
I giocatori di Call of Duty: Black Ops 2 su PlayStation hanno vissuto giorni decisamente complicati. Nelle ultime ore, infatti, Activision è stata costretta a distribuire un aggiornamento backend d’emergenza dopo le numerose segnalazioni di un exploit che avrebbe permesso a un hacker di compromettere le lobby online e alterare gli account dei giocatori.
La situazione ha rapidamente fatto il giro della community, con decine di utenti che hanno denunciato problemi particolarmente gravi durante le partite multiplayer.
Account modificati e lobby compromesse
Secondo le segnalazioni emerse online, il presunto hacker sarebbe stato in grado di modificare diversi aspetti degli account, tra cui: livelli Prestigio alterati; statistiche modificate; crash improvvisi delle partite; impossibilità, in alcuni casi, di continuare a giocare normalmente.
La vicenda ha suscitato forte preoccupazione, soprattutto considerando il ritorno di popolarità che Call of Duty: Black Ops 2 sta vivendo grazie alle versioni PS4 e PS5.
Activision conferma l’intervento
A differenza delle indiscrezioni circolate inizialmente, Activision non ha confermato direttamente l’esistenza dell’hacker, ma ha annunciato ufficialmente di aver distribuito un aggiornamento lato server dedicato alla sicurezza.
Attraverso il profilo ufficiale Call of Duty Updates, l’azienda ha comunicato di aver implementato modifiche backend per migliorare la sicurezza del matchmaking e di essere al lavoro per continuare a monitorare la situazione, invitando i giocatori a segnalare eventuali anomalie tramite i canali di supporto.
Si tratta quindi della prima risposta ufficiale di Activision alle numerose segnalazioni provenienti dalla community.
La sicurezza torna al centro dell’attenzione
Negli ultimi anni il tema della sicurezza nei titoli multiplayer è diventato sempre più delicato e quanto accaduto con Call of Duty: Black Ops 2 dimostra come anche giochi meno recenti possano diventare bersaglio di exploit e attacchi.
L’aggiornamento distribuito da Activision dovrebbe ridurre il problema, anche se resta da capire se saranno necessari ulteriori interventi nelle prossime settimane.
Resta ora da vedere se questo fix sarà sufficiente a riportare la situazione sotto controllo o se il publisher dovrà intervenire nuovamente con ulteriori aggiornamenti.









