
Le conseguenze dei tagli voluti da Microsoft continuano a far discutere. Chris Hays, veterano di id Software, critica duramente le decisioni prese dall’alto e mette sul tavolo una questione pesante: cosa succede a uno studio AAA quando perde una parte consistente delle persone che costruiscono materialmente i suoi giochi?
Il futuro di id Software torna al centro della discussione e questa volta non per un nuovo DOOM, un aggiornamento o un possibile progetto in sviluppo.
A far parlare sono le parole di Chris Hays, Lead Services Programmer dello studio e sviluppatore con una lunga esperienza all’interno della software house, che ha espresso pubblicamente tutta la propria frustrazione in seguito ai tagli che hanno interessato id Software sotto Microsoft.
Parole particolarmente dure perché arrivano dall’interno dello studio che negli ultimi anni ha realizzato DOOM, DOOM Eternal e DOOM: The Dark Ages.
E il problema sollevato da Hays va oltre il semplice numero di licenziamenti.
«Non capiscono l’arte, non capiscono i videogiochi»
Hays non ha nascosto la propria opinione sulla gestione della situazione.
Secondo lo sviluppatore, chi prende determinate decisioni ai vertici non comprenderebbe realmente il processo creativo necessario per realizzare un videogioco, né quanto sia importante preservare competenze e professionalità costruite nel corso degli anni.
La sua frase più pesante è probabilmente anche quella destinata a far maggiormente discutere:
«Fondamentalmente non capiscono l’arte.»
Una critica che Hays estende anche alla comprensione stessa dei videogiochi e del modo in cui vengono sviluppati.
Il punto centrale del suo ragionamento è piuttosto semplice: uno studio AAA non è composto da figure facilmente intercambiabili. Dietro un progetto delle dimensioni di DOOM lavorano programmatori, artisti, designer, animatori e numerosi altri professionisti specializzati, spesso con anni di esperienza accumulata lavorando insieme.
Quando vengono eliminate intere competenze, quindi, non basta semplicemente chiedere alle persone rimaste di produrre lo stesso risultato.
Sarebbe ancora possibile realizzare oggi un DOOM come quello del 2016?
Ed è qui che la questione diventa particolarmente interessante.
Hays ha utilizzato proprio DOOM del 2016 per spiegare quanto, secondo lui, la situazione sia cambiata.
Quel gioco rappresentò una rinascita straordinaria per la saga. id Software riuscì a recuperare l’essenza frenetica dello storico FPS e contemporaneamente a reinterpretarla per una nuova generazione, aprendo la strada prima a DOOM Eternal e successivamente a DOOM: The Dark Ages.
Ma si potrebbe realizzare oggi un progetto equivalente con uno studio profondamente ridimensionato?
Per Hays, la risposta è sostanzialmente no.
Il problema non sarebbe soltanto avere meno persone disponibili, ma aver perso figure appartenenti a discipline indispensabili alla produzione. Pretendere la stessa quantità e qualità di lavoro con una struttura drasticamente ridotta diventerebbe quindi, secondo lo sviluppatore, semplicemente insostenibile.
«Metà squadra»: il peso dei tagli dentro id Software
A rendere ancora più delicata la situazione ci sono state anche altre testimonianze provenienti dall’ambiente dello studio.
Dopo i tagli, Michael Maynard di id Software aveva parlato pubblicamente di una situazione nella quale circa metà del team sarebbe stata considerata non più necessaria, ricordando il contributo di quelle persone alla realizzazione degli ultimi capitoli di DOOM.
Ed è forse questo il punto che rende la vicenda molto più importante della singola dichiarazione polemica.
Microsoft possiede alcuni degli studi e delle proprietà intellettuali più importanti dell’intera industria videoludica. Ma possedere DOOM non significa automaticamente possedere per sempre le persone e il patrimonio creativo che hanno permesso a DOOM di diventare ciò che conosciamo oggi.
Una software house può conservare il proprio nome, la propria tecnologia e le proprie IP, ma quando perde una quantità significativa di sviluppatori perde inevitabilmente anche esperienza, conoscenze interne e dinamiche costruite nel corso degli anni.
Una critica a XBOX che arriva direttamente dall’interno
Va fatta, però, una distinzione importante.
Le dichiarazioni di Chris Hays non rappresentano una posizione ufficiale di id Software. Non siamo davanti a un comunicato dello studio contro Microsoft o XBOX, ma alle considerazioni pubbliche di uno sviluppatore senior che lavora all’interno della compagnia.
Ed è proprio questa circostanza a rendere le sue parole particolarmente interessanti.
Negli ultimi anni l’industria videoludica ha attraversato una stagione durissima sul fronte occupazionale, con migliaia di licenziamenti che hanno coinvolto società grandi e piccole. Microsoft Gaming non è rimasta estranea a questo processo e le conseguenze delle riorganizzazioni continuano a generare discussioni anche all’interno degli studi coinvolti.
La domanda, a questo punto, non riguarda soltanto id Software.
Quanto è possibile ridurre una squadra di sviluppo continuando contemporaneamente a pretendere produzioni AAA sempre più grandi, tecnologicamente avanzate e costose?
Il nome DOOM resterà. Ma chi costruirà il prossimo?
DOOM difficilmente scomparirà.
È una delle proprietà intellettuali più importanti della storia dei videogiochi e id Software rimane uno dei nomi più riconoscibili nel panorama degli FPS.
Il vero interrogativo riguarda piuttosto che tipo di id Software arriverà al prossimo grande progetto.
Le parole di Hays fotografano la preoccupazione di chi conosce dall’interno quanto lavoro sia necessario per costruire produzioni di queste dimensioni. Ridurre drasticamente una squadra può produrre un beneficio immediato sui costi, ma gli effetti creativi e produttivi possono emergere soltanto anni dopo.
Ed è per questo che la frase dello sviluppatore pesa molto più di una semplice critica a Microsoft.
Perché dietro la discussione sui licenziamenti rimane una domanda alla quale soltanto il futuro potrà rispondere:
se davvero oggi id Software dispone di molte meno risorse, il prossimo DOOM potrà ancora essere costruito con la stessa ambizione dei precedenti?










