
Le vendite non dovrebbero essere l’obiettivo principale di uno studio di sviluppo. È questa la convinzione di Konrad Tomaszkiewicz, storico director di The Witcher 3 e oggi co-fondatore di Rebel Wolves, che ha condiviso la sua filosofia sullo sviluppo di videogiochi parlando dell’attesissimo RPG The Blood of Dawnwalker.
Le sue parole stanno facendo discutere perché vanno in netta controtendenza rispetto a un’industria sempre più focalizzata sui risultati economici.
“Le vendite non sono il nostro metro di giudizio”
Durante una recente intervista, Konrad Tomaszkiewicz ha spiegato che il team di Rebel Wolves non vuole misurare il successo di The Blood of Dawnwalker esclusivamente attraverso il numero di copie vendute.
Secondo il director, concentrarsi solo sugli obiettivi commerciali rischia infatti di compromettere la qualità del progetto e la libertà creativa degli sviluppatori.
L’obiettivo dello studio è piuttosto quello di realizzare un gioco capace di lasciare il segno nei giocatori, mettendo al primo posto la visione artistica e il divertimento.
“Se pensi solo ai soldi, il gioco fallirà”
Nel corso dell’intervista, Tomaszkiewicz ha ribadito un concetto molto chiaro: sviluppare un videogioco avendo come unica priorità il profitto rappresenta, a suo giudizio, uno dei modi più rapidi per compromettere il progetto.
Pur riconoscendo che il successo economico sia fondamentale per finanziare i lavori futuri dello studio, il director ritiene che le vendite debbano essere una conseguenza della qualità del prodotto e non il punto di partenza durante lo sviluppo.
Per questo motivo Rebel Wolves preferisce valutare il proprio lavoro attraverso le reazioni della community e il giudizio dei fan.
The Blood of Dawnwalker punta sulla qualità
Le dichiarazioni del director sembrano delineare con maggiore chiarezza la filosofia dietro The Blood of Dawnwalker, il primo grande RPG dello studio fondato da numerosi ex sviluppatori di CD Projekt RED.
Il team punta infatti a costruire un’esperienza che privilegi narrazione, atmosfera e libertà creativa, senza lasciarsi guidare esclusivamente dalle aspettative commerciali.
Naturalmente sarà il pubblico a stabilire se questa visione riuscirà a tradursi in un nuovo grande successo, ma il messaggio lanciato da Tomaszkiewicz è già destinato a far discutere.










