PlayStation Plus non avrà esclusive pubblicate al lancio, per ora. Ne risentirebbero in qualità, afferma Jim Ryan, ma non è un “no definitivo”

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Sony Interactive Entertainment (SIE) ha finalmente svelato “PlayStation Spartacus”, ossia un’offerta con tre piani di abbonamento differenti che unisce PlayStation Plus e PlayStation Now. Nonostante l’offerta sia più che ghiotta, inevitabilmente è nato il confronto con Xbox Game Pass e la prima cosa ad essere stata esaminata è stata l’assenza di esclusive al lancio. Jim Ryan, CEO di SIE, è intervenuto sulla questione, spiegando che semplicemente le esclusive ne risentirebbero in qualità, ma senza dare un “no definitivo”.

Ai microfoni di GamesIndustry, Jim Ryan ha infatti affermato che Studios punta a fare esclusive di qualità e non vuole cambiare questa caratteristica che tanto ha resi apprezzate le esclusive PlayStation. E proprio a tal proposito, Ryan teme che un eventuale approccio come quello di Microsoft minerebbe la qualità dei First Party PlayStation.

“Sentiamo di esserci addentrati in un circolo virtuoso con i team di sviluppo, dove gli investimenti portano al successo, e questo ci permette di effettuare altri investimenti che si tramutano in altri successi. Ci piace questo circolo virtuoso e crediamo che piaccia anche ai nostri giocatori”, spiega Jim Ryan.

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Questo modello di profitto è basato su un business tradizionale, con giochi che guadagnano dalla copia singola venduta. Facendo così, le entrate sono molto più elevate rispetto al pubblicarli su un servizio ad abbonamento. Un’eventuale pubblicazione su Plus, fosse anche il piano Premium, romperebbe inoltre il circolo virtuoso menzionato in precedenza.

“Per quel che concerne i nostri giochi dentro al servizio sin dal lancio, come ben sapete questa è una strada che non abbiamo voluto intraprendere in passato, e non sarà una strada che percorreremo con questo servizio. Sentiamo che se dovessimo fare ciò, il circolo virtuoso di Studios si romperebbe”, spiega Jim Ryan.

Il motivo principale sono appunto le entrate ridotte che non compenserebbero i costi sempre più alti dei giochi. “I livelli di investimento di cui necessitiamo nei nostri team di sviluppo non sarebbero raggiungibili e credo che l’effetto negativo sulla qualità dei giochi non farebbe piacere ai giocatori”; conclude Jim Ryan.

Questo non è però un no definitivo, e tutto potrebbe variare in base a come evolverà il mercato. “Il mondo cambia molto in fretta, e nulla è per sempre. Chi avrebbe detto, 4 anni fa, che avreste visto le nostre IP su PC?”, spiega Jim Ryan, alludendo che c’è possibilità di un cambiamento in futuro, spiegando che “le cose possono cambiare in fretta nell’industria, come tutti sappiamo”.

Fonte: Games Industry