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Beast of Reincarnation – Recensione PC – Emma e Kuu danno vita a un action RPG maturo e coinvolgente

Scopri Beast of Reincarnation, il nuovo action RPG di Game Freak annunciato durante l’Xbox Developer Direct 2026. Gameplay, storia e uscita estiva in arrivo su Xbox Series X|S, PC e Game Pass!

Quando Game Freak decide di cambiare pelle

Per oltre vent’anni il nome Game Freak è stato inevitabilmente legato a Pokémon, una delle serie più importanti e influenti della storia dei videogiochi. Con Beast of Reincarnation, però, lo studio giapponese decide di intraprendere una strada completamente diversa, lasciando da parte le creature tascabili per cimentarsi in un action RPG dal tono decisamente più maturo, oscuro e ambizioso.

Fin dai primi minuti è evidente come il team abbia voluto costruire qualcosa di diverso rispetto al passato. Il mondo di gioco, il combat system e la direzione artistica trasmettono immediatamente la sensazione di trovarsi davanti a un progetto realizzato con l’obiettivo di conquistare un pubblico nuovo, pur mantenendo quella cura tipicamente giapponese nella costruzione dell’universo narrativo.

Il risultato è un’avventura che riesce fin da subito ad affascinare grazie a un mix di esplorazione, combattimenti dinamici e una progressione ricca di sistemi che vengono introdotti gradualmente, senza mai travolgere il giocatore con un eccesso di informazioni.

Un mondo ormai divorato dalla Blight

La storia di Beast of Reincarnation ci porta nel 4026 d.C., mille anni dopo la caduta della nostra civiltà Nel corso dei secoli una misteriosa piaga conosciuta come Blight ha contaminato il pianeta, trasformando la terra, il cielo, gli animali e perfino le antiche tecnologie create dall’uomo.

Al centro di questa devastazione si trova il frammento immortale della Bestia della Reincarnazione, una creatura contro la quale l’umanità combatte da generazioni senza riuscire a prevalere. Con il tempo la speranza si è lentamente spenta I superstiti hanno smesso di credere che esista ancora un futuro.

Poi, dalla regione orientale di Ogouchi, arriva una notizia destinata a cambiare il destino del mondo Si parla di Emma, una ragazza nata con la stessa piaga che ha distrutto il pianeta. Emarginata, temuta e cresciuta convivendo con la propria maledizione, potrebbe rappresentare l’ultima possibilità di salvare ciò che resta dell’umanità.

Al suo fianco troviamo Kuu, un giovane lupo che diventa immediatamente il cuore dell’intera esperienza La narrazione riesce a creare fin da subito curiosità, alternando momenti più riflessivi a sequenze ricche di tensione, lasciando il giocatore con la costante voglia di scoprire cosa si nasconde oltre l’orizzonte.

Emma e Kuu: una coppia che funziona

Uno degli aspetti più riusciti delle prime ore è senza dubbio il rapporto tra Emma e Kuu Il lupo non rappresenta soltanto un comprimario della storia, ma diventa una componente fondamentale del gameplay. Durante l’avventura combatte al nostro fianco, può ricevere ordini specifici e dispone di abilità dedicate che si integrano perfettamente con quelle della protagonista.

Questa sinergia rende ogni combattimento più dinamico e contribuisce a creare un forte legame tra i due personaggi, evitando che Kuu venga percepito come un semplice accompagnatore controllato dall’intelligenza artificiale È una scelta che dona personalità al titolo e che rappresenta uno degli elementi distintivi dell’intera produzione.

Un gameplay immediato ma ricco di possibilità

Fin dalle prime battaglie il combat system convince per fluidità e precisione. Emma combatte principalmente utilizzando la propria spada, alternando attacchi rapidi, schivate e parate che richiedono un buon tempismo.

Anche Kuu partecipa attivamente agli scontri, offrendo abilità di supporto e offensive che possono essere attivate nei momenti più opportuni. Pur risultando immediato da apprendere, il sistema lascia intuire una buona profondità grazie alle numerose possibilità di crescita che vengono introdotte con il passare delle ore.

