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Harry Potter torna a Hogwarts e sembra di essere nel 2001: il nuovo trailer HBO divide tra nostalgia e déjà-vu

Serie TV Harry Potter HBO uscita 2027

Ci sono immagini che non hanno bisogno di presentazioni. L’Hogwarts Express che attraversa la campagna, la Sala Grande illuminata dalle candele, quattro Case in attesa di accogliere nuovi studenti e un bambino seduto davanti a tutta la scuola mentre il Cappello Parlante decide il suo futuro. Sono passati venticinque anni dal primo film di Harry Potter, eppure basta guardare pochi secondi del nuovo trailer della serie HBO per avere una sensazione stranissima: siamo davvero davanti a qualcosa di nuovo oppure stiamo tornando, ancora una volta, nel 2001?

HBO ha mostrato uno dei trailer più sostanziosi della sua nuova serie televisiva di Harry Potter, portandoci finalmente dentro il primo anno di Harry, Ron e Hermione a Hogwarts. Il materiale mostra numerosi momenti iconici de La Pietra Filosofale, dalla Cerimonia dello Smistamento al Quidditch, passando per il troll, i banchetti nella Sala Grande e alcuni degli ostacoli che attendono il trio nel corso della storia.

Ed è impossibile ignorare quanto tutto questo appaia familiare.

Non necessariamente perché HBO stia copiando i vecchi film, ma perché Warner Bros. sembra aver scelto una strada molto precisa: cambiare interpreti e approfondire maggiormente i romanzi senza distruggere quell’immaginario visivo che milioni di persone identificano immediatamente con Harry Potter.

Una scelta comprensibile. Ma anche rischiosa.

Harry, Ron e Hermione sono di nuovo sul treno per Hogwarts

Il nuovo trailer mette finalmente al centro Dominic McLaughlin, Alastair Stout e Arabella Stanton, rispettivamente nei ruoli di Harry Potter, Ron Weasley e Hermione Granger.

Li vediamo affrontare alcuni dei momenti più importanti del loro primo anno, compreso naturalmente l’arrivo a Hogwarts e la Cerimonia dello Smistamento. Harry si ritrova davanti al Cappello Parlante e torna quella frase che chiunque abbia letto il primo romanzo o visto il film del 2001 conosce praticamente a memoria:

non Serpeverde.

Non mancano il Quidditch, la Sala Grande, il troll e diversi elementi legati al mistero della Pietra Filosofale.

Insomma, la storia è quella che conosciamo.

La differenza dovrà essere come HBO deciderà di raccontarla.

Il problema di HBO è che Hogwarts esiste già nella testa di milioni di persone

Realizzare nuovamente Harry Potter presenta un problema che pochi adattamenti devono affrontare.

HBO non sta adattando semplicemente una serie di romanzi famosissima. Sta reinterpretando libri che possiedono già una delle trasposizioni cinematografiche più riconoscibili della cultura pop contemporanea.

Quando qualcuno dice Hogwarts, milioni di persone immaginano quelle torri.

Quando qualcuno pensa alla Sala Grande, vede quei lunghi tavoli.

Quando parte una determinata melodia, non serve nemmeno pronunciare Harry Potter per capire dove siamo.

Persino personaggi come Silente, Piton, Hagrid e McGranitt sono ancora legati nell’immaginario collettivo ai volti degli interpreti della saga cinematografica.

E il nuovo trailer rