Joe Dever’s Lone Wolf – Episodio 2: Caccia nella foresta – la recensione

A molti potrà sembrare incredibile, forse a qualcuno addirittura impossibile, ma anche l’Italia si sta ritagliando il suo piccolo spazio all’interno del panorama videoludico odierno. Ce ne ha data ampia dimostrazione il team di Storm in a Teacup, in occasione dell’edizione di quest’anno della Game Developers Conference, e lo stanno facendo in questo momento anche i ragazzi di Forge Reply con il loro Lone Wolf, titolo per iOS e Android ispirato alla famosa collana di libri-game di Joe Dever, il quale ha lavorato personalmente alla realizzazione della trama del gioco.

La struttura di gioco rimane fondamentalmente la stessa che ha decretato la fortuna del primo episodio, ed è stata arricchita con alcune interessanti innovazioni.

Così, basandosi proprio sulle peculiarità di questo genere letterario, che si distingue per la presenza di un impianto narrativo non lineare, il secondo episodio della serie si riallaccia alle scelte compiute dal giocatore in quello precedente, attraverso la lettura dei file di salvataggio. Inutile dire, di conseguenza, che “Caccia nella foresta” riprende le vicende che avevamo lasciato in sospeso al termine del primo atto, in cui era giunto il momento di fuggire dal villaggio di Rockstarn, che era bersaglio di un misterioso attacco.
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Per avere la meglio nei combattimenti bisognerà sfruttare ogni tecnica a propria disposizione, il che si traduce, in termini puramente ludici, in un’interessante alternanza di Quick Time Event e meccaniche ruolistiche classiche.

La struttura di gioco rimane fondamentalmente la stessa che ha decretato la fortuna del primo episodio, ed è stata arricchita con alcune interessanti innovazioni in grado di rendere più profonda e gradevole l’esperienza di gioco. Il giocatore potrà quindi partecipare attivamente allo svolgimento della trama, che in questo secondo atto mette a disposizione un maggior numero di scelte, diventate ancor più diramate e incisive rispetto al passato. Ad accompagnare la narrazione, troviamo poi un generoso numero di combattimenti, che richiedono di sfruttare ogni singola capacità di Lupo Solitario, dalle magie Kai alla potentissima Spada del Sole, adesso in grado di attaccare più nemici contemporaneamente. Per quel che riguarda il livello di sfida, il secondo atto di Lone Wolf non si discosta minimamente dal precedente episodio. I combattimenti, dal più insignificante al più impegnativo, metteranno a dura prova il giocatore, che sarà praticamente costretto a dover gestire ogni singola risorsa in modo certosino. Già, perché il titolo di Forge Reply è uno di quelli che non perdonano, e una sola mossa sbagliata potrebbe risultare fatale.
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Ad accompagnare la narrazione, troviamo un generoso numero di combattimenti, che richiedono di sfruttare ogni singola capacità di Lupo Solitario.

Certo, va anche detto che, ascoltando le richieste dei fan, è stata inserita una schermata di selezione della difficoltà, ma tenete bene a mente che, nel caso in cui scegliate di giocare in modalità facile, vi ritrovereste di fronte a un gioco fin troppo permissivo e per nulla appagante. L’anima del gioco risiede infatti tanto nel suo particolare impianto narrativo, quanto nel suo elevato livello di difficoltà, progettato per spingere il giocatore alla pianificazione e al ragionamento.
Il sistema di combattimento funziona a grandi linee in questo modo: l’utilizzo di ciascuna abilità consuma un determinato quantitativo di vigore, che si ricarica col passare dei turni e con l’utilizzo delle diverse armi. Per avere la meglio nei combattimenti bisognerà sfruttare ogni tecnica a propria disposizione, il che si traduce, in termini puramente ludici, in un’interessante alternanza di Quick Time Event e meccaniche ruolistiche classiche. Insomma, delle meccaniche che sulla carta possono sembrare semplici ma che, invece, richiederanno una certa dedizione prima di essere padroneggiate alla perfezione.

L’idea che gli sviluppatori siano riusciti nel difficile compito di riproporre in chiave digitale l’esperienza (e le emozioni) del libro-game diventa sempre più concreta.

Dal punto di vista tecnico, Lone Wolf continua a difendersi egregiamente. Sia le scene disegnate che i modelli tridimensionali che prendono vita durante le battaglie trasudano stile da tutti i poligoni e le animazioni sono fluide e di ottima fattura. In conclusione, anche in quest’occasione l’italianissimo team di sviluppo di Forge Reply ha saputo dar prova della sua maestria, realizzando un titolo per dispositivi mobile che non ha niente da invidiare alle più brillanti produzioni provenienti dal mondo console.
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L’idea che gli sviluppatori siano riusciti nel difficile compito di riproporre in chiave digitale l’esperienza (e le emozioni) del libro-game diventa sempre più concreta con questo secondo episodio della tetralogia in corso, che mette in campo un ritmo narrativo particolarmente serrato per poi abbandonarci con la voglia di saperne di più sulle vicende di Lupo Solitario. Il bilanciamento della difficoltà non è forse dei migliori, questo è vero, ma non ci sono altri motivi validi per non acquistare quest’eccellenza tutta italiana.