Game Freak ha inoltre scelto di rendere il gioco accessibile a un pubblico molto ampio attraverso tre livelli di difficoltà. La modalità Storia permette di concentrarsi principalmente sulla narrazione e sull’esplorazione, riducendo la pressione esercitata dai combattimenti.

La modalità Normale, utilizzata per questa recensione, rappresenta il miglior equilibrio tra sfida e accessibilità, offrendo combattimenti appaganti senza risultare eccessivamente punitivi. Chi desidera invece una prova più impegnativa può optare per la modalità Difficile, che richiede una maggiore padronanza delle meccaniche di combattimento e una gestione più attenta delle abilità.

Azione Beast of Reincarnation

L’esplorazione è uno dei punti di forza

Uno degli elementi che più ci ha convinto è il modo in cui Beast of Reincarnation incentiva l’esplorazione. Emma possiede infatti un potere davvero particolare: è in grado di allungare i propri capelli, utilizzandoli come una sorta di estensione del proprio corpo per agganciarsi a punti specifici dello scenario e lanciarsi verso piattaforme sopraelevate, pareti rocciose e percorsi alternativi.

La meccanica ricorda, concettualmente, un rampino, ma viene reinterpretata in maniera originale e perfettamente coerente con l’universo narrativo del gioco, contribuendo a rendere gli spostamenti fluidi, spettacolari e soprattutto molto divertenti. Ciò che convince maggiormente, però, è la libertà concessa al giocatore.

Pur indicando chiaramente l’obiettivo della missione principale, il gioco non obbliga mai a seguirlo immediatamente. Al contrario, invita continuamente a deviare dal percorso, scalare le zone più elevate, osservare il panorama da nuove prospettive e perlustrare ogni angolo della mappa alla ricerca di materiali, casse, chiavi, percorsi nascosti e ricompense.

È una filosofia di design che premia la curiosità. Nulla vieta di dirigersi subito verso la missione principale, ma chi sceglie di rallentare il ritmo viene costantemente ricompensato con nuovi oggetti, materiali e segreti che rendono l’esplorazione parte integrante dell’avventura e non un semplice riempitivo.

Questa libertà trasmette la sensazione di vivere realmente il mondo di gioco, lasciando al giocatore la possibilità di decidere autonomamente il ritmo della propria esperienza.

Ogni nemico contribuisce alla progressione

Anche il sistema di ricompense è costruito con grande coerenza. Le enormi macchine disseminate per il mondo rilasciano componenti meccanici, materiali indispensabili per creare e migliorare strumenti ed equipaggiamenti.

Le creature contaminate dalla Blight, invece, forniscono la cosiddetta Carne di Maleficio, una risorsa che non può essere consumata immediatamente ma deve essere preparata attraverso il sistema di cucina introdotto successivamente. Ogni combattimento diventa quindi utile non soltanto per ottenere esperienza, ma anche per raccogliere risorse fondamentali alla crescita del personaggio.

Gli accampamenti: il cuore della progressione

Con il passare delle ore diventa evidente come gli accampamenti non rappresentino semplici punti di salvataggio, ma il vero centro nevralgico dell’intera esperienza.

Ogni volta che si raggiunge uno di questi rifugi è possibile interrompere momentaneamente l’esplorazione per organizzare il proprio equipaggiamento, recuperare le energie e, soprattutto, sviluppare Emma e Kuu attraverso un sistema di progressione sorprendentemente articolato. È proprio qui che Beast of Reincarnation mostra tutta la sua natura RPG.

Screenshot Beast of Reincarnation

Emma e Kuu crescono insieme

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la scelta di separare completamente la crescita dei due protagonisti. Emma e Kuu dispongono infatti di attributi indipendenti che possono essere sviluppati liberamente dal giocatore. Ogni livello ottenuto permette di distribuire punti tra caratteristiche come Forza, Vitalità e Fioritura, costruendo progressivamente il proprio stile di gioco.

