WRC 9 – Recensione (PC): Il miglior WRC di Kylotonn!

WRC 9 è finalmente tra noi, e dopo averlo solo assaporato nell’anteprima, abbiamo avuto modo di provarlo a fondo, spulciando tutte le caratteristiche più peculiari di questo quinto capitolo sviluppato da , dopo la parentesi Milestone. Allacciate le cinture dunque, mettetevi comodi e godetevi la nostra recensione di WRC 9, provato nella versione PC in esclusiva su Epic Games Store.

L’introduzione nel mondo di WRC 9 è decisa, quasi brutale. Ci troveremo infatti lanciati in una prova di abilità, dove potremo prendere la mano con i controlli del veicolo, e che una volta portata a termine aiuterà il gioco a impostare il livello di difficoltà più adatto alle nostre abilità di guida. Dopodiché, verremo introdotti finalmente nel core della modalità single player: la Carriera Pilota.

Essa non presenta in realtà grosse novità rispetto a quella di WRC 8. In WRC 9 dovremo infatti scegliere se iniziare la nostra carriera nella categoria JWRC o in quella WRC2. La prima si tratterà sostanzialmente di un monomarca dove useremo delle Ford Fiesta R2, vettura non troppo potente ma non per questo noiosa. Si rivelerà infatti un veicolo decisamente godurioso da portare nei circuiti più tortuosi, grazie alla sua leggerezza e alla potenza ridotta di appena 180cv, erogati da un 3 cilindri 1.0l.

Qualora volessimo invece iniziare da qualcosa di più spinto, potremo puntare per la categoria WRC2, composta da veri mostri con motori 1.6l 4 cilindri, turbocompressi e capaci di erogare 300cv. Queste vetture sono inoltre dotate di trazione integrale e pesano appena 1200kg, e sebbene non abbiano le prestazioni aliene delle attuali WRC, riescono comunque a fare gli stessi tempi delle WRC antecedenti al nuovo cambio regolamentare. Parliamo dunque di mezzi che avranno una elevatissima velocità in curva e che richiederanno nervi saldi, sangue freddo e precisione millimetrica. Basterà infatti poco per uscire fuori strada, procedendo a velocità medie così elevate.

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Una volta compiuta la nostra scelta, ci ritroveremo nel quartier generale, il quale assolverà al ruolo di hub. Qui dovremo gestire le risorse del team, il personale, e dovremo pianificare a quali eventi prendere parte, quali saltare e soprattutto riuscire a soddisfare gli obiettivi dei vari costruttori.

Tutto ciò avrà uno scopo ben preciso: guadagnare punti esperienza e ampliare il nostro team, permettendoci dunque di avere personale sempre più qualificato, offerte migliori da parte dei costruttori e più possibilità di vincere i rally a cui parteciperemo. Che a loro volta garantiranno sia premi in denaro da poter investire, sia punti esperienza che ci permetteranno di acquisire livelli.

Con il superamento di ogni livello, otterremo un punto abilità che sarà spendibile in una delle quattro macro aree: Squadra, Team, Prestazioni e Affidabilità. Queste ultime due sono abbastanza ovvie: si tratterà di poter migliorare il proprio veicolo tramite il dipartimento Ricerca e Sviluppo, sia rendendolo più prestazionale che, soprattutto, più affidabile e resistente. Le prime due aree meritano invece una menzione più particolare.

Sebbene possano sembrare simili, con Squadra si intende una ristretta cerchia di professionisti che si occuperanno esclusivamente di seguire la nostra carriera da pilota. Troveremo al suo interno tre figure chiave: il meccanico, l’ingegnere e l’agente. A loro, col miglioramento del settore grazie ai punti abilità, si aggiungerà il consulente finanziario, il quale ci aiuterà a contenere i costi. Non solo: potremo assumere anche un fisioterapista, per migliorare la nostra forma fisica, e un meteorologo, che ci saprà fornire previsioni del tempo più dettagliate.

