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Dragon’s Dogma 2 cambia marcia con Dark Arisen: il nuovo ciclo di spedizioni potrebbe essere l’endgame che mancava

Dragon's Dogma Dark Arisen

Dragon’s Dogma 2: Dark Arisen non vuole limitarsi ad aggiungere una nuova regione, qualche mostro e una manciata di equipaggiamenti per convincerci a tornare nel mondo di Capcom. Con il nuovo approfondimento dedicato alle Spedizioni delle Reliquie, l’espansione sta mostrando una struttura molto più interessante: partire preparati, affrontare territori ostili, recuperare reliquie misteriose, tornare vivi all’insediamento, scoprire cosa abbiamo realmente trovato e utilizzare le ricompense ottenute per diventare abbastanza forti da spingerci ancora più lontano.

È un ciclo apparentemente semplice, ma potrebbe rappresentare proprio ciò di cui Dragon’s Dogma 2 aveva bisogno per costruire una progressione più profonda e duratura nelle fasi avanzate dell’esperienza. Dark Arisen sembra voler trasformare l’esplorazione in qualcosa che non termina semplicemente quando abbiamo scoperto una nuova zona sulla mappa: ogni spedizione può diventare la preparazione per quella successiva.

E considerando ciò che ci aspetta nella gelida Norgan, probabilmente avremo bisogno di tutto l’aiuto possibile.

Entrare a Norgan sarà facile. Tornare con qualcosa di utile potrebbe esserlo molto meno

La nuova regione settentrionale rappresenterà uno degli elementi centrali di Dark Arisen. Norgan è una terra gelida, abbandonata e decisamente poco ospitale, costruita per offrire un’atmosfera differente rispetto alle regioni attraversate nell’avventura principale.

Il punto di riferimento sarà il Norgandian Settlement, l’insediamento nel quale potremo prepararci prima di avventurarci nuovamente nelle zone più pericolose.

Ed è proprio qui che prende forma il sistema delle Relic Expeditions.

Il concetto è quello di creare un ciclo continuo tra preparazione, esplorazione e crescita del personaggio. L’Arisen parte dall’insediamento, si addentra nella regione alla ricerca delle reliquie, affronta creature e pericoli, recupera ciò che riesce a trovare e infine prova a tornare alla base.

Solo allora scopriremo quanto sia stato realmente proficuo il viaggio.

Trovare una reliquia non significa sapere immediatamente cosa abbiamo tra le mani

Una delle idee più interessanti riguarda proprio il bottino.

Le reliquie recuperate durante le spedizioni devono essere riportate all’insediamento per essere valutate da Jiera, la matriarca locale. Soltanto attraverso questo processo potremo scoprire realmente ciò che abbiamo recuperato.

Questo significa che trovare una reliquia non equivale semplicemente ad aprire l’inventario e confrontare immediatamente due numeri.

Dietro quei reperti possono nascondersi armi, armature e ricompense con caratteristiche differenti in base alla loro rarità, oltre a elementi capaci di incidere direttamente sulle possibilità offerte dalle build.

Dark Arisen introdurrà infatti anche nuove abilità e modifiche alle skill esistenti, coinvolgendo sia l’Arisen sia le Pedine.

La conseguenza potrebbe essere molto interessante: una spedizione non servirà soltanto a completare un’attività, ma potrà fornirci gli strumenti necessari per affrontare in maniera completamente diversa quella successiva.

Il vero obiettivo sembra essere farci dire: “un’altra spedizione e poi smetto”

Ed è qui che Dark Arisen potrebbe trovare la propria forza.

Recuperiamo una reliquia.

Torniamo alla base.

Scopriamo un nuovo equipaggiamento.

Modifichiamo la build.

Ci accorgiamo che adesso possiamo affrontare meglio una creatura che prima ci aveva massacrato.

Ripartiamo.

È uno dei loop più efficaci che un action RPG possa utilizzare perché trasforma il bottino in una motivazione per continuare a esplorare, invece di renderlo semplicemente il premio finale dell’esplorazione stessa.

Naturalmente bisognerà verificare quanto siano varie le ricompense, quanto profondo sia il sistema e soprattutto quanto riesca a evitare la ripetitività sul lungo periodo. Ma sulla carta Capcom sembra aver costruito le Relic Expeditions proprio attorno a questa filosofia.

E se funzionerà, la frase più pericolosa di Dark Arisen potrebbe diventare:

“Faccio soltanto un’altra spedizione.”

Tre ore dopo saremo probabilmente ancora a Norgan.

E se non trovate le reliquie, portatevi dietro un enorme lupo

Per fortuna Capcom ha previsto anche un aiutante decisamente particolare.

Nel Norgandian Settlement incontreremo Freki, un Direwolf che potrà accompagnarci nella ricerca dei tesori nascosti.

Pagandolo sarà possibile sfruttare le sue capacità per individuare più facilmente ciò che si nasconde nell’ambiente.

È un dettaglio apparentemente secondario, ma rafforza una componente fondamentale dell’espansione: esplorare attentamente dovrà avere un valore concreto.

Le ricompense non arriveranno infatti esclusivamente dagli scontri. Grotte, strutture abbandonate e zone nascoste potranno custodire equipaggiamenti e reliquie, incentivando il giocatore a deviare dal percorso apparentemente più semplice.

