LAN-Gate: segnali di apertura tra Alessio Cicolari e Sergio Milesi

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Si iniziano a intravedere i primi segnali di apertura in quello che è oramai il LAN-Gate tutto italiano. Il caso, scoppiato nei giorni scorsi, è stato causato da un esposto presentato dall’imprenditore Sergio Milesi all’Agenzia Accise, Dogane e Monopoli. Col suo documento, Milesi, titolare di LED S.r.l. (azienda impegnata nel dell’intrattenimento con sale Bowling e Videolottery), aveva chiesto all’ADM di verificare l’effettiva liceità di esercizio delle Sale LAN del nostro paese. Le successive indagini avviate dall’ente hanno evidenziato il vuoto normativo entro il quale, per le sale LAN, era possibile operare. La prima azienda costretta a vedersi apporre i sigilli è stata di Alessio Cicolari, titolare di eSport Palace Bergamo che, nei giorni scorsi, ha dovuto interrompere l’attività di sala LAN.

Come spiegato nel nostro articolo precedente, oggetto del contendere sarebbe l’opportunità che Sale LAN e apparecchiature utilizzate vengano sottoposte alle normative contenute nell’articolo 110 comma 6 e 7 del TULPS. Il documento, come vi abbiamo spiegato, contiene le norme da seguire per quei sistemi di intrattenimento definiti elettromeccanici o con vincita in denaro. Difficile sottoporre PC e console (soggetti a costanti aggiornamenti) ad una norma che ne prevedrebbe una omologazione standard. Il vuoto normativo evidenziato e le successive notizie al riguardo hanno assunto così i contorni di un vero e proprio “LAN-Gate”.

Dopo alcune dichiarazioni rese da Alessio Cicolari in una intervista concessa ad AgiMeg, torna a farsi sentire Sergio Milesi, autore dell’esposto e dell’interpello presentati all’autorità competente. Secondo quanto riportato dallo stesso portale AgiMeg, nelle scorse ore sarebbe avvenuto un primo confronto telefonico tra le due parti (Milesi e Cicolari) che avrebbe gettato le basi per un dialogo che, si spera, possa essere costruttivo. Pare che il colloquio telefonico si sia chiuso con un seme di chiarimento. Milesi si sarebbe scusato per le conseguenze delle sue azioni. Conseguenze da lui stesso definite – sostiene la fonte – inaspettate. Allo stesso modo, sempre dalle righe di AgiMeg, pare che anche Cicolari si sia scusato per le sue dichiarazioni iniziali sottolineando come la rabbia iniziale non fosse rivolta all’imprenditore bensì ad un vuoto normativo che è necessario colmare.

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Fonte: AgiMeg