Con Team, invece, si intende il resto del personale, ossia il costruttore e gli addetti ai lavori, i quali avranno una morale da tenere alta grazie a prestazioni di livello. In parole povere, più andremo forte noi, più loro lavoreranno meglio. In sostanza, ci troviamo di fronte a una carriera strutturata in maniera molto simile a WRC 8, nonché ad altri titoli come 2020 di Codemasters (che ha adottato a partire da F1 2016).

Ciò significa che, come in WRC 8, troveremo anche gli stessi tipi di eventi speciali, composti da sessioni di allenamento, gare storiche con icone del Mondiale Rally o situazioni in condizioni estreme, dove spesso dovremo condurre un veicolo danneggiato, magari durante una tempesta in notturna. Inoltre, sono presenti anche degli eventi speciali dedicati ai costruttori.

Infine, troveremo ovviamente le tappe del Mondiale Rally, che varieranno a seconda della categoria scelta. Nel Mondiale JWRC dovremo infatti partecipare a sole cinque tappe, mentre aumenteranno una volta che saliremo di categoria fino a raggiungere la tanto agognata WRC.

Le tappe presenti rispecchiano quelle del Mondiale reale, il quale vede ritornare quest’anno tre tappe storiche come il Rally di Giappone, il Rally di Nuova Zelanda e soprattutto il Safari Rally. Purtroppo, ci abbandonano il Rally di Australia, il Tour de Corse e il Rally di Catalogna.

Parlando delle tre aggiunte, non possiamo che riprendere quanto detto nell’: si tratta di rally molto spettacolari, capaci di offrire sezioni tortuosissime con strade larghe appena due metri, come il Giappone. Oppure, potremo imbatterci in vere e proprie distese di terra e fango da percorrere a oltre 180Km/h e saltando sui vari dossi, come nel Safari Rally, che sa essere insidiosissimo. Basterà infatti un nonnulla per prendere in maniera sbagliata un salto e diventare i cosplayer di una chioma d’albero.

La struttura dei rally rispecchia quella classica presente anche nel Mondiale WRC: dovremo partecipare a tranche da due tappe, seguite poi da un momento di riposo (per il pilota) dove potremo far riparare il veicolo ai meccanici, aggiustare l’assetto e scegliere le gomme giuste. La somma di tutte le tappe decreterà il vincitore assoluto del rally. In alcuni di essi saranno inoltre presenti degli Shakedown, dove dovremo correre contro un altro pilota.

Il numero di tappe è decisamente corposo, anche se bisogna dire che gli eventi saranno effettivamente riassumibili in questo schema: tre tappe brevi, una tappa unica che racchiude le precedenti tappe, e poi tutto quanto in reverse. Non male, anche se potrebbe dare una sensazione di ripetitività.

Quello che non manca è invece il design delle tappe stesse, con alcune che risulteranno molto simili alla controparte reale (come il famoso Col De Turini di Montecarlo) e altre che, sebbene fittizie, riusciranno a offrire un livello di sfida elevatissimo. Ci sentiamo di dire che quelle di WRC 9 sono a mani basse le migliori tappe rally che possiamo trovare in questa generazione di console.

Ad impreziosire il tutto ci pensa l’ottimo modello di guida sviluppato attorno al veicolo. Precisiamo, non ci sono particolari passi in avanti rispetto al predecessore, ma in generale il feedback risulta migliorato e, soprattutto, convincente. Ci troviamo di fronte al nuovo Richard Burns Rally? Assolutamente no, ci mancherebbe, ma il modello fisico offerto da Kylotonn è davvero di buonissima fattura e, su diversi aspetti, migliore anche di quello di DiRT Rally 2.0

Troveremo infatti una modellazione delle sospensioni decisamente più realistica, con l’auto che subirà i trasferimenti di carico in modo più marcato (percepibili sia visivamente, sia volante alla mano), e ben lontana da quell’effetto perno presente sul titolo Codemasters. La differenza più netta, però, è nel grip sull’asfalto, molto più verosimile in WRC 9.

