Diablo Immortal Mobile: critiche sulle microtransazioni, il game director: “disinformazione”

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Blizzard non ci sta e respinge ai mittenti le accuse piovute in questi giorni su Diablo Immortal Mobile. Secondo alcune ricostruzioni emerse in rete, Diablo Immortal Mobile non sarebbe proprio ‘trasparente‘ nelle sue meccaniche. Il titolo, pur presentato come Free to Play, offre la possibilità di acquistare alcuni elementi essenziali per il potenziamento del proprio personaggio. A lanciare l’allarme uno YouTuber che, attraverso il proprio canale, ha evidenziato come siano necessari oltre 110.000 dollari per portare il proprio avatar al massimo livello possibile dal post-game in poi. L’alternativa gratuita per fare la stessa cosa, pur presente, richiederebbe un investimento di tempo e di risorse quasi impossibile anche per i videogiocatori più accaniti.

A queste accuse ha deciso di rispondere il director di Diablo Immortal Mobile, Wyatt Cheng. Secondo il game director la possibilità di rankare nel gioco utilizzando valuta corrente semplicemente “non esiste”. Ad esser precisi, con i propri soldi non è possibile acquistare equipaggiamenti e migliorarli utilizzando i soldi reali. L’accusa mossa, infatti, riguarda le gemme leggendarie. Anche questi oggetti sono necessari al livellamento, soprattutto in fase avanzata di gameplay e, in loro assenza, non è possibile potenziare ulteriormente il proprio personaggio. Queste gemme vengono sì droppate anche gratuitamente, ma con un limite massimo di tre al mese.

In altri termini, al massimo è possibile raccoglierne 36 in un anno e la probabilità percentuale che questi oggetti vengano regalati è davvero bassa. Addirittura, affermano gli accusatori, le gemme di rank più elevato sarebbero disponibili solo dietro pagamento. Tra l’altro, il gioco non permette di acquistarle direttamente ma solo di acquistare forzieri con maggiori probabilità di contenerle. Questa meccanica di loot-box ha fatto sì che il titolo non venisse distribuito in Belgio e Olanda a causa delle leggi dei due paesi.

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Su twitter un utente ha chiesto a Cheng come mai si sia preso il tempo di rispondere a tali accuse quando, citando come esempio Candy Crush, non fa lo stesso per giustificare i prodotti venduti in-game. Cheng, dopo aver ringraziato per la domanda ha spiegato di potere accettare le critiche basate sul gusto. In fondo, afferma, non tutti i giochi sono adatti a tutti. Ma, per lo stesso motivo, non riesce ad accettare le critiche basate sulla disinformazione online.

Fonte: twitter