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Forza Horizon 6: Recensione PC in progress – il Giappone fa sognare, ma ci sono incertezze da sistemare

Forza Horizon 6 ambientato in Giappone con Nissan Skyline in drift davanti al Monte Fuji

Forza Horizon 6 è più di un semplice sequel: è un tentativo di rilancio del franchise. Dopo il successo enorme del quinto episodio, l’idea di un “rilancio” può sembrare quasi paradossale, ma per chi segue la saga da anni il discorso è diversoForza Horizon 5 era tecnicamente solidissimo, privo di difetti reali o particolarmente invalidanti, ma col tempo aveva perso quel senso di progressione e quell’anima che avevano reso speciali i capitoli precedenti. Chi è partito da lì non ha notato questi difetti, ma lo stesso non si può dire per chi segue con interesse la serie da quando ancora non si capiva se Forza Horizon fosse un evento dal vivo o un teaser per un videogioco.

Il Messico, con i suoi biomi, sul momento ti spiazzava, ma finiva poi col diventare ripetitivo e stantio, e il fatto che il videogioco ti riempisse di supercar da 320 km/h dopo 5 minuti dall’intro non aiutava. Con Forza Horizon 6, Playground Games ha deciso di svecchiare la formula prima che risultasse non solo stantia, ma addirittura rancida, e provare a riabbracciare un po’ le sue origini, approfittando dell’occasione per avverare il sogno di ogni fan del franchise: portare il Festival Horizon in GiapponeIn questa anteprima di recensione analizziamo cosa funziona, cosa no e se il Giappone era davvero la scelta giusta.

Il Giappone: scelta perfetta? (Spoiler: lo è)

Subaru, Honda, Mitsubishi, Nissan, le corse sulla Wangan, l’anime e il manga di Initial D, i touge, il drift e, diciamolo, anche un certo Gran Turismo… insomma, capire perché il giocatore medio di Forza e racing game in generale volesse vedere Playground Games all’opera su un paese che, per tradizione motoristica, non ha nulla da invidiare a Italia, Germania, Inghilterra e Stati Uniti non è un mistero. Il Giappone ha sempre avuto un fascino immenso per noi amanti delle quattro ruote e il fatto che in un’isola così piccola ci sia una varietà naturalistica del genere rendeva Playground Games la software house ideale per rappresentare il Sol Levante e la sua cultura motoristica al suo meglio, almeno in teoria. Sulla pratica, però, qualche perplessità è sorta sin dai primi trailer.

Strade montane larghissime e JDM con guida a sinistra hanno dato sin da subito l’idea di trovarci di fronte al solito, eccellente, Forza Horizon 4 reskinnato. Fortunatamente, provandolo con mano, quella sensazione è parzialmente svanita. L’ossatura classica di Forza c’è, le strade larghissime non sono state un’allucinazione collettiva, però al tempo stesso c’è effettivamente dell’amore nella rappresentazione di questo Giappone. Un amore forse non intenso come il Sol Levante meritava, ma di questo ne discuteremo in questa… anteprima di recensione? Perché sì, dopo essermi scottato con FH5, che elogiai all’epoca per poi sentire lamentele di conoscenti e amici che si trovavano bloccati di fronte a freeze, disconnessioni e missioni che non potevano essere portate a termine, ho deciso di andarci piano con questo sesto capitolo e, onestamente, credo di aver fatto bene. Questa recensione verrà quindi aggiornata in un secondo momento, con annesso voto.

Gameplay, modello di guida ed esperienza con controller e volante

Forza Horizon 6, come dicevo, è inconfondibilmente un Forza Horizon. I giocatori possono dunque aspettarsi uno stile di guida sì arcade, ma comunque vagamente plausibilePlayground Games su questo aspetto è sempre stata una garanzia, ben più dei suoi colleghi in Turn10 che, dopo Forza Motorsport 4, non hanno avuto quella costanza. Forza Horizon 6 prende quanto di buono fatto con il quinto capitolo e lo rifinisce ulteriormenteDa pad, la sensazione è in realtà molto simile e questo non è necessariamente un male. Certo, ci sono finezze su come si comporta l’auto in determinati contesti, ma sono piccolezze. Dispiace che, inaspettatamente, il DualSense di PlayStation 5 non venga riconosciuto dal gioco in via nativa. Avrei voluto valutare l’implementazione dei grilletti e del feedback aptico.