Il tutto viene impreziosito dal meteo dinamico, che ci permetterà di iniziare una gara sull’asciutto per poi finire con una pioggia battente che andrà a trasformare il terreno in fango, rendendo la guida molto più difficoltosa.

Precisiamo: siamo ancora lontani dalla perfezione e mancano diverse caratteristiche presenti, ad esempio, in DiRT Rally 2.0. Mancano, per dirne un paio, la deformazione del tracciato al passaggio di altre auto; oppure la totale gestione della temperatura dei componenti, così come delle gomme, e il tutto si limiterà quindi alla mera usura. Anche i danni, seppur di buona fattura, non reggono semplicemente il confronto con il titolo Codies.

Infine, ci sentiamo di dire che alcune auto sembrano effettivamente più riuscite di altre. Le WRC+, ad esempio, sono parecchio impegnative e divertentissime da guidare, e richiederanno riflessi ancora più attenti delle già velocissime WRC2. D’altro canto, però, troveremo anche alcune vetture storiche forse troppo facili da guidare rispetto a quanto ci si aspetti. Auto come l’Audi Quattro Sport o le Lancia Stratos/037 sono effettivamente controllabilissime anche da un pilota con abilità abbastanza scarse (come il sottoscritto NdR).

Raramente ci siamo infatti trovati in situazioni di reale pericolo, e in generale siamo riusciti a mantenere tempi tutto sommato decenti rispetto alle WRC, dove invece i distacchi erano molto più ampi. Magari potrebbe essere semplice soggezione, o forse un feeling più sincero dell’auto, però non abbiamo percepito quel pericolo che si sente invece palpabile nei racconti di certe leggende del rally. Altre vetture, invece, come la Porsche 911 GT3 RS, sono molto più irrequiete e paradossalmente più difficili da portare al limite.

Buono il parco vetture, anche se si sente qualche assenza importante. Nel gioco troveremo tutte le vetture del Campionato Mondiale WRC, compreso di WRC+ del 2020 (Ford Fiesta WRC, Toyota Yaris WRC, Citroën C3 WRC e Hyundai i20 WRC), WRC2 (Skoda Fabia R5, Volkswagen Polo R5, Citroën C3 R5, Ford Fiesta R5 e Hyundai i20 R5) e JWRC, ossia la Ford Fiesta R2.

Ad arricchire il tutto ci pensano vecchie glorie del passato, come la già citata Stratos, la Fulvia, la Audi Quattro (inclusa nel preorder) o la Lancia Delta Integrale. Mancano, purtroppo, vetture altrettanto importanti come la Subaru Impreza WRC del 2003 o la Lancia Delta S4. Nulla di grave ma su questo aspetto la concorrenza offre un’offerta più variegata, seppur priva delle WRC+.

Davvero di buon livello è invece il force feedback, sebbene manchi ancora di quella rifinitura vista in altri titoli racing. Il volante che abbiamo utilizzato non è nulla di trascendentale (parliamo di un Logitech G27 che si può trovare ormai a bassissimo prezzo), eppure il force feedback è abbastanza responsivo e dettagliato. L’unico problema, forse, è che manca un po’ di forza, ma ciò e giustificabile dal fatto che le WRC siano vetture dotate di servosterzo, e quindi di sterzi molto leggeri.

In ogni caso basta alzare il valore quel tanto che basta, senza ovviamente far andare il volante in stallo rovinando totalmente le sensazioni. Molto buona anche la guida tramite controller, nonostante con il volante il coinvolgimento sia su un altro universo, ovviamente.

Il comparto grafico del gioco è invece solo discreto. La modellazione dei circuiti, a onor del vero, è buona, così come quella delle auto, manca però della raffinatezza e della pulizia grafica vista altrove. Il gioco inoltre gira a soli 30fps su PlayStation 4 e Xbox One, e sono effettivamente pochi se pensiamo al tipo di gioco che è WRC 9.

