Activision Blizzard: i documenti ufficiali ci svelano di come Phil Spencer ha portato a termine l’acquisizione da parte di Microsoft

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La Security and Exchange Commission – organo statunitense che vigila sulle grosse acquisizioni di aziende – ha pubblicato una raccolta di documenti che raccontano la storia dell’acquisizione di da parte di Microsoft. Si tratta di una serie di carte, uno scambio ‘epistolare’ tra le due aziende. L’esito dell’operazione è vincolato alle valutazioni della Federal Trade Commission. L’idea di una acquisizione non ha convinto Adam Conover, debunker e comico statunitense. Anche ha espresso la sua perplessità.

Microsoft e Activision Blizzard: i dettagli dell’operazione

Leggendo le carte è possibile rintracciare la strategia adottata da Phil Spencer. Il patron di Microsoft Gaming sembra abbia contattato Bobby Kotick appena tre giorni dopo l’emergere dello scandalo che lo ha coinvolto. La proposta è stata poi presentata in modo formale direttamente da Satya Nadella poche ore dopo il primo contatto di Spencer.

Qualcuno ricorderà sicuramente la storia della Cosby’s suite, la camera d’albergo di Alex Afrasiabi – ex capo designer di World of Warcraft – che è stata al centro dello scandalo per molestie sessuali di cui i vertici di si sono resi protagonisti. Proprio Spencer, l’anno scorso, si era unito al coro di chi ha – giustamente -criticato il comportamento dei vertici Activision.

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L’idea di Spencer è stata quella di sfruttare la vulnerabilità dell’azienda in quel momento. In questo modo si è assicurato di riuscire a strappare un accordo più vantaggioso del previsto. Per mettere in casa Activision,Microsoft ha infatti sborsato poco meno di 70 miliardi di dollari. Una operazione da capogiro che però sarebbe potuta costare molto di più alle casse di Redmond. Gli altri dettagli che emergono sono parimenti interessanti.

L’azienda di Kotick stava già valutando altre 4 proposte di acquisizione. Non viene però reso noto il nome di chi si sia fatto avanti per rilevare la società. Allo stesso tempo, emergono anche le clausole e la quantità di indennizzi da pagare nel caso in cui l’operazione non andasse a buon fine. Se a bocciare l’opzione dovesse essere la Federal Trade Commission toccherà a Microsoft versare nelle casse di ben 3 miliardi di dollari. Se invece lo stop dovesse arrivare dagli azionisti del publisher, dovrà essere Kotick a staccare un assegno da 2,7 miliardi in favore di Microsoft. Il CEO di Activision ha anche chiesto una cifra spropositata come buona uscita. Da parte di Microsoft ci sarà molto lavoro da fare per ripulire l’immagine di Activision.

Fonte: SEC