Non si tratta semplicemente di aumentare statistiche numeriche. L’incremento degli attributi permette infatti di sbloccare nuovi bonus e potenziamenti permanenti che rendono ogni investimento realmente significativo.

La scelta di mantenere separata la progressione di Emma e Kuu aggiunge inoltre una componente strategica molto interessante, perché spinge il giocatore a trovare il giusto equilibrio tra i due protagonisti anziché concentrarsi esclusivamente sul personaggio principale.

Un albero delle abilità ricco e ben organizzato

La crescita del personaggio non si limita agli attributi. Attraverso gli accampamenti si accede anche a un vero e proprio albero delle abilità, che rappresenta uno degli elementi più convincenti dell’intera progressione.

Emma dispone di numerosi rami dedicati alle proprie tecniche offensive, ai poteri legati ai capelli e alle abilità speciali, mentre Kuu possiede un percorso completamente dedicato che permette di migliorare le sue capacità offensive e di supporto. La libertà concessa al giocatore è notevole.

Ogni punto abilità può essere investito secondo le proprie preferenze, consentendo di costruire progressivamente una protagonista sempre più specializzata e un compagno capace di adattarsi al proprio stile di combattimento. È un sistema che incentiva la sperimentazione e che lascia intuire una profondità destinata ad aumentare con il proseguire dell’avventura.

Il potenziamento dell’equipaggiamento premia ogni combattimento

La progressione continua anche attraverso il miglioramento dell’equipaggiamento. Le risorse raccolte durante l’esplorazione e ottenute sconfiggendo i nemici trovano finalmente uno scopo concreto negli accampamenti.

Le componenti meccaniche recuperate dai robot possono essere utilizzate per migliorare armi e strumenti, rendendo ogni scontro realmente utile anche dal punto di vista della crescita del personaggio. Il sistema appare semplice da comprendere, ma sufficientemente profondo da incentivare il giocatore a raccogliere materiali durante tutta l’avventura.

Le Pietre Spirituali aggiungono ulteriore profondità

Durante l’esplorazione è possibile recuperare particolari Frammenti di Pietra Spirituale. Questi oggetti non mostrano immediatamente il proprio potenziale. È infatti necessario raggiungere un accampamento per identificarne gli effetti e integrarli nella costruzione del personaggio.

Si tratta di una meccanica che rende ancora più gratificante l’esplorazione, perché ogni ritrovamento potrebbe trasformarsi in un potenziamento prezioso per affrontare le sfide successive. Anche questa scelta contribuisce a creare un ciclo di gioco estremamente appagante, in cui ogni deviazione dal percorso principale può portare a ricompense realmente utili.

Azione Beast of Reincarnation

Crafting e raccolta delle risorse

Beast of Reincarnation riesce a dare valore praticamente a ogni nemico affrontato. Le gigantesche macchine rilasciano componenti meccanici, fondamentali per il miglioramento dell’equipaggiamento.

Le creature contaminate dalla Blight forniscono invece la cosiddetta Carne di Maleficio, ingrediente che non può essere consumato immediatamente ma deve essere preparato attraverso il sistema di cucina. È una distinzione semplice ma estremamente efficace, perché attribuisce un ruolo preciso a ogni tipologia di nemico e rende il loot coerente con il mondo di gioco.

La cucina diventa parte della sopravvivenza

Un’altra meccanica che abbiamo apprezzato riguarda la gestione dell’alimentazione. Emma e Kuu sono infatti soggetti alla fame. Durante l’esplorazione una barra dedicata diminuisce gradualmente e, finché rimane attiva, permette ai protagonisti di recuperare lentamente parte della salute perduta.

Preparare nuovi piatti e cucinare gli ingredienti raccolti durante il viaggio diventa quindi un elemento concreto della progressione, integrandosi perfettamente con l’esplorazione e con il sistema di raccolta delle risorse. Non si tratta di una componente survival invasiva, ma di una meccanica ben integrata che contribuisce a rendere il mondo più credibile.

