
Dinosauri, armi futuristiche e una guerra che va ben oltre i confini della Terra. Turok: Origins è tornato a mostrarsi durante la Gamescom Opening Night Live 2026, riportando sotto i riflettori il grande rilancio della storica saga affidato a Saber Interactive. Un ritorno che vuole recuperare lo spirito dei vecchi Turok senza limitarsi a riproporre la stessa formula degli anni Novanta.
Il nuovo capitolo punta infatti su combattimenti molto più veloci, una struttura pensata anche per la cooperativa e un universo fantascientifico nel quale le creature preistoriche rappresentano soltanto una parte dei problemi che dovremo affrontare.
Turok torna, ma questa volta la posta in gioco è enorme
In Turok: Origins non controlleremo semplicemente un cacciatore solitario perso in una terra popolata da dinosauri.
Al centro dell’avventura troviamo l’Ordine dei Turok, un gruppo di guerrieri chiamato ad affrontare una minaccia capace di mettere in pericolo l’intera umanità.
Dinosauri e altre creature infestano gli ambienti che visiteremo, ma dietro di loro si nasconde anche una forza aliena intenzionata a cancellare la vita umana dalla galassia.
Saber Interactive utilizza quindi alcuni degli elementi storicamente associati alla serie per costruire qualcosa di molto più ampio, spingendo Turok verso una vera avventura fantascientifica su scala interplanetaria.
Dalle giungle ai pianeti più ostili
Le missioni porteranno i giocatori attraverso ambientazioni molto differenti.
Non ci sarà una singola giungla da esplorare: durante l’avventura attraverseremo diversi mondi e pianeti, passando da templi antichi e vegetazione estremamente fitta a canyon, caverne, paludi e territori decisamente meno ospitali.
Questa varietà servirà anche a modificare continuamente il tipo di minaccia presente sul campo.
Alcune creature potranno attaccare direttamente da terra, altre sfrutteranno l’ambiente o arriveranno dall’alto, mentre gli scontri con i boss dovrebbero obbligare il giocatore a utilizzare tutte le capacità accumulate nel corso dell’avventura.
L’idea sembra quindi quella di evitare una semplice successione di sparatorie contro dinosauri, trasformando ogni ambiente in una situazione differente da affrontare.
Il DNA dei nemici diventa la nostra arma
Una delle caratteristiche più interessanti di Turok: Origins riguarda proprio la progressione.
I nemici abbattuti potranno fornire DNA utilizzabile per sviluppare nuovi poteri, modificando progressivamente la tuta utilizzata dai guerrieri Turok.
La crescita del personaggio sarà quindi direttamente collegata alle creature incontrate durante il viaggio.
I potenziamenti non influenzeranno soltanto l’estetica della tuta, ma permetteranno di ottenere nuove abilità e migliorare quelle già disponibili, costruendo gradualmente un combattente sempre più efficace.
Una scelta che crea un collegamento particolarmente interessante tra caccia e progressione: eliminare determinate creature potrebbe significare anche ottenere proprio ciò che serve per prepararsi allo scontro successivo.
L’arsenale non sarà certo leggero
Naturalmente un Turok senza un arsenale esagerato non sarebbe realmente Turok.
Saber Interactive prepara una selezione di armi che comprende fucili al plasma, armi laser, fucili di precisione, archi, shotgun e numerosi strumenti offensivi futuristici.
A questi si affiancheranno attacchi corpo a corpo e capacità speciali, dando al giocatore diverse possibilità quando un gruppo di creature decide di accorciare troppo rapidamente le distanze.
Le armi potranno inoltre essere migliorate durante il viaggio, permettendo di sviluppare progressivamente l’equipaggiamento insieme alle capacità della tuta.
La filosofia sembra molto chiara: muoversi velocemente, utilizzare tutto ciò che abbiamo a disposizione e non concedere ai nemici il tempo necessario per trasformarci nella loro prossima cena.
Si potrà cacciare anche insieme agli amici
Un’altra grande differenza rispetto all’immagine classica della serie riguarda la cooperativa.
Turok: Origins sarà giocabile sia in singolo sia insieme ad altri giocatori, con squadre fino a tre guerrieri.
La campagna potrà quindi essere affrontata anche come esperienza cooperativa, combinando abilità e arsenali differenti per gestire gruppi di dinosauri, creature aliene e boss.
È una scelta che riflette chiaramente l’esperienza accumulata negli ultimi anni da Saber Interactive con produzioni fortemente orientate all’azione cooperativa.
Per chi preferisce invece affrontare l’avventura senza compagnia, rimarrà disponibile l’esperienza in singolo.
Una saga storica prova a rinascere
Il peso del nome Turok non è certamente trascurabile.
La serie videoludica esplose nel 1997 su Nintendo 64, diventando rapidamente uno dei nomi più riconoscibili tra gli sparatutto dell’epoca. Nel corso degli anni arrivarono numerosi capitoli, ma il franchise è rimasto per molto tempo lontano dalle grandi produzioni moderne.
Origins rappresenta quindi un vero tentativo di rilancio.
Saber Interactive non vuole però realizzare semplicemente un remake del gioco originale. Personaggi, struttura, universo e sistema di combattimento sono stati reinterpretati per costruire una nuova base sulla quale eventualmente far ripartire l’intero franchise.
I dinosauri sono ancora qui, così come le armi esagerate e le ambientazioni selvagge, ma attorno a questi elementi sta nascendo qualcosa di molto più moderno.
Quando esce Turok: Origins?
L’attesa non dovrebbe essere particolarmente lunga.
Turok: Origins è previsto per l’autunno 2026 su PlayStation 5, XBOX Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC.
Al momento non è stato però annunciato ufficialmente il giorno esatto del lancio, quindi è meglio non associare al gioco una data più precisa finché Saber Interactive non la comunicherà.
La presenza alla Gamescom arriva comunque nel momento ideale. Il progetto si sta avvicinando rapidamente alla propria finestra di pubblicazione e nei prossimi giorni avremo un’altra occasione per vederlo: Turok: Origins è infatti presente anche nella programmazione XBOX della Gamescom.
A quasi trent’anni dall’esplosione del primo capitolo, dunque, Turok è pronto a tornare a caccia. Solo che questa volta i dinosauri potrebbero essere il problema più piccolo della galassia.