Per assurdo, il lavoro di Playground Games sembra essersi voluto concentrare più su chi utilizza il volante per correre. Sì, ragazzi, esistiamo davvero. Forza Horizon 5, come il 4, mi erano risultati piacevoli, però la mia visione era limitata a ciò che un Logitech G27 poteva offrire. Una volta passato al Fanatec DD Pro, quella sensazione è venuta meno. Qualcosa è però cambiato nel sesto capitolo e non credo che sia un effetto placebo dato dalla nuova animazione (540 gradi per lato), bensì un lavoro di Playground su come lavora il force feedbackAddirittura ora si riesce a usare un volante anche nelle gare Cross Country, quantomeno con auto non eccessivamente potenti. Anche derapare risulta ora più divertente (anche qui, grazie alla nuova animazione del volante) e l’auto, in generale, comunica relativamente bene ciò che sta facendo.

Progressione: migliorata ma non abbastanza

Ma non era il modello di guida a destare dubbi. Non l’ha mai fatto e mai lo farà. Playground, ripetiamo, è una garanzia. Quello che lasciava perplessi era come la software house britannica avrebbe approcciato questo nuovo capitolo e quei videogiocatori che ormai da tempo bramano un videogioco con una vera progressioneBello guidare una Bugatti Chiron, per carità, ma non è più bello guidarla dopo aver giocato ore per guadagnare i crediti sufficienti per comprarla? Beh, in questo caso specifico non è troppo rilevante, visto che Bugatti è sparita dalla lista auto, però Playground Games ha capito che darci la possibilità di guidare una Corvette da 500 cv dopo letteralmente 10 minuti di gioco era un po’ troppo. Lì era però giustificato dalla “lore”: eravamo una celebrità del festival, dunque siamo ricchi e abbiamo subito le vetture più veloci.

Con Forza Horizon 6, si parte come un semplice turista che deve farsi strada e, complice l’ambientazione giapponese, la nostra avventura inizierà con la più logica delle scelte: una kei ca- no, niente kei car, purtroppo. Playground Games ha sì fatto un aggiustamento verso il basso, ma… non troppo. Dopo un’intro a bordo di diverse vetture, tra cui l’inedita Toyota GR GT Prototype che fa da copertina, il gioco ci chiederà di scegliere tra tre auto: una Toyota Celica GT-Four, una Nissan Silvia S13 e un fuoristrada GMCPeccato che qui, come nel quinto capitolo, questa scelta… non sia una vera scelta. Tutte e 3 le auto finiranno inevitabilmente nel nostro garage, e lo stesso varrà per la seguente tranche di 3 veicoli (Toyota GR86Mitsubishi Lancer TM e un pick-up americano). Insomma, chi sperava di partire davvero dal basso, con auto poco potenti, si troverà un po’ deluso, come lo sono stato io. Delusione che, precisiamo, è cresciuta non appena ho visto quante auto civili, poco costose e lente c’erano per poter fare una parte introduttiva davvero alla vecchia maniera e che ci desse un senso di progressione più tangibile.

Schermata Super Wheelspin di Forza Horizon 6 con premi in crediti e auto ottenibili dal sistema ricompense.

Struttura del Festival e progressione

Fortunatamente Playground Games ha comunque imposto dei paletti e ci vorrà un po’ di tempo prima che useremo una Koenigsegg Jesko per correre, quantomeno nelle gare Festival Horizon. Per progredire nel festival, il giocatore dovrà ottenere dei braccialetti e ogni braccialetto corrisponde allo sblocco di una classe di auto più performante. Si partirà dalla Classe C, passando poi per la B, la A e così via, con l’obiettivo di arrivare poi sulla Legend Island e competere contro i migliori corridori del festival. Per sbloccare l’evento speciale che ci garantirà ognuno dei braccialetti, dovremo qualificarci completando gare, sfrecciando tra gli autovelox o driftando nelle zone montane.