Un sistema che si svela poco alla volta

Uno degli aspetti che abbiamo maggiormente apprezzato riguarda il modo in cui il gioco introduce le proprie meccaniche. Piuttosto che mettere tutto nelle mani del giocatore fin dai primi minuti, Beast of Reincarnation preferisce sbloccare progressivamente ogni sistema.

Nuove abilità, tutorial, equipaggiamenti, funzioni degli accampamenti e possibilità di crescita vengono introdotti con il giusto ritmo, permettendo di assimilare ogni novità senza mai avere la sensazione di essere sommersi dalle informazioni.

Questa scelta rende l’apprendimento estremamente naturale e contribuisce a mantenere costante il senso di progressione durante tutta l’avventura.

Una progressione che invoglia a esplorare

Ciò che rende davvero convincente Beast of Reincarnation è il modo in cui tutte le sue meccaniche riescono a dialogare tra loro. Esplorare porta a trovare materiali. I materiali permettono di migliorare l’equipaggiamento.

L’equipaggiamento rende più efficaci nei combattimenti. I combattimenti consentono di ottenere nuove risorse. Le risorse alimentano crafting, cucina e potenziamenti. Il tutto confluisce negli accampamenti, che diventano il punto di riferimento dell’intera esperienza.

È un ciclo di gameplay estremamente gratificante, che riesce a dare un senso concreto a ogni attività svolta dal giocatore e che rappresenta, almeno finora, uno degli elementi meglio riusciti della produzione di Game Freak.

Una direzione artistica che lascia il segno

Se c’è un aspetto che colpisce immediatamente in Beast of Reincarnation, è senza dubbio la sua direzione artistica. Game Freak costruisce un mondo profondamente segnato dalla Blight, una misteriosa corruzione che non si limita a distruggere la natura, ma la fonde letteralmente con tutto ciò che incontra.

Le creature che popolano il mondo non sono semplici animali mutati. Rami, radici, foglie e muschio crescono direttamente sui loro corpi, dando vita a esseri che trasmettono contemporaneamente bellezza e inquietudine.

Anche i giganteschi robot disseminati nelle varie aree contribuiscono a rafforzare questa identità visiva. Le antiche tecnologie sopravvissute alla caduta della civiltà convivono con una natura ormai fuori controllo, creando un contrasto continuo che accompagna il giocatore durante tutta l’avventura.

Il risultato è un mondo riconoscibile fin dal primo sguardo, capace di trasmettere una forte personalità senza dover ricorrere a effetti spettacolari fini a sé stessi.

Combattimento Beast of Reincarnation

Le ispirazioni si vedono, ma l’identità è tutta sua

È impossibile parlare di Beast of Reincarnation senza pensare ad alcune delle produzioni più importanti degli ultimi anni. Le influenze sono evidenti, ma non vengono mai utilizzate come semplice copia.

Horizon Zero Dawn

Il primo richiamo è inevitabilmente Horizon Zero Dawn. Il mondo post-apocalittico, la natura che riconquista il pianeta e la presenza di gigantesche macchine ricordano immediatamente l’opera di Guerrilla Games.

La differenza principale è che Beast of Reincarnation sceglie una strada molto più fantasy e spirituale, costruendo il proprio universo attorno alla Blight piuttosto che alla fantascienza.

NieR: Automata

L’atmosfera malinconica, il senso di solitudine e il continuo contrasto tra organico e tecnologico riportano inevitabilmente alla mente NieR: Automata. Anche il viaggio di Emma comunica quella costante sensazione di speranza e disperazione che caratterizza molte produzioni giapponesi di questo tipo. Non si tratta di una copia, ma di una sensibilità narrativa molto simile.

