I videogiochi ci rendono più felici e rilassati, lo dice l’Università di Oxford

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Una nuova ricerca scientifica condotta dall’Università di Oxford, attraverso l’Internet Institute e portata avanti con la collaborazione di ed EA lo dimostra: i videogiochi ci rendono più felici e rilassati. Sia Nintendo che EA hanno partecipato fornendo i dati relativi a due dei loro videogiochi più popolari. ha condiviso alcuni dati relativi a Plant vs. Battle for Neighborville. Nintendo, invece, ha fornito tutto il possibile su Animal Crossing New Horizons, compresi i dati relativi al tempo speso in-game.

A condurre il team di ricercatori il professor Andrew Przybylski che ha illustrato i risultati ottenuti alla BBC. “Se giochi per quattro ore al giorno, tutti i giorni, ad Animal Crossing New Horizons, sarai propenso a dire di essere più felice di chiunque non lo faccia”, ha dichiarato il ricercatore. I dati raccolti da Przybylski sono in aperto contrasto con ricerche simili condotte negli ultimi 40 anni e che tendevano a dimostrare l’esatto opposto.

Ma come è giunto Przybylski a questa conclusione? Prendendo in esame un campione composto da oltre 3200 videogiocatori, tutti maggiorenni, lo scienziato ha esaminato le abitudini di gioco di ciascuno di essi. A cadenza regolare, poi, ha utilizzato i metodi di ricerca statistica per misurare le ’emozioni’ provate dai videogiocatori dopo le sessioni di gioco. Il risultato, conclude, è che questi videogiocatori si sentivano molto più felici e rilassati a fine partita.

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Certo, i videogiochi analizzati sono solo due ma, nelle conclusioni della sua ricerca, Przybylski afferma che ciò non vuol dire che il concetto non possa essere applicato a tutti i videogiochi o buona parte di essi. Secondo le sue analisi, infatti, c’è una variabile da non sottovalutare. Sia Animal Crossing New Horizons che Plant vs. Zombie Battle for Neighborville contengono al loro interno dinamiche social che vanno tenute in considerazione.

Animal Crossing New Horizons, in particolare, è stato spesso protagonista nelle settimane e nei mesi successivi alla sua uscita. Il titolo Nintendo è arrivato appena prima che la prima ondata della pandemia colpisse in maniera più dura costringendo molte persone in casa. Al momento è al secondo posto nella classifica dei giochi più venduti di sempre in Giappone.

L’utilizzo del titolo come surrogato per gli eventi sociali ha contribuito a decretarne il successo e, in un certo senso, anche a rinforzare le teorie che pongono il videogioco come medium che agisce come aggregatore sociale. In un certo senso, quella strada già tracciata dai primi cabinati posti nelle sale arcade dove ci si incontrava tra appassionati si è evoluto più volte fino ad arrivare fino a noi sotto una veste nuova nella forma me affatto dissimile nella sostanza.

Il professor Przybylski, comunque, non esclude di approfondire ulteriormente le ricerche in merito. Le ricerche future, auspica, potrebbero essere condotte con la partecipazione di studiosi di diverse discipline. Secondo le sue previsioni si potrebbe arrivare, addirittura, a formulare nuove teorie sulle dinamiche del bullismo, dell’apprendimento e della creazione di legami sociali stabili come l’amicizia. noi non possiamo far altro che augurare a lui e a tutto il suo team buon lavoro e ringraziarlo per quanto fatto fino ad ora.

Fonte: BBC