Pokémon GO – la recensione

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“Mamma, papà, sono venuto a salutarvi. Mollo tutto per diventare Allenatore di Pokémon!“. Quante volte questa frase è riecheggiata nella vostra mente da bambini? Nella mia un’infinità. Ho sempre sognato di poter vivere in un mondo abitato dai mostriciattoli tascabili e sono convinto tutt’oggi che sarebbe un posto migliore. Sulla scia di questa bizzarra fantasia, Pokémon GO sfrutta la realtà aumentata per permetterci di catturarli, collezionarli, potenziarli e farli evolvere semplicemente utilizzando il nostro smartphone, ovunque e in ogni momento della giornata. fa tesoro di tutto ciò che ha imparato da Ingress, suo precedente titolo, per fornirci un’esperienza social che mira ad accontentare grandi e piccoli. Sarà riuscita nel suo intento?

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La premessa alla base di Pokémon GO è quella di fare uscire di casa i giocatori per acchiappare i poket monster che compaiono di qua e di là nel Mondo reale. E quindi, gotta catch ’em all! Anche se questo significa dover allungare per andare in centro o fare una strada diversa dal solito per raggiungere il cinema. Oppure portare a spasso il cane pure quando non si ha voglia. Questo è ciò che mi ritrovo a fare perché ho intenzione di conquistare la Palestra dietro l’angolo e perché Pokémon GO, il gioco imperfetto ma incredibilmente coinvolgente, è diventato per me una vera droga. Due decenni dopo l’uscita di Rosso e Blu, Nintendo e sfoggiano un prodotto non rivolto al tipico teledipendente. Si tratta di un’esperienza surreale, fresca e nuova di zecca, ma anche intrisa di tradizionalismo grazie al ritorno di elementi che hanno caratterizzato i prodotti precedenti (e grazie ai quali si fa presa sui fan di vecchia data). Come anticipavo, lo scopo del gioco è chiaro: andare in giro e catturarli tutti per completare il Pokédex. Pokémon GO interagisce con la fotocamera dello e con il GPS, mostrando su un’interfaccia in stile Google Maps il punto esatto in cui il giocatore si trova, insieme ad altre icone. A volte i pokémon compaiono; altre volte, invece, per trovarli bisogna spostarsi vicino a una zona in cui l’erba si muove.

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Il gioco di ha coinvolto un po’ tutti grazie alla sua immediatezza

Una volta incontrato un mostriciattolo tascabile, la battaglia ha inizio. Non si tratta di uno scontro pokémon vs pokémon dal momento che per prenderli non c’è bisogno di indebolirli, ma un “tu per tu” tra l’Allenatore e la creatura selvaggia. La semplice schermata mostra il pokémon in luoghi ordinari grazie alla realtà aumentata e bisogna cercare di catturarlo lanciando le Poké Ball sul touch screen. Al momento sono disponibili tutti i 151 della prima generazione, dagli svolazzanti Zubat ai più rari Eevee e Caterpie, fino ad arrivare ai temibili Pinsir. Non c’è nulla di complicato e proprio per questo motivo è adatto a tutti, grandi e piccoli, casual e hardcore gamer; tuttavia, alcuni dettagli non vengono minimamente spiegati. Sebbene ci sia un breve tutorial non viene per esempio detto che le sfere dovrebbero essere lanciate quando il cerchio verde raggiunge la massima dimensione, oppure che alcuni pokémon richiedono più lanci per essere catturati, indipendentemente dalla performance del giocatore. Si è dunque costretti a scoprirli da soli, ma d’altronde all’epoca degli 8-bit di Nintendo era quello che si faceva con i videogiochi.

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Scherzi a parte, in alcuni casi può essere fastidioso se non frustrante. Certo, Pokémon GO è intuitivo (non viene detto che nei punti in cui si muove l’erba si nascondono i mostriciattoli, ma ha senso non spiegarlo) e immediato, ma c’è ancora molto da capire. Oltre alla cattura dei pokémon ci sono le battaglie per ottenere il controllo delle Palestre, scontri piuttosto frenetici e con la giusta dose di azione. Una volta essere entrato a far parte di un team (Blu, Rosso o Giallo), il giocatore può selezionare uno – alla volta – dei suoi pokémon per sfidare quelli depositati nella Palestra di turno – che è sempre un luogo fisico, come una chiesa o un pub per esempio, segnato come punto di riferimento grazie al GPS. Quando la battaglia ha inizio è il giocatore a controllare il suo beniamino: toccando ripetutamente sul pokémon vengono effettuati gli attacchi semplici, mentre scorrendo con le dita a destra e a sinistra sullo schermo del dispositivo mobile è possibile schivare quelli dell’avversario. Inoltre, una volta che la barra blu posizionata sotto i Punti Salute del proprio pokémon è piena, è possibile sfoderare la mossa speciale. Come da tradizione, valgono i bonus e i malus derivanti dalla tipologia (acqua > fuoco > erba > acqua); inoltre è possibile affrontare le Palestre anche in compagnia di un amico!