Gli stessi eventi sono abbastanza variegati. Passiamo dal fare eventi in un percorso stretto del porto di Tokyo a sfrecciare tra le montagne innevate del Giappone, passando poi per competere contro un Caccia Zero con in sottofondo “New Genesis” di AdoInsomma, è chiaramente roba iper-esagerata, ma quantomeno, almeno per ora, non mi sono trovato ad avere quella sensazione di déjà vu che ho avuto su altri aspetti.

Attività single player: tra gare con Drivatar scorretti, esplorazione e ‘Gite turistiche’

Screenshot di Forza Horizon 6 durante un tour a Tokyo con una Honda d’epoca tra le strade cittadine.

Forza Horizon 6 ha però altro da offrire dal punto di vista del Single Player. Tornano innanzitutto le Gare Clandestine, da correre su percorsi improvvisati cercando di evitare il traffico e dove si ha il meglio del coinvolgimento prendendo proprio una delle tante JDM del gioco, magari con un leggero tuning, e divertirsi così. Qui, purtroppo, puoi usare la qualunque, e considerando che è tornata quella tediosa meccanica delle Wheel Spin (che io avrei rimosso, onestamente), è facile trovarsi presto a correre con una Lamborghini da 1000 cv.

Per chi ama i Touge, invece, ci sono degli eventi dedicati, nonché una replica che strizza l’occhio agli amanti di Initial D. Possiamo infatti trovare la riproduzione del famoso passo montano del Monte Haruna, Akina nel manga, con i suoi 5 tornanti in sequenza. Qui, paga ancor di più il voler usare auto giapponesi. Si ha davvero la sensazione di trovarsi catapultati negli anni ’90 o nel capolavoro di Shuichi Shigeno. Non mancano anche alcuni circuiti da poter usare per fare delle prove a tempo e sfidare i giocatori di tutto il mondo, con tanto di leaderboard in tempo reale. Questa meccanica è riproposta anche nelle gare di accelerazione, con ben 2 drag strip di diversa lunghezza.

Purtroppo, una volta che si corre, ci si rende conto di come il comportamento dei Drivatar non sia cambiato di una virgola e continuano a fare manovre inutilmente sporche e insensate. Della serie: tiro una staccata palesemente troppo lunga che mi porterebbe inevitabilmente ad abbracciare un ciliegio? Bene, il Drivatar di turno, per qualche motivo astruso, la forzerà ancora di più e quindi ti sbatterà addosso. Insomma, uno vorrebbe giocare in single player per evitare il fenomeno dei rammer che affligge l’online (e fortunatamente mitigato dal Ghost), eppure sarà il fenomeno dei rammer a venire da lui perché, alla fine, i Drivatar prendono comunque come riferimento lo stile di guida del giocatore. Non se ne esce. Quantomeno, ora l’IA non sembra più “cheattare” come in passato, non ha né le partenze a razzo di un tempo né un patetico effetto elastico (e se c’è, è mascherato bene).

C’è pane anche per chi vuole semplicemente girare così, nel “chill”, ed esplorare il Giappone per quello che è: una terra bellissimaForza Horizon 6 offre infatti delle missioni secondarie che ci permettono di esplorare alcuni dei luoghi più importanti del Sol Levante (quantomeno, quello proposto da Playground Games). Delle vere e proprie gite che affronteremo insieme ad altri piloti Drivatar e sotto la guida di Mei, un’amica del protagonista.

Altrimenti, si può esplorare per cercare oggetti da distruggere come i classici Cartelli Exp e le Mascotte, novità di questo capitolo, o per cercare tesori nascosti come le classiche auto del fienile (ben 15, e in quei fienili potremo anche regalare una nostra vettura) o gemme altrettanto rare e abbandonate in luoghi della mappa, da dover trovare sfruttando gli indizi che ci verranno dati nel corso dell’avventura. Parliamo di auto serie in entrambi i casi e che nessuno dovrebbe lasciarsi sfuggire.

Il Giappone di Forza Horizon 6 merita il prezzo del biglietto

Visuale interna in Forza Horizon 6 davanti a una mascotte collezionabile nascosta in una zona boschiva del Giappone.