Stellar Blade

Durante i combattimenti il paragone più immediato è probabilmente Stellar Blade. Le animazioni risultano eleganti, i movimenti fluidi e il ritmo degli scontri riesce a mantenersi sempre elevato. Emma si muove con estrema agilità e ogni combattimento restituisce quella piacevole sensazione di controllo che caratterizza i migliori action moderni.

Sekiro

Il sistema di combattimento, invece, richiama alcuni concetti introdotti da Sekiro. Parate, schivate e gestione del tempo diventano fondamentali negli scontri più impegnativi. La differenza è che Beast of Reincarnation sceglie un approccio decisamente più accessibile, grazie anche ai tre livelli di difficoltà disponibili, permettendo a ogni giocatore di affrontare l’avventura secondo il proprio stile.

Ma il gioco è molto più della somma delle sue ispirazioni

La vera forza del gioco è proprio questa. Pur mostrando influenze facilmente riconoscibili, Beast of Reincarnation riesce comunque a costruire una personalità ben definita.

Il rapporto tra Emma e Kuu, la Blight, l’esplorazione verticale grazie ai capelli della protagonista, il sistema di progressione, gli accampamenti e la gestione delle risorse contribuiscono a creare un’identità che va ben oltre il semplice confronto con altri titoli.

screenshot beast of reincarnation

Comparto tecnico: la versione PC convince pienamente

Abbiamo giocato Beast of Reincarnation su PC, tramite Xbox Game Pass, utilizzando una configurazione composta da: AMD Ryzen 9 di ultima generazione, MSI GeForce RTX 5080 OC, 32 GB di RAM DDR5, SSD NVMe, DLSS attivo, Preset grafico Ultra e Output video su LG OLED C4 da 65 pollici.

Fin dalle prime ore il titolo si è dimostrato estremamente solido. Durante l’esplorazione il frame rate si è mantenuto stabilmente intorno ai 112 FPS, mentre nelle fasi di combattimento si è attestato mediamente sui 105 FPS, garantendo un’esperienza sempre fluida.

La GPU lavora costantemente intorno al 98%, segno che il gioco sfrutta in maniera efficace la scheda video, mentre la CPU rimane intorno al 14%, lasciando ampio margine anche su configurazioni di fascia alta.

Nel corso della nostra prova non abbiamo riscontrato crash, stuttering evidenti o cali improvvisi di prestazioni. L’ottimizzazione, almeno su PC di fascia enthusiast, rappresenta sicuramente uno dei punti di forza della produzione.

Anche il comparto sonoro convince

L’accompagnamento musicale riesce a valorizzare ogni fase dell’avventura. Le melodie più rilassate accompagnano l’esplorazione senza risultare invasive, mentre durante gli scontri il ritmo aumenta contribuendo a rendere i combattimenti ancora più coinvolgenti.

Anche gli effetti sonori restituiscono un buon feedback durante gli impatti delle armi e delle abilità, aumentando ulteriormente il senso di immersione. Pur senza voler rubare la scena alla direzione artistica, la colonna sonora svolge perfettamente il proprio lavoro e accompagna il viaggio di Emma e Kuu con grande coerenza.

Una longevità che premia chi ama esplorare

Pur evitando qualsiasi spoiler, Beast of Reincarnation lascia intuire una struttura sufficientemente ampia da soddisfare sia chi desidera concentrarsi esclusivamente sulla trama principale sia chi preferisce esplorare ogni angolo del mondo.

Seguendo principalmente la storia è lecito aspettarsi un’avventura di circa 30 ore, mentre chi sceglierà di dedicarsi all’esplorazione, ai nemici d’élite, alla ricerca di chiavi, forzieri, materiali e potenziamenti potrà superare senza particolari difficoltà questa soglia.

È proprio la libertà concessa al giocatore a rappresentare uno degli aspetti più riusciti dell’intera esperienza.

Accampamento

Conclusioni

Con Beast of Reincarnation, Game Freak dimostra di possedere un talento che va ben oltre il franchise Pokémon. Lo studio giapponese realizza un action RPG capace di sorprendere per maturità, personalità e ambizione, costruendo un universo affascinante che riesce a fondere combattimenti dinamici, una progressione ricca di possibilità e un’esplorazione che premia costantemente la curiosità del giocatore.

