
Sony ha registrato una perdita da svalutazione da circa 765 milioni di dollari legata a Bungie, in quello che sta rapidamente diventando uno dei casi più delicati dell’intera strategia PlayStation degli ultimi anni.
Il dato emerge dagli ultimi risultati finanziari del gruppo giapponese e mostra chiaramente quanto il peso dell’acquisizione dello studio americano stia iniziando a riflettersi sui conti della divisione gaming.
La situazione è peggiorata soprattutto a causa delle performance deludenti di Marathon, il nuovo extraction shooter di Bungie su cui Sony aveva investito aspettative enormi.
Prima Destiny 2, poi Marathon: i problemi continuano
Una parte delle perdite era già emersa nei mesi scorsi. Durante il secondo trimestre fiscale del 2025-26, Sony aveva registrato una svalutazione da circa 204 milioni di dollari, attribuita principalmente al progressivo calo di Destiny 2.
All’interno dell’azienda, però, esisteva ancora la convinzione che Marathon potesse invertire la tendenza entro la fine dell’anno fiscale.
È successo l’opposto.
Nel quarto trimestre si è infatti aggiunta un’ulteriore perdita da circa 565 milioni di dollari, portando il totale annuale oltre i 765 milioni.
Un dato enorme, soprattutto considerando quanto Sony abbia puntato strategicamente su Bungie nel settore live service.
Marathon non sta decollando come sperato
Le aspettative attorno a Marathon erano altissime. Secondo diversi rumor emersi negli ultimi mesi, lo sviluppo del gioco avrebbe superato i 250 milioni di dollari di budget, trasformandolo di fatto in uno dei progetti più costosi nella storia recente PlayStation.
Ma i risultati iniziali sembrano lontani dalle aspettative.
Secondo i dati attualmente circolati, Marathon avrebbe venduto circa 1,2 milioni di copie al lancio, accompagnate da un progressivo calo della base utenti nelle settimane successive.
Numeri che, per un titolo live service progettato per durare anni e sostenere un ecosistema continuo di monetizzazione, non sembrano sufficienti a garantire il tipo di crescita che Sony si aspettava.
L’acquisizione da 3,6 miliardi inizia a essere messa in discussione
Sony aveva acquistato Bungie nel 2022 per circa 3,6 miliardi di dollari, puntando soprattutto sull’esperienza dello studio nel settore live service grazie al successo storico di Destiny.
L’obiettivo era chiaro: usare il know-how di Bungie per accelerare la trasformazione di PlayStation verso giochi online persistenti e servizi continuativi.
Ma negli ultimi anni la situazione si è complicata sempre di più.
Destiny 2 ha perso progressivamente utenti e ricavi, mentre diversi report avevano già parlato di tensioni interne tra Sony e Bungie già nel 2024, con il management PlayStation apparentemente insoddisfatto dell’andamento dello studio.
Oggi, guardando le svalutazioni registrate, quelle indiscrezioni sembrano assumere un peso molto diverso.
Il live service continua a essere il vero nodo di PlayStation
Il caso Bungie mostra ancora una volta quanto sia difficile costruire nuovi successi live service nel mercato attuale.
Sony aveva pianificato un’espansione aggressiva in questo settore, ma negli ultimi anni diversi progetti sono stati ridimensionati, rinviati o cancellati. Marathon doveva rappresentare una delle punte di diamante di questa strategia.
Ed è proprio per questo che i numeri attuali fanno così rumore.
Perché il problema non è solo economico: è strategico.
Nonostante tutto, PlayStation continua a crescere
Paradossalmente, nonostante il peso finanziario di Bungie, la divisione Game & Network Services di Sony continua a mostrare risultati solidi.
L’azienda ha dichiarato che il fatturato della divisione è rimasto sostanzialmente stabile, mentre il reddito operativo è cresciuto del 12% rispetto all’anno precedente.
Questo significa che il business PlayStation nel suo complesso continua a funzionare molto bene, riuscendo ad assorbire almeno in parte il peso delle perdite legate a Bungie.
Il riferimento alla nuova generazione alimenta le voci su PS6
C’è poi un altro dettaglio interessante emerso nei documenti finanziari.
Sony ha spiegato che i futuri ricavi verranno in parte controbilanciati dall’aumento degli investimenti sulla piattaforma di nuova generazione. Una formulazione che molti stanno leggendo come un ulteriore indizio sul fatto che PS6 sia già in piena fase di sviluppo interno.
Non si tratta di una conferma ufficiale, ma il riferimento è abbastanza chiaro da aver immediatamente riacceso le speculazioni sulla prossima generazione PlayStation.
Sony ora deve capire cosa fare con Bungie
A questo punto la domanda diventa inevitabile: Sony continuerà a puntare con forza su Bungie o inizierà a ridimensionarne il ruolo strategico?
Perché dopo un’acquisizione da 3,6 miliardi di dollari, svalutazioni per oltre 765 milioni e un Marathon che fatica a imporsi, il margine per altri errori inizia a ridursi rapidamente.
E il futuro del progetto live service PlayStation potrebbe dipendere molto da quello che accadrà nei prossimi mesi.