Onestamente, però… sapete cosa? Durante la recensione, mi sono trovato spesso a voler semplicemente girovagare per la mappa. Magari è solo l’effetto “Giappone waaah” del meme, o più semplicemente è Playground Games che ha fatto un bel lavoro con questa mappaContrariamente al Messico di Forza Horizon 5, un po’ piatto, monotono per alcuni e privo di reali luoghi di interesse, il Giappone di questo sesto capitolo è davvero varioNon c’è un singolo bioma uguale all’altro e anche le stesse strade, ora, sembrano più varie. Troviamo vicoletti dove c’è spazio per a malapena un’auto e strade montane giustamente stretteMi è venuto quindi automatico posare il pad, impugnare il volante e girare come se fossi un NPC qualsiasi, con giusto qualche occasionale sgasata tra una curva e l’altra. E quando qualcosa del genere succede, significa che è stato fatto un bel lavoro.

Spiace un po’ che manchino alcune chicche viste in altri giochi che aumentano il coinvolgimento (uso delle frecce, rifornimenti nelle stazioni di servizio o una maggior quantità di auto con cui abbassare il tettuccio), ma in generale, trovo sicuramente più divertente girovagare per il Giappone che per il Messico o anche la Gran BretagnaOnestamente, era da Forza Horizon 2 che non provavo un tale gustoC’è anche un’autostrada importante da poter sfruttare per sfrecciare a 450 km/h, così come diverse stradine sterrate su cui divertirsi a bordo di un’auto da rally o modificata come tale.

Problemi di level design e riciclo

Screenshot di Forza Horizon 6 con una gara clandestina notturna su strada forestale in Giappone con Nissan Silvia S13.

Purtroppo è doveroso segnalare l’eccessiva presenza di strade di campagna davvero larghe, e con queste strade è anche normale che auto lente come le kei car possano risultare poco divertenti. Ne entrano 3 per carreggiata… insomma, proprio il Giappone era l’occasione perfetta per spingere di più su stradine strette, dove proprio utilitarie, kei car e berline poco potenti potessero avere un sensoNon tutto deve essere a prova di hypercar da 1300 cv.

Inoltre, quello che nel 5 era un lieve sospetto, ora è un dato di fatto che si ricollega direttamente a quel déjà vu di cui parlavo prima: Playground Games ha, ancora una volta, riciclato layout da Forza Horizon 4 (o forse addirittura 3) e inseriti all’interno del capitolo. Non la più elegante delle soluzioni, perché il bello di un open world è anche avere più varietàNon è un racing su pista dove hai tracciati su licenza e quelli sono, salvo modifiche avvenute nella realtà.

Un ulteriore appiattimento del level design è dato dalla possibilità di abbattere quasi ogni albero che incontreremo, togliendo il brivido di evitare di colpire un tronco e distruggere l’auto. Questo brivido si ripercuote anche sulle catene abilità, visto che ora non solo non ci dovremo più preoccupare degli alberi – se non alcuni, molto rari – ma addirittura li cercheremo di proposito per estendere il punteggioMagari rendere questa possibilità disponibile solo sui veicoli più pesanti (magari con una modifica a parte) avrebbe reso la cosa meno esagerata.

Personalizzazione e proprietà

Editor proprietà di Forza Horizon 6 con un’escavatore e strumenti di costruzione nel giardino.

Forza Horizon 6 ha un qualcosa in più da offrire che va anche oltre tutto ciò che riguarda la guida e di cui abbiamo parlato finoraStrizzando un po’ l’occhio a Test Drive Unlimited, in Forza Horizon 6 potremo non solo possedere delle proprietà, ma anche modificarle. Qui, Playground Games si è sbizzarrita, dandoci non solo la possibilità di arredare il nostro garage a nostri usi e costumi, ma addirittura di poter costruire un circuito nella nostra proprietàLe opzioni di personalizzazione sono molteplici: da cose legate al mondo dell’auto come gomme di ricambio, mobili da meccanico e riviste automobilistiche a robe totalmente no-sense come dei dinosauriIn più, potete scegliere anche quali veicoli esporre.

