
Per i fan di Need for Speed non arrivano buone notizie. In occasione del trentesimo anniversario di Criterion Games, una dichiarazione rilasciata dalla dirigenza dello studio ha lasciato intendere che il celebre franchise automobilistico non rientra più tra le priorità di Electronic Arts, con l’intero team ormai concentrato sul futuro di Battlefield.
Pur non trattandosi di un annuncio ufficiale sulla cancellazione della serie, le parole pronunciate da Criterion fanno pensare che un nuovo capitolo non sia previsto nel prossimo futuro.
Criterion guarda solo a Battlefield
Durante un’intervista dedicata ai 30 anni dello studio, Rebecka Coutaz, vicepresidente e general manager di Battlefield Studios Europe, è stata interrogata sulla possibilità di vedere novità legate a Need for Speed.
La risposta è stata piuttosto netta:
“Non siamo qui per parlare del passato, siamo concentrati solo su Battlefield.”
Una frase che molti hanno interpretato come un chiaro segnale della direzione intrapresa da Electronic Arts. Da tempo, infatti, Criterion è stata integrata nel gruppo di studi che sta lavorando al futuro della serie Battlefield, lasciando in secondo piano i progetti legati alle corse.
Nessun ritorno all’orizzonte
L’ultimo capitolo della saga, Need for Speed Unbound, è arrivato nel 2022 ricevendo recensioni generalmente positive e un supporto post-lancio durato diversi anni. Tuttavia, il titolo non avrebbe raggiunto i risultati commerciali sperati, convincendo EA a spostare completamente le risorse su Battlefield.
Anche un’altra storica serie legata a Criterion, Burnout, sembra essere destinata a rimanere ferma ancora a lungo, visto che lo studio è ormai impegnato esclusivamente nello sviluppo del prossimo Battlefield.
Il futuro della serie resta incerto
Al momento Electronic Arts non ha annunciato la chiusura definitiva di Need for Speed, ma tutto lascia pensare che il franchise sia stato messo in pausa a tempo indefinito. Per i fan della storica serie di corse arcade sarà quindi necessario attendere eventuali cambi di strategia da parte dell’editore, che oggi sembra avere un solo grande obiettivo: riportare Battlefield al centro della scena.