Gratuito, coinvolgente e senza troppe pretese

Una volta conquistata una Palestra è possibile depositare uno o più dei propri pokémon (dipende dal livello della Palestra) al suo interno per proteggerla. Questo rende Capopalestra il giocatore, consentendogli sia di addestrare il proprio mostriciattolo per incrementare appunto il livello della Palestra, sia di ottenere soldi in- e Polvere di Stelle – oggetto utile per il potenziamento di qualsiasi pokémon. Nel gioco è infatti importante allenarli e aumentare i loro PL, ovvero i Punti Lotta, che ne determinano la forza (TROVATE QUI UNA GUIDA su come potenziarli). Oltre alla Polvere di Stelle sono importanti le Caramelle Rare per aumentare la potenza dei propri pokémon, ma a differenza della Polvere sono specifiche per ogni tipo di mostriciattolo. Per esempio, per potenziare un Pidgey sono necessarie Caramelle Pidgey, che si ottengono catturando più specie della stessa creatura (poi i doppioni possono essere trasferiti per ottenerne altre). Chiaramente, sia la Polvere di Stelle che le Caramelle Rare non sono oggetti che si possono trovare presso i PokéStop, negozietti situati in luoghi reali che permettono di ottenere cose gratis come Poké Ball e Pozioni.

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L’aspetto più frustrante sono i numerosi bug presenti (per non parlare dei crash, che spero si risolvano una volta che i server saranno più stabili). Mi è capitato di non poter sconfiggere il pokémon finale di una Palestra avversaria perché i suoi PS rimanevano a 1, nonostante continuassi ad attaccarlo. Oppure vedere il gioco bloccarsi durante uno scontro con un pokémon, costringendomi a chiuderlo e a riavviare l’esperienza – perdendo la creatura che avevo trovato. Fortunatamente mi è successo con quelli più comuni, altrimenti non so che fine avrei fatto fare al mio smartphone. Inoltre, non sono presenti in Pokémon GO molte delle funzionalità che erano state mostrate nel suo primo trailer (trovate QUI un nostro articolo al riguardo), come i combattimenti PvP, gli scambi e le battaglie tra i giocatori, e questo ha lasciato un po’ di amaro in bocca a chi si aspettava un prodotto più completo.

Pokémon GO è un’esperienza social che mira ad accontentare grandi e piccoli

L’impressione è proprio quella che il titolo non fosse pronto per il lancio, ma gli sviluppatori hanno assicurato che alcuni elementi chiave verranno aggiunti in futuro. Nonostante i suoi molti difetti, il gioco di ha coinvolto un po’ tutti e il fatto di andare a caccia di mostri è semplicemente divertente. C’è qualcosa di magico nel seguire le orme delle creaturine e individuarle nell’erba alta per poi lanciare la sfera Poké. Ed è un’esperienza unica dirigersi verso un PokéStop e guardarsi intorno per individuare altri giocatori di Pokémon GO. I videogiochi hanno da tempo permesso al pubblico di divertirsi in gruppo grazie ai titoli online, ma è raro che questo si verifichi “di persona”. Gratuito, coinvolgente e senza troppe pretese. Un titolo perfetto per l’estate!

Vi ricordiamo che Pokémon GO è attualmente scaricabile da iTunes e Google Play. Buona caccia!

https://www.youtube.com/watch?v=OV_yHc9RwgE

RASSEGNA PANORAMICA
Voto:
7.5
<strong>PRO</strong> <BR> I pokemon nella vita reale! <BR> Un'esperienza Pokémon immersiva. <BR> Social e co-op. <BR> La città sono il nostro parco giochi. <BR> <strong>CONTRO</strong> <BR> Molte cose non vengono spiegate.<BR> Parecchi bug.<BR> Matteo Tontinipokemon-go-la-recensione