Grafica e resa visiva (Forza Tech)

Sul Forza Tech si possono muovere delle critiche, e le muoverò, ma la resa paesaggistica non rientra tra quelleLa Tokyo di Forza Horizon 6 è bella da esplorare e molto dettagliata, e lo stesso vale per le aree rurali. La vegetazione è ancora una volta il fiore all’occhiello della produzione e in alcuni punti si sfiora il fotorealismo. Purtroppo, come dicevamo, non è tutto oro ciò che luccica. Forse avrebbe giovato di un po’ di traffico in più, visto che certe aree sono inverosimilmente deserte per essere il GiapponeIn ogni caso, tanto è omogenea la qualità dell’ambientazione, tanto non lo è quella delle auto.

Forza Horizon 6 vanta oltre 550 vetture, ma purtroppo non tutte hanno lo stesso livello di dettaglio. Ed ecco quindi che si torna all’annosa questione che flagella la serie da ormai un decennio: auto con standard “Current Gen” si alternano a vetture prese dritto dai capitoli Xbox 360 e reskinnate con texture migliori. Tra queste, figurano vetture importanti per la cultura JDM come diverse SubaruNissanMitsubishi e addirittura la Trueno, il cui modello poligonale è obiettivamente improponibile nel 2026.

Screenshot di Forza Horizon 6 con un evento esibizione al Festival Horizon e una Ford RS 200 in salto davanti a un elicottero.

Modelli delle auto: il vero problema

Fortunatamente, Playground Games non è rimasta con le mani in mano e di miglioramenti ce ne sono. Ci sono vetture che hanno subito o un upgrade leggero, come nel caso della Honda Civic, ora con il giusto paraurti e con tutti i dettagli al suo posto, o sono state direttamente sostituite con modelli più aggiornati come nel caso della Silvia S13 o rifatte totalmente, come nel caso della sciagurata S15, delle Skyline R32–R34 o ancora della RX-7E la differenza, ragazzi, si vedeDa dettagli microscopici come la cura dei fari ad altri, ben più importanti, come le proporzioni della vettura, tutto fa brodo e aumenta il livello di realismo che un’auto fatta per Forza Horizon 6 può effettivamente offrireE non c’è bisogno di paragonarla a una vettura brutta come la Trueno o la Lancer Evo V.

Primo piano della Toyota Trueno bianca in Forza Horizon 6, usata per evidenziare i difetti di modellazione e le imperfezioni della carrozzeria. Non è l'unica auto.

Anche la Subaru Impreza ’04, uno dei modelli invecchiati meglio, ha comunque poligoni vistosi a schermo e addirittura le texture dei simboli dei comandi sono sollevate dal modello, proiettando una leggera ombraParliamo di auto giapponesi in un videogioco ambientato in Giappone: è davvero così strano aspettarsi che le JDM, notoriamente le peggiori come modellazione, ricevessero tutte un trattamento di favoreSoprattutto a fronte di un parco auto sì variegatissimo (Hypercar, Supercar, auto da gara – tra cui prototipi da gara di Super GT e prototipi –, sedan, station wagon, SUV, vetture elettriche, kei car, citycar e utilitarie varie… la lista è enorme), ma comunque sensibilmente più piccolo di quello che aveva Forza Horizon 5 a fine vita.

Bugatti ci saluta, almeno per ora, e niente Cappuccino per voi

Insomma, mi togli 2–300 vetture? Bene, però tutte quelle che necessitano di una svecchiata andrebbero effettivamente svecchiateIn più, segnalo assenze importanti, da kei car come la Suzuki Cappuccino e la Daihatsu Copen a hypercar come la McLaren Senna e tutto il parco auto Bugatti. Non a caso, l’auto di ben ritorno di Forza Horizon 4 è ora la Aston Martin Vulkan. Bugatti sembra scontato che tornerà, probabilmente ci sono problemi di licenza ora che si è staccata dal Gruppo VAG, ma per la Senna la situazione potrebbe essere più complessa.

Tuning estetico: tanta scelta… finta. La nuova Forza Aero non basta

Schermata del tuning estetico di Forza Horizon 6 con Toyota GR Supra e opzioni alettone Forza Aero.

