Tell Me Why – Episodio 3: Recensione (PC) della nuova avventura di Dontnod

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Siamo arrivati all’ultimo appuntamento con Tell Me Why, trilogia narrativa di Dontnod Entertaiment. Anche l’episodio conclusivo, intitolato “L’Eredità”, si trova in esclusiva sulle piattaforme Microsoft Xbox One, Windows 10 e Game Pass.

Dopo gli avvenimenti del secondo capitolo, i rapporti tra i fratelli Ronan sono appesi ad un filo. La tensione accumulata durante le indagini è salita alle stelle, e chi ne fa le spese è sopratutto Alyson, ormai completamente in preda al senso di colpa: incubi, visioni e ricordi distorti offuscano la sua capacità di giudizio, arrivando a minarne la lucidità mentale.

Pur cercando conforto e tranquillità a casa dello zio Eddy e nelle parole dell’amico di sempre Michael, la voglia di squarciare l’ultimo velo dietro cui si cela la verità diventa l’ultimo passo da dover compiere insieme a Tyler, prima di poter chiudere definitivamente i conti del proprio passato tragico.

La storia continua a sostenere un buon ritmo, ed il tono della narrazione resta pacato anche nelle situazioni più drammatiche. Menzione d’onore va sicuramente alla messa in scena della rivelazione del passato di Mary Ann: il dramma di questa madre si tinge di fiaba e materna dolcezza, rendendolo uno dei momenti più emozionanti del gioco. Sfortunatamente alcuni importanti risvolti di trama possono risultare piuttosto prevedibili, quanto meno ai giocatori più smaliziati, data la corta lista di personaggi presenti in sceneggiatura.

Tell Me Why 1

Pur avendo apprezzato la scelta di Dontnod di non legare le meccaniche di scelta dialogica alle svolte narrative, ma ad una più sottile costruzione dei rapporti tra personaggi, siamo rimasti assolutamente delusi dalla chiusura di questa avventura: sostanzialmente l’epilogo è unico, indipendentemente dalla scelta compiuta dal giocatore. Sia ben chiaro, non ne facciamo una banale questione di numeri (sebbene si possa farlo), ma di qualità stessa del finale.

Le scelte conclusive di quest’opera non sono in aperto contrasto con quanto narrato fino a quel momento, ma la portata drammatica di esse viene depotenziata dal fatto che gli eventi conseguenti non sono differenziati adeguatamente. Se da un lato può essere accettabile una siffatta conclusione, dall’altro appare una soluzione troppo sbrigativa ed anche piuttosto superficiale rispetto a quanto fatto precedentemente sul versante dei temi trattati.

Tell Me Why 2

Parafrasando il titolo del terzo episodio, “L’Eredità”, cosa ci resta di Tell Me Why, in conclusione? Una storia che assume, fin da subito, la fisionomia di dramma familiare, e vede come protagonisti due fratelli gemelli (Tyler ed Alyson). Insieme a loro percorreremo un lungo viaggio catartico tra i ricordi di un’infanzia dolorosa, vissuta nell’ombra della loro problematica ed enigmatica madre, Mary Ann.

Troveremo dei personaggi con caratterizzazioni mai esagerate, e tanto meno stereotipate. E, principalmente nel caso di Tyler, mai tesa ad una malevola piaggeria nei confronti della comunità LGBTQ+. Anzi, le caratterizzazioni si contraddistinguono da una generale pacatezza e ragionevolezza, donando alle interazioni tra i personaggi un concreto senso di credibilità, sebbene la gestione di alcune rappresentanze minoritarie ci abbia fatto avvertire la sensazione di una messa in scena troppo zelante.

Troveremo una trama soddisfacente dalle sottili sfumature thriller che risente però, evidentemente, di una longevità non sempre adeguata alle necessità di sceneggiatura. Seppur condotta dignitosamente, essa cade in improvvise contrazioni di ritmo determinando la presenza di soluzioni narrative sbrigative e non sempre congrue.

Tell Me Why 3

L’estetica generale invece ci restituisce una gradevolissima visione non solo degli scorci naturali dell’Alaska ma anche del sincretismo artistico tipico delle cittadine alaskane, come i variopinti murales o le coloratissime maschere etniche presenti negli interni degli ambienti di gioco.

Il gameplay resta, sostanzialmente, quello tipico del genere, ma alcune soluzioni come il “Bond”, la capacità dei gemelli di rivivere i propri ricordi a schermo con la possibilità di confrontarli, regalano un’interessante variazione a un sistema di meccaniche consolidate nel tempo. Gli enigmi presenti sono resi interessanti grazie alla presenza del bellissimo Libro dei Goblin, interamente decorato e consultabile a piacimento.

La colonna sonora non raggiunge i livelli delle precedenti iterazioni ludiche dello sviluppatore francese, ma risulta essere gradevole ed apprezzabile. Le interpretazioni a schermo sono piacevoli alla vista, fluide, e contestuali al tono della discussione del momento.

Tell Me Why 4

Tell Me Why non è un titolo privo di difetti, ma complessivamente dimostra di essere un lavoro di buona qualità, riuscendo a gestire dignitosamente un plot narrativo denso di significati e complesso nei temi.

Questa trilogia insomma non fa che confermare la professionalità e capacità artistica di Dontnod Entertaiment nel produrre e portare all’attenzione storie atipiche interessanti, capaci anche di scaturire qualche riflessione in più tra i videogiocatori di tutto il mondo.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7.5