Uno degli aspetti che abbiamo apprezzato maggiormente è proprio il modo in cui il titolo lascia piena libertà di affrontare l’avventura. La missione principale rappresenta soltanto una direzione da seguire, ma il gioco invita continuamente ad allontanarsi dal percorso prestabilito per esplorare ambientazioni ricche di segreti, recuperare materiali, trovare chiavi per aprire edifici nascosti, scoprire nuovi equipaggiamenti e potenziamenti oppure affrontare nemici sempre più impegnativi.

Questa filosofia rende l’esplorazione una componente fondamentale dell’esperienza e trasmette quella piacevole sensazione di avventura che molti action RPG moderni faticano a ricreare.

Il combat system convince grazie a un ottimo equilibrio tra immediatezza e profondità. La sinergia tra Emma e Kuu aggiunge una componente tattica che differenzia Beast of Reincarnation da molte produzioni simili, mentre il sistema di crescita basato su attributi, abilità, equipaggiamento e Pietre Spirituali offre un numero sorprendente di possibilità di personalizzazione.

Anche il comparto artistico merita una menzione particolare. La Blight dona al mondo di gioco una forte identità visiva, trasformando animali, ambientazioni e antiche tecnologie in scenari affascinanti e inquietanti allo stesso tempo. Il contrasto continuo tra natura e macchine accompagna l’intera avventura e contribuisce a rendere il viaggio memorabile.

Sul fronte tecnico, almeno nella versione PC utilizzata per questa recensione, il lavoro svolto da Game Freak è estremamente convincente. Con una configurazione composta da AMD Ryzen 9 di ultima generazione, MSI GeForce RTX 5080 OC, 32 GB di RAM DDR5, preset Ultra, DLSS attivo e visualizzazione su LG OLED C4 da 65 pollici, il titolo ha mantenuto prestazioni eccellenti, superando costantemente i 100 FPS e offrendo un’esperienza fluida e stabile sia durante l’esplorazione sia nei combattimenti.

Anche il comparto sonoro accompagna efficacemente ogni momento dell’avventura. Le musiche riescono a sottolineare tanto i momenti più contemplativi quanto quelli più intensi, mentre gli effetti audio contribuiscono a rendere ogni scontro più coinvolgente.

Beast of Reincarnation è il classico gioco che riesce a catturare il giocatore non soltanto grazie alla storia, ma soprattutto attraverso il desiderio costante di scoprire cosa si nasconde dietro la prossima collina, all’interno di un edificio abbandonato o in cima a una parete apparentemente irraggiungibile.

Game Freak ha avuto il coraggio di allontanarsi dalla propria comfort zone e il risultato è un’opera che riesce a sorprendere sotto molti punti di vista. Pur mostrando alcune influenze facilmente riconoscibili, Beast of Reincarnation costruisce una propria identità e dimostra come lo studio giapponese sia perfettamente in grado di cimentarsi con produzioni molto diverse da quelle che lo hanno reso celebre.

RASSEGNA PANORAMICA
voto
8
beast-of-reincarnation-recensione-pc-emma-e-kuu-danno-vita-a-un-action-rpg-maturo-e-coinvolgenteUn'action RPG che sorprende e convince Con Beast of Reincarnation, Game Freak firma un'opera coraggiosa, capace di dimostrare come lo studio sappia andare ben oltre i confini del proprio franchise più famoso. Tra un mondo affascinante, un gameplay coinvolgente, una progressione ben studiata e un comparto tecnico convincente, il titolo riesce a conquistare fin dalle prime ore e lascia intravedere un futuro molto interessante per questa nuova proprietà intellettuale. Per chi ama gli action RPG ricchi di esplorazione, crescita del personaggio e combattimenti dinamici, Beast of Reincarnation rappresenta un'avventura che merita senza dubbio di essere vissuta.

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