Zelda: Breath of the Wild – Il downgrade grafico è solo una scelta di Nintendo

[amazon text=The Legend of Zelda: Breath of the Wild&asin=B00LGILUDQ], senza se e senza ma, è oggi il nuovo metro di paragone per la parola “capolavoro”.

Nonostante ciò, è palese che la versione giunta nei negozi vanti una veste grafica nettamente inferiore a quella presentata all’E3 2014, sopratutto considerato come al tempo si parlasse ancora di U, e non certo di Switch.

Nintendo, ormai, si è stancata di girarci attorno. In un video “bonus” pubblicato su Youtube, infatti, il ha rivelato alcune curiosità riguardanti l’apprezzatissimo titolo: tra le tante, anche la motivazione del perché – graficamente parlando – non sia al passo con quanto mostrato la prima volta.

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“Occupandomi di design e direzione artistica, il mio obiettivo è sempre stato quello di raggiungere un colpo d’occhio realistico e mozzafiato, ha infatti detto Satoru Takizawa, art director del gioco.

“Poco dopo, però, abbiamo capito che la grafica non avrebbe dovuto mettere i bastoni tra le ruote al vero e proprio, e che quest’ultimo dovesse essere il più confortevole possibile per l’acquirente”.

“Quindi, quando abbiamo dovuto scegliere se rendere il gioco più bello da vedere o più reattivo in fase di , abbiamo optato per la seconda. Proprio per questo motivo, speriamo che le persone sperimentino la bellezza del nostro mondo con le proprie mani, piuttosto che attraverso i video pubblicati da altri”.

Probabile che, per “reattività di gameplay”, gli sviluppatori si stessero semplicemente riferendo al frame-rate. Frame-rate che, anche allo stadio attuale, si ritrova a singhiozzare in più di un’occasione, soprattutto su U.

L’annosa questione, quindi, sembra aver colpito anche il recentissimo . Grafica o fluidità? Voi da che parte state?

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