Oxenfree 2 Lost Signals: Fare i conti col proprio passato – Recensione (PS5)

Oxenfree 2 Recensione PS5 1

Scrivere la recensione di Oxenfree 2: Lost Signals ci ha dato uno spunto critico di riflessione su come vengano scelte e utilizzate le emozioni con cui imbastire un’intera progettazione di un videogioco. Sempre più spesso, il medium videoludico consente di vivere sentimenti che fanno parte della vita comune di ogni persona. Amore, odio, vendetta sono i più gettonati perché arrivano dritti al punto e risultano essere chiavi di volta più agili per conquistare il pubblico. Night School Studio, autore sia del primo che del secondo capitolo, ha deciso di lavorare su di un range molto più sfumato e mette al centro della dissertazione la paura di affrontare il proprio passato, per poter andare avanti verso il futuro. Fare i conti con se stessi, tema che nutre molte discussioni anche presso i terapisti di tutto il mondo.

Oxenfree 2 vede come protagonista Riley, ricercatrice e naturalista non esperta, che torna nella natale Camena per indagare su una serie di segnali radio misteriosi che si stanno propagando sul territorio. Tornare nei suoi luoghi in cui ha vissuto, per la protagonista, diventerà un’occasione per ripensare alla sua infanzia e ritrovare vecchi compagni di scuola come Jacob che le farà da guida e supporto per tutta l’avventura.

A corollario di questo vero e proprio percorso di crescita personale, il team ha imbastito una cornice narrativa che arricchisce il racconto con elementi del soprannaturale e dell’esoterismo. Infatti il territorio ospita una setta che sembra voler scatenare una sorta di giorno del giudizio aprendo portali interdimensionali per motivi a noi sconosciuti. Così come fu per il primo capitolo, la scrittura è il perno centrale su cui il gioco esercita le sue dinamiche ludiche. E da questo punto di vista, l’opera resta di ottima qualità sciorinando un quantitativo di dialoghi ben scritti e che riescono a trasudare naturalezza. I due eroi percorrono i sentieri della mappa discutendo non solo del più e del meno, ma anche confidandosi sulle proprie paure e speranze per il futuro.

Va da sé che la vera forza di Oxenfree 2 sia nella capacità di gestire le opzioni di dialogo anche nelle minuzie. Queste ultime diventano fondamentali nella costruzione caratteriale dei personaggi ma anche dei legami che essi svilupperanno tra loro, consentendo al giocatore una interpretazione ruolistica molto più raffinata di quanto ci si aspetterebbe. A differenza del primo capitolo, dove i protagonisti erano degli adolescenti e come tali aprivano il fianco anche a reazioni immature o irrazionali, qui abbiamo a che fare con adulti maturi forgiati da esperienze di vita più gravose e che quindi offrono riflessioni molto più concrete, materiali e mai banali come la realizzazione della maternità o della voglia di lasciare un segno nelle vite altrui.

La stessa Riley dovrà confrontarsi con quella che è stata la sua giovinezza in relazione alle difficoltà relazionali con i propri genitori, attraversando i vari squarci temporali che il gioco propone come dinamica di gameplay per risolvere i vari puzzle ambientali, piazzati nella mappa. La struttura di Oxenfree 2 non consente di scrivere una recensione nella quale ogni singolo comparto può essere analizzato come entità ludica a se stante data l’estrema interdipendenza tra avanzamento classico della run e lo scorrere della narrazione, caratteristica che innalza il narrative design quale muro portante di tutta la struttura e genera quella diversificazione di situazioni che porta non solo al mero avanzamento della trama e alla risoluzione dei misteri ma contemporaneamente trascina l’approfondimento di personaggi, relazioni e sottotrame.

Tale complessità però paga il suo prezzo sull’altare della complessità meccanica che ripropone l’uso delle radio, sebbene ampliato con un walkie talkie, per per aprire i già noti varchi spazio-tempo, lucchetti di vario genere e avere conversazioni di vario genere ma non offre molto spazio a particolari difficoltà se non in sporadiche occasioni. In realtà, la sensazione di esperienza guidata, in termini di esplorabilità della mappa, è molto simile rispetto al primo capitolo e pur rispondendo a esigenze di puro design, esiste e permane ma ciononostante, le possibilità ruolistiche per il giocatore restano sottili e raffinate ma non apre molto spazio alla rigiocabilità se non alla volontà di voler provare a rispondere diversamente da come fatto in precedenza.

Oxenfree 2 è un’opera che offre una qualità di scrittura ottima e ben gestita sia per quanto riguarda la trattazione dei temi sia per la caratterizzazione dei personaggi. Abbia apprezzato come tutta la struttura di gioco risponda armoniosamente in tutte le sue parti ma avremmo gradito una maggiore elasticità di esercizio dell’agency data la profondità dell’albero dei dialoghi che poteva aprirsi di più anche su questo aspetto. Queste criticità pero, non affliggono il titolo tanto da doverne inficiare la qualità complessiva che resta ottima.

Oxenfree 2 Recensione PS5 4
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8.0
oxenfree-2-lost-signals-fare-i-conti-col-proprio-passato-recensione-ps5 Scrivere la recensione di Oxenfree 2: Lost Signals ci ha dato uno spunto critico di riflessione su come vengano scelte e utilizzate le emozioni con cui imbastire un'intera progettazione di un videogioco. Sempre più spesso, il medium videoludico consente di vivere sentimenti che fanno...