Mafia III – la recensione

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New Bordeaux

Mafia III è ambientato in una New Bordeaux open world tutto sommato ben realizzata e in linea con la New Orleans dell’epoca: quel che sminuisce l’ottimo lavoro è la povertà di contenuti che la “riempiono”, limitati ad alcune missioni secondarie e agli immancabili oggetti collezionabili che spaziano da riviste Playboy a LP musicali e così via, un po’ poco per spingere l’utente medio a esplorare il vasto ambiente open world. La maggior parte delle strutture inoltre non è esplorabile. La caratterizzazione della città, invece, è da applausi: i vari quartieri sono ben differenziati tra loro e alcune piccole attenzioni al contesto sono vere e proprie chicche, come la polizia che nei quartieri a predominanza nera interviene molto più lentamente o i negozianti che cacciano Lincoln perché “qui i negri non sono ammessi”. L’aspetto artistico di Mafia III è pesantemente più curato rispetto a quello puramente ludico, una scelta precisa che dividerà senza alcun dubbio l’utenza.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8.5
mafia-iii-la-recensione<b>PRO:</b><br> -Storia ben scritta e ben raccontata<br> -Gameplay a piedi solido<br> -Colonna sonora magistrale<br> <b>CONTRO:</b><br> -Modello di guida “particolare”<br> -Graficamente non sempre all’altezza<br> -Missioni ripetitive dopo alcune ore<br>