È doveroso però ricordare che, su PlayStation 5 e Xbox Series X, il gioco girerà in 4K a 60fps, però il rammarico rimane. Così come rimangono le pessime animazioni del pilota, di scarsa fattura e incapaci di raggiungere anche solo i 180° di sterzata. Troppo, troppo male per un gioco del 2020.

Molto meglio invece il sonoro, capace di offrire campionamenti molto accurati e per nulla esagerati. Rispetto all’ottavo capitolo sono stati fatti passi in avanti abbastanza netti, e seppur non perfetto il risultato è di alto livello. Siamo rimasti sorpresi in particolare proprio dalla Audi Quattro e dalla fedeltà del suo rombo, praticamente identico al cinque cilindri montato nella realtà.

Buona anche la risposta del copilota, sebbene in alcune tappe abbia leggermente sbagliato il timing, e quando si viaggia a 150Km/h su stradine sconnesse il risultato può essere…catastrofico. In ogni caso non preoccupatevi, il gioco ci verrà incontro fornendoci diversi livelli di tempismo con cui il copilota interverrà, permettendoci di trovarci sempre a nostro agio.

Oltre al fornito comparto single player, WRC 9 sa deliziare il giocatore con una componente multiplayer di livello e che, a conti fatti, è il balzo in avanti più grande rispetto a quanto visto con l’ottavo capitolo. Le novità infatti sono molte: sono presenti ad esempio sfide online giornaliere e settimanali dove dovremo battere dei tempi imposti da Kylotonn a bordo di auto e piloti ufficiali. In queste sfide non guideremo solo le WRC ma anche le categorie inferiori, così come le vetture classiche.

La novità più grande di WRC 9, però, è data dai Club, che permetteranno di creare dei campionati personalizzati dove potremo scegliere quali tappe percorrere, quali auto usare e con quali regolamenti. Questa feature, richiesta a gran voce dalla community, non può che essere una gioia per tutti i sim-racer che vorranno organizzare dei campionati di livello. In futuro arriverà anche l’interessantissima modalità Copilota, dove potremo appunto giocare con un amico e fare da copilota, dettando le curve e gli imprevisti che potremo trovare sulla strada.

Sono state aggiunte anche due nuove modalità, ossia le Sfide e la Stagione. La prima non è molto diversa da quanto visto nella modalità Carriera, si tratterà infatti di battere il tempo indicato nell’allenamento oppure di completare gare in condizioni estreme. Il completamento di ogni sfida (cinquanta, una più difficile dell’altra) ci garantirà cinquanta punti da spendere per sbloccare la successiva.

La seconda, invece, è la semplice modalità Campionato vista anche in altri racing su licenza. Dovremo dunque partecipare a un Mondiale WRC senza pensare alla gestione del team, ma preoccupandoci solo di correre.

Insomma, sebbene il tempo a disposizione da parte di Kylotonn sia stato abbastanza ridotto, specialmente quest’anno a causa del COVID-19, la software house è riuscita a confezionare il miglior WRC delle ultime due generazioni di console. Il team ha infatti preso quanto di buono c’era in WRC 8 e l’ha migliorato, senza stravolgere il tutto ma gettando le basi per il futuro con la modalità multiplayer.

Precisiamo, WRC 9 ha ancora dei difetti, alcuni anche gravi, come appunto la gestione delle temperature, ma in generale ha colmato sensibilmente il gap che lo separa da DiRT Rally 2.0, rappresentando un’alternativa molto valida. Il salto qualitativo, probabilmente, lo vedremo solo con la next-gen, ma da appassionati non possiamo che apprezzare la strada intrapresa dalla software house francese.

Il rammarico, purtroppo, è che la licenza passerà nelle mani di Codemasters a partire dal 2023, e quindi Kylotonn avrà soli tre anni per confezionare il WRC perfetto. Ci riuscirà? Vedremo, ma la via è quella giusta.

Nel frattempo, quello che possiamo dirvi è di godervi una delle migliori simulazioni rallystiche di questa generazione (insieme a DiRT Rally 2.0), sperando che entro il 2023 il team possa confezionare qualcosa degno del paragone con lo storico e immortale Richard Burns Rally.