Crackdown 3 è appena sufficiente secondo la critica, ma soddisfa Digital Foundry

Crackdown 3

Quella di Crackdown 3 è una lunga storia che oggi giunge al capitolo finale con la pubblicazione.

Il titolo è stato annunciato all’E3 2014 e sarebbe dovuto uscire nel 2016, ma gravi problemi di sviluppo hanno richiesto numerosi rinvii, prima al 7 novembre 2017 in concomitanza con Xbox One X poi a metà 2018 e infine al 15 febbraio 2019.

Lo shooter il cui sviluppo è stato completato da Sumo Digital, è ora tra le mani dei giocatori ma non convince del tutto. Di certo non è quel che ci era stato promesso circa cinque anni fa.

Il principale problema è sorto con la fisica del gioco, tutti gli elementi dello scenario dovevano risultare distruggibili e frantumabili in piccoli pezzi, persino enormi grattacieli. Questo richiedeva una potenza di elaborazione che Xbox non era in grado di fornire e neppure un potente PC, servivano dei server di elaborazione dati progettati appositamente per il cloud computing in tempo reale.

Alla fine gli sviluppatori hanno dovuto fare marcia indietro e limitarsi a uno shooter in terza persona caciarone, condito con il carisma di Terry Crews ma che non ha di certo spiccato il volo come ci si aspettava.

Come riporta Metacritic le prime recensioni non sono particolarmente entusiastiche, e toccano appena la sufficienza senza mai eccellere.

Positivo è invece il giudizio di Digital Foundry, che valuta l’aspetto puramente tecnico al netto dei problemi di sviluppo.

Su Xbox One X il titolo gira in 4K dinamico con una risoluzione piena sull’asse verticale e che si riduce fino a un minimo del 60% sull’asse orizzontale mantenendo un framerate stabilissimo a 60fps.

Fonte: Metacritic

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