Activision: licenziati quasi tutti gli sviluppatori Crash Bandicoot 4 e Spyro Reignited Trilogy?

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starebbe riorganizzando in maniera profonda Toys For Bob, lo studio dietro lo sviluppo dell’ottimo Spyro: Reignited Trilogy, dei primi tre Spyro, e soprattutto dello sviluppo di Crash Bandicoot 4: It’s About Time. La notizia arriverebbe proprio da uno degli sviluppatori, il quale afferma come molti del team siano stati licenziati mentre altri sono stati spostati su Call of Duty.

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Ovviamente una comunicazione ufficiale da parte di Activision non è ancora giunta, dunque è troppo presto dare tutto ciò per vero. È altresì vero che a riportare questa voce è proprio un ex Character Designer, Nicholas Cole. Nel curriculum dello sviluppatore troviamo titoli come Sonic Prime, Spyro Reignited Trilogy e appunto Crash Bandicoot 4.

Kole avrebbe abbandonato il team proprio dopo l’uscita del recente Crash. In ogni caso, Toys for Bob non è stata chiusa, bensì spostata su un altro progetto. A quanto pare, infatti, il team, o quella piccola parte restante, starebbe lavorando sulla stagione 3 di Call of Duty Warzone.

Se ciò si rivelasse vero, sarebbe comunque un vero peccato. Toys For Bob aveva finalmente dato dimostrazione del proprio talento proprio con Crash Bandicoot 4, titolo che ha registrato ottime vendite e soprattutto un enorme apprezzamento da parte del pubblico e della critica; tanto da vederlo anche su PC, Nintendo Switch, Xbox Series S, Xbox Series X e PlayStation 5.

Noi stessi di Gametime l’abbiamo recensito, apprezzando la sua difficoltà e il suo gameplay eccellente e variegato. Vedere dunque Activision smantellare un team così talentuoso crea certamente un certo rammarico. Ci chiediamo se tutto ciò non sia dovuto ai numerosi imprevisti che sembra stia avendo lo sviluppo del prossimo CoD.

Che la riorganizzazione sia dunque addirittura più estesa di quanto possa sembrare da questo Tweet? Chissà. Qualcosa in Activision si sta effettivamente smuovendo. Persino il CEO di Activision Blizzard, Bobby Kotick, ha dimezzato il proprio stipendio, ora pari a 875.000 dollari annui. C’è da dire che, in questo caso, la decisione è stata probabilmente dettata dalle numerose lamentele riguardo il suo bonus di ben 200 milioni di dollari, e che comunque questo accordo prevede che lui rimanga a capo del gruppo fino al 31 marzo 2023.

Fonte: Twitter