anche costi, tempi e personale dedicato esclusivamente all’evoluzione del motore.

Nowakowski ha spiegato che l’obiettivo principale dell’azienda non è mai stato diventare una società tecnologica specializzata nella produzione di engine. CD Projekt vuole creare videogiochi, personaggi, mondi e storie.

Ed è proprio qui che Unreal Engine 5 diventa strategico.

The Witcher 4 può concentrarsi sul gioco, non sulla costruzione del motore

Con The Witcher 4, CD Projekt può partire da una base tecnologica già sviluppata e continuamente aggiornata da Epic Games.

Questo non significa semplicemente scaricare Unreal Engine 5 e iniziare a costruire il gioco.

La partnership tra CD PROJEKT RED ed Epic Games è molto più profonda: lo studio polacco sta collaborando direttamente con Epic per adattare l’engine alle esigenze di grandi open world e alle caratteristiche specifiche dei propri giochi.

Il vantaggio è evidente. Una parte importante dello sviluppo tecnologico può essere condivisa, permettendo agli sviluppatori di concentrare maggiormente risorse e tempo sulla realizzazione effettiva dell’esperienza.

In un periodo nel quale i videogiochi AAA richiedono sempre più anni e investimenti enormi, ridurre la necessità di costruire internamente ogni singolo strumento può diventare un vantaggio considerevole.

The Matrix Awakens avrebbe fatto scattare qualcosa in CD Projekt

Nella decisione avrebbe avuto un ruolo importante anche The Matrix Awakens, la spettacolare tech demo realizzata da Epic Games per mostrare le capacità di Unreal Engine 5.

CD Projekt avrebbe avuto modo di vedere la tecnologia e comprendere quanto fosse evoluta rispetto alle necessità dello studio.

Non soltanto sul fronte grafico.

Unreal Engine 5 offriva una base tecnologica sulla quale costruire mondi molto complessi senza dover continuare a sostenere interamente il costo dell’evoluzione di un motore proprietario.

Da lì è iniziata una trasformazione che oggi coinvolge direttamente il futuro di The Witcher.

Abbandonare REDengine non significa rinnegarlo

Le parole di Nowakowski permettono anche di leggere diversamente la storia recente dello studio.

REDengine ha accompagnato CD Projekt durante la crescita che l’ha trasformata da sviluppatore europeo relativamente piccolo a uno dei nomi più importanti dell’industria mondiale.

The Witcher 2, The Witcher 3 e Cyberpunk 2077 sono passati attraverso differenti evoluzioni della tecnologia proprietaria.

Abbandonarla per i nuovi progetti non significa quindi necessariamente considerarne l’esperienza un fallimento.

Significa riconoscere che, raggiunta una determinata dimensione, continuare a mantenere internamente un engine potrebbe non essere più il modo più efficiente di investire risorse.

Unreal Engine 5 dovrà però superare una prova enorme

Naturalmente il cambio di tecnologia non risolve automaticamente tutti i problemi.

The Witcher 4 sarà uno dei progetti più ambiziosi mai realizzati da CD Projekt e Unreal Engine 5 dovrà essere adattato a un mondo enorme, complesso e pieno di sistemi interconnessi.

La collaborazione con Epic servirà proprio a questo.

CD Projekt vuole evitare che la scelta di un motore esterno limiti la propria identità, cercando invece di trasformare Unreal Engine 5 nella base tecnologica sulla quale costruire la nuova generazione dei propri RPG.

Il vero banco di prova arriverà quindi quando vedremo il gioco in condizioni rappresentative del prodotto finale.

Cyberpunk resta una lezione, ma non sarebbe la causa del cambiamento

È probabilmente questa la distinzione più importante.

Il lancio di Cyberpunk 2077 ha sicuramente avuto conseguenze enormi per CD Projekt e ha modificato processi, strategie e controlli interni.

Ma secondo la dirigenza, non è stato il fallimento di REDengine a spingere l’azienda verso Unreal Engine 5.

La scelta è più ampia: smettere di investire una quantità enorme di energie nella costruzione di tecnologia proprietaria per concentrare quelle stesse risorse su ciò che CD Projekt considera il proprio vero mestiere.

Fare videogiochi.

Ed è proprio per questo che The Witcher 4 rappresenterà molto più del ritorno della saga.

Sarà anche la prima vera prova della nuova CD Projekt, quella che ha deciso di lasciare alle spalle il proprio engine senza considerarlo necessariamente il colpevole degli errori del passato.

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