Lascia perplessi anche il tuning estetico. Ancora una volta, ci troviamo di fronte a un gioco dove non mancano kit estetici davvero interessanti (gli amanti della RX-7 avranno una bella sorpresa) e, cosa importantissima, ora è possibile montare 2 set di cerchi diversi. Ma, e aggiungo purtroppo, c’è questa limitazione della “Forza Aero” che blocca tutto. L’aerodinamica generica di Forza è stata rivista e l’alettone nuovo e lo splitter anteriore si adattano alle dimensioni dell’auto. Gli obbrobri dei vecchi Forza sono un lontano ricordo.

Al tempo stesso, però, Playground Games offre un solo modello di “Forza Aero” per auto, contrariamente ai 3 modelli di Gran Turismo 7. Questo di per sé non sarebbe un problema enorme se, per fare build competitive, non obblighi a usare obligatoriamente quei pezzi, salvo per alcune eccezioni. Puoi scegliere un alettone che ti piace, ma non potrai regolarne l’incidenza. In un gioco arcade, dovrebbe essere regolabile senza limitazioni. Auto come la recente Supra offrono 5 alettoni diversi, di cui 4 non regolabili: dove andrà l’utente che vuole una build da pista? Rimuovendo questo limite, la situazione migliorerebbe davvero tanto.

Screenshot di Forza Horizon 6 con una Nissan Silvia Spec-R 2002 personalizzata con kit Liberty Walk in officina.

Editor livree rivisto e migliorato. Ora si può ‘dipingere’ sul vetro

Anche il sistema di livree, per quanto migliorato, risulta ancora macchinoso su certi aspettiManca quella fluidità che caratterizza Gran Turismo, per intenderci. Sul titolo Polyphony riesco a giostrarmi con scioltezza grazie a controlli non eccessivamente legati a un menu, fatico un bel po’ su quello di Playground. Non è una bocciatura, sia chiaro: parliamo di controlli, perché per il resto con la giusta pazienza si possono creare livree clamorose, soprattutto ora che possiamo anche inserire adesivi sui vetri delle auto. Con le maschere, si riescono comunque ad applicare correzioni che altrove non si possono applicare senza dover ripiegare su vernici classiche.

Tuning meccanico: ancora il migliore

Fortunatamente, le lamentele non si possono assolutamente muovere sul tuning meccanico. Non ci sono novità in tal senso, è lo stesso di Forza Horizon 5, però resta il sistema di tuning meccanico più completo sulla piazza. Non solo potremo agire su vari componenti del motore, delle sospensioni o dello chassis, ma potremo anche scegliere – come nel quinto capitolo – diverse tipologie di cambio, fino a trasmissioni a 10 rapportiPossiamo anche agire sulle vetture elettriche, così da arginare il problema della top speed limitata e renderle utilizzabili (coff coff, Polyphony…). Il videogiocatore ha dunque una libertà quasi totale sul tipo

Comparto audio: motori convincenti, buona scelta musicale…

Buon lavoro invece per quel che riguarda il comparto sonoro. Playground Games ha rifinito il proprio comparto audio e le auto hanno un suono ancora più convincente che in passato. Che sia il VTEC aspirato di una Civic Type R, il cupo V8 ad albero piatto di una Mercedes-AMG GT Black Series o il V10 della R8, fa particolarmente differenza: il livello generale è buono. Ci sono auto che suonano meglio di altre, come la Huayra, la RX-7 o la già citata Civic, mentre per altre non sono così convinto. Ci sono casi, poi, come la Toyota GR Concept, dove onestamente non ho nemmeno idea di come dovrebbe suonare in realtà. Quel che posso dire è che nel gioco ha un suono che mi piace e credo sia una delle vetture più goduriose da guidare.

Screenshot di Forza Horizon 6 con la radio in gioco e la traccia New Genesis di Ado durante una corsa in Giappone

… ma niente Eurobeat. In Giappone?

Buona anche la scelta di tracce musicali, che comprende una buona selezione tra musica occidentale e tracce giapponesi, con artisti quali Linkin Park, Kana-Boom, Yoasobi o, appunto, la già citata Ado. Anche qui, però, la polemica scatta: qual è l’opera multimediale più famosa legata alla scena automobilistica giapponese? Initial DQual è il genere musicale che accompagna quell’opera sin dalla prima puntata? L’EurobeatQuante tracce Eurobeat ci sono nel gioco? Finora, ne ho sentite letteralmente zero.

Ora, o si stanno tenendo ciò per un eventuale DLC a tema Initial D (credo in questa teoria sin dall’annuncio, soprattutto vista la presenza del Monte Haruna, e se questo mi giustifica un aggiornamento della Trueno e l’aggiunta di auto come la già citata Cappuccino, tanto meglio), o hanno semplicemente sprecato un’occasione enorme.

Screenshot di Forza Horizon 6 con una Nissan Skyline R32 rimodellata durante una gara urbana a Tokyo al tramonto.

Prestazioni PC e problemi tecnici

Meno brillante la stabilità tecnica nel complesso, almeno su PC. Precisiamo: abbiamo un mare di opzioni da poter scegliere e il gioco non si può certo definire mal ottimizzato, però ci sono alcuni problemi non ignorabili. Innanzitutto, segnalo un pop-in davvero invasivo, e questo vale sia per la vegetazione che per le ombre. Il Ray Tracing non giustifica le performance perse.

In più, NVIDIA DLSS, quantomeno nel mio caso, non funziona nel migliore dei modi e, in Quad HD, risoluzione di riferimento per la RTX 4070 che ho usato, l’immagine era decisamente sporca. Azzardo addirittura a dire che percepivo più sporcizia nel Quad HD con DLAA che in 4K con DLSS su PrestazioniNon è normale, come non è normale che occasionalmente piova nell’abitacolo. In più, il Frame Gen non funziona da quando ho aggiornato i driver con quelli specifici per Forza Horizon 6 e, per qualche strana ragione, il videogioco non riconosce il volante. Per usarlo, ho dovuto spolpare Reddit, cercare come altri utenti l’hanno fatto funzionare sul quinto capitolo e ripetere il processo.

Gara sulla neve in Forza Horizon 6 con buggy off-road su un pendio alpino giapponese

Per quel che può valere, in Quad HD con DLAA il gioco gira sui 40 fps con tutte le impostazioni a Ultra, compresi Riflessi Ray Tracing e Illuminazione Ray Tracing (che consiglio di mettere su Alto per evitare il vistoso effetto del denoiser). Andando sul DLSS Bilanciato, il framerate sale a oltre 70 fps. La sporcizia di cui parlavo mi ha però portato a scegliere di giocare in 4K con DLSS su Prestazioni, ottenendo una resa visiva percepita migliore del Quad HD + DLAA e guadagnando anche 10, forse addirittura 15 fps di media. Il gioco gira quasi stabilmente sopra i 50 fps, con rari cali sui 40, cali che risulterebbero meno percepibili se il Frame Gen funzionasse. Il gioco è inoltre affamato di RAM e si superano facilmente i 16 GB utilizzati.

Considerazioni finali (provvisorie)

Screenshot di Forza Horizon 6 con la Toyota GR Concept all’introduzione del Festival Horizon durante una gara serale in Giappone.

Per il momento, Forza Horizon 6 mi sta convincendo più del previsto, ma sarebbe prematuro considerarlo già un giudizio definitivo. Il gioco ha diverse qualità evidenti — dalla mappa giapponese alla progressione più sensata, passando per un feeling di guida ancora molto solido — ma mostra anche alcuni limiti che meritano di essere valutati con più calma, soprattutto una volta esplorati meglio i contenuti online e l’endgame.

Questa prima impressione, insomma, è decisamente positiva ma parziale. Playground Games sembra aver fatto un passo nella direzione giusta, recuperando in parte quell’identità che molti (compreso io, col senno di poi) avevano sentito mancare in Forza Horizon 5, ma restano ancora nodi da sciogliere sul piano tecnico, sulla gestione del parco auto e su alcune scelte di design.

Per questo motivo, questa recensione resta volutamente aperta: Forza Horizon 6 è un gioco che va osservato nel tempo, non liquidato in fretta. Come già detto, non voglio ripetere l’errore fatto con Forza Horizon 5, Gran Turismo 7 e Forza Motorsport, ossia videogiochi usciti in un modo e che risultavano totalmente diversi (nel bene o nel male) anche solo 2 settimane dopo.

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