Nvidia RTX 3080: problemi di crash sui primi modelli. Quali sono le cause?

RTX 3000
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Lo scorso 1 settembre 2020, Nvidia ha presentato le prime tre schede video della famiglia RTX Serie 30. Si tratta delle RTX 3090, RTX 3080 e RTX 3070.

La presentazione è stata davvero incredibile, soprattutto per le promesse fatte a livello prestazionale e i prezzi. Vi basti pensare che una RTX 3070 avrà prestazioni in linea con la top di gamma della generazione precedente. Mentre una RTX 3080 surclassa fino al 45% una RTX 2080 Ti.

Era facile immaginare che le nuove schede video sarebbero andate a ruba. Soprattutto considerando gli scarsi quantitativi e i ritardi iniziali nella distribuzione.

Ma la situazione sembra essere ben peggiore di quel che si possa immaginare. Infatti le poche schede video in circolazione stanno presentato gravi problemi di stabilità per le RTX 3080. A quanto pare non sembra un problema specifico di un singolo produttore, ma molto più diffuso a partire dalle Founder’s Edition di Nvidia. Sembra che solamente le schede ASUS siano immuni.

Ma quali sono i problemi che affliggono la più ambita delle nuove schede video e cosa causa i crash del sistema? A darci una possibile soluzione è Igor’s Lab che ha condotto una indagine hardware sulle possibili cause.

Uno dei problemi potrebbe essere stata la troppa fretta. A differenza degli altri anni anche a causa dell’emergenza Covid, sembra che le tempistiche per sviluppare le versioni custom dei vari produttori partner sia stato troppo ristretto. Questo avrebbe impedito di testare a dovere prototipi e componentistica prima di immetterla sul mercato.

Una seconda spiegazione sarebbe legata al design della ‘reference board‘ PG132, che Nvidia ha fornito ai partner e che funge da base su cui progettare le varianti custom. A quanto pare sembra che Nvidia abbia dato carta bianca sulla scelta delle componenti del comparto di alimentazione della GPU e dei condensatori. Nvidia ha unicamente specificato che sono necessari sei condensatori per filtrare le alte frequenze.

Ma in commercio ci sono condensatori e condensatori. I POSCAP (conductive POlymer tantalum Solid CAPacitors) sono quelli più economici e meno affidabili, decisamente migliori sono gli SP-CAP (conductive polymer-aluminium-electrolytic-CAPacitors). Ma i migliori in assoluto sono i condensatori ceramici MLCC (MultiLayer Ceramic chip Capacitor) che vengono utilizzati in gruppi di 10 elementi.

Di fatto molti produttori hanno optato per un design ‘al risparmio e gli effetti di tali scelte si sono ritorti contro Nvidia e i suoi partner, portando ai gravi problemi di instabilità di cui vi abbiamo parlato. Ma andiamo ad analizzare nel dettaglio le scelte fatte in fase di progettazione dei singoli circuiti stampati di varie RTX 3080.

Nelle immagini sottostanti abbiamo evidenziato in verde i condensatori MLCC, in arancione i condensatori SP-CAP e in rosso quelli POSCAP.

Nvidia ha optato per un design ibrido composto da due array da 10 MLCC e quattro SP-CAP. Questo garantisce una certa stabilità, ma non è la scelta ideale.

RTX 3080 PCB Nvidia
RTX 3080 – PCB Nvidia

MSI ha optato per un design simile, ma utilizzando un solo array di 10 MLCC al centro e circondato da cinque SP-CAP. Scelta che in teoria porta a una maggior instabilità rispetto alle Founder’s Edition.

RTX 3080 PCB MSI
RTX 3080 – PCB MSI

Zotac ha fatto la scelta peggiore, puntando al massimo risparmio su questi componenti. Infatti la sua scheda video monta sei POSCAP, risultando in teoria in una stabilità del sistema davvero scarsa.

RTX 3080 PCB Zotac
RTX 3080 – PCB Zotac

Da premiare invece la scelta fatta da ASUS per la sua serie TUF e presumibilmente adottata anche da ROG Strix. Non badando a spese e cercando di mantenere alta la propria bandiera che punta sull’alta qualità della componentistica e dell’affidabilità, ha scelto di adottare sei array di 10 condensatori MLCC.

RTX 3080 PCB ASUS
RTX 3080 – PCB ASUS

In base all’analisi fatta da Igor’s Lab è quasi certo che i problemi di stabilità delle RTX 3080 siano causati da una combinazione delle due motivazioni che sono state date precedentemente. Infatti sembra che i condensatori di scarsa qualità non reagiscano correttamente alle alte frequenze della GPU. Non a caso i problemi di crash sono assenti sull’ASUS TUF e spariscono anche sugli altri modelli abbassando le frequenze della GPU di 50-100MHz (non arrivando a superare la soglia dei 2GHz).

Ad ogni modo è fondamentale anche avere un alimentatore che sia all’altezza e non crei ulteriori scompensi nell’alimentazione. Per questo motivo vi consigliamo alcuni alimentatori che di sicuro non vi daranno alcun problema perchè estremamente affidabili e di elevata qualità.

750W sono più che sufficienti, ma se il vostro sistema è spesso sotto carico elevato, ha una CPU overclockata e/o adotta un sistema di raffreddamento a liquido è consigliabile utilizzarne uno da 850W.

Fonte: Tech Power UpTech Power UpIgor’s Lab