In Dragon’s Dogma, del resto, prendere una strada sbagliata è spesso il modo migliore per trovare qualcosa di interessante.

O qualcosa di enorme che vuole mangiarci.

E parlando di cose enormi: arriva Fimbl

Naturalmente una regione congelata non poteva essere semplicemente popolata da qualche goblin con una sciarpa.

Tra le nuove creature troviamo Fimbl, un gigantesco drago di ghiaccio associato ad alcune delle reliquie più preziose.

Ed è facile capire dove Capcom voglia andare a parare.

Se le ricompense migliori richiedono di affrontare le minacce più pericolose, il sistema delle spedizioni crea naturalmente una progressione: esplorare per diventare più forti e diventare più forti per poter esplorare ciò che prima era fuori dalla nostra portata.

Fimbl non sarà inoltre l’unica nuova minaccia di Norgan. La regione ospiterà nemici come i guerrieri Beorcan e il gigantesco Norgan Giant, capace persino di utilizzare il proprio respiro per congelare i bersagli.

Il gelo, quindi, non sarà soltanto uno sfondo particolarmente fotogenico.

Norgan vuole ucciderci utilizzandolo.

Dodici dungeon potrebbero diventare il banco di prova definitivo delle nostre build

Dark Arisen includerà inoltre 12 Challenge Dungeons, contenuti pensati per mettere realmente alla prova ciò che avremo costruito attraverso equipaggiamento, abilità e progressione.

Ed è proprio mettendo insieme questi dungeon con il sistema delle reliquie che emerge la struttura complessiva dell’espansione.

Le spedizioni ci permettono di crescere.

Le reliquie modificano e migliorano il nostro arsenale.

Le nuove abilità ampliano le possibilità delle build.

E i Challenge Dungeon possono diventare il luogo nel quale verificare se tutto ciò che abbiamo costruito funziona realmente.

È per questo che Dark Arisen sembra avere il potenziale per diventare qualcosa di più di “Dragon’s Dogma 2, ma con una nuova mappa”.

Capcom sembra voler aggiungere un vero ecosistema di progressione attorno al nuovo territorio.

Capcom sta sistemando anche il gioco base, gratuitamente

Il ritorno di Dragon’s Dogma 2 non passa esclusivamente dall’espansione a pagamento.

Capcom ha accompagnato le nuove informazioni con un Title Update gratuito dedicato al gioco base, intervenendo su alcuni elementi richiesti dalla community.

Tra le modifiche troviamo ulteriori miglioramenti alle prestazioni, nuovi slot per i salvataggi e soprattutto la possibilità di avere più Weapon Skills disponibili durante il combattimento.

Quest’ultima modifica è particolarmente interessante perché interviene direttamente sulla libertà concessa dal combat system.

Dragon’s Dogma 2 possiede alcune vocazioni capaci di creare combinazioni spettacolari, ma la quantità di abilità utilizzabili contemporaneamente ha sempre imposto scelte piuttosto rigide. Aumentare le possibilità disponibili significa permettere ai giocatori di sfruttare una porzione maggiore del proprio arsenale senza dover continuamente rinunciare a una tecnica per equipaggiarne un’altra.

È un cambiamento che potrebbe sembrare piccolo sulla carta, ma che durante decine di ore di combattimenti può farsi sentire parecchio.

Dark Arisen potrebbe essere la seconda occasione di Dragon’s Dogma 2

Ed è probabilmente questa la parte più interessante dell’intera operazione.

Dragon’s Dogma 2 possiede un combat system capace di creare situazioni difficilmente replicabili da altri action RPG. Scalare un enorme mostro mentre una Pedina viene scaraventata giù da una montagna, vedere un grifone fuggire con il giocatore ancora aggrappato alla schiena o trasformare un combattimento apparentemente normale in un disastro totale sono momenti che appartengono quasi esclusivamente alla filosofia della serie.

Ma il gioco originale aveva anche lasciato una parte della community con la sensazione che quell’enorme potenziale avesse bisogno di più contenuti avanzati capaci di sfruttarlo davvero.

Dark Arisen sembra voler intervenire proprio lì.

Non possiamo ancora stabilire se sarà realmente “l’endgame che mancava”: quello sarà possibile dirlo soltanto dopo aver giocato l’espansione. Ma la combinazione tra Relic Expeditions, equipaggiamento variabile, nuove abilità, creature più pericolose e 12 Challenge Dungeon sembra costruita esattamente per dare ai giocatori una ragione per continuare a perfezionare il proprio Arisen.

Il 9 ottobre si parte per Norgan

Dragon’s Dogma 2: Dark Arisen arriverà il 9 ottobre 2026, riportando l’Arisen in viaggio verso una regione completamente nuova.

Ma più che la quantità di nuovi contenuti, sarà interessante capire se Capcom sia riuscita a costruire qualcosa capace di cambiare il ritmo dell’intera esperienza.

Perché un nuovo drago è bello.

Una nuova arma è ancora meglio.

Ma ciò che può realmente prolungare la vita di un action RPG è quella sensazione pericolosissima che arriva quando torni alla base, identifichi finalmente una reliquia e scopri di aver ottenuto esattamente ciò che serviva alla tua build.

A quel punto guardi Norgan.

Guardi il nuovo equipaggiamento.

E pensi:

“Va bene, un’ultima spedizione.”

Ed è esattamente lì che Capcom potrebbe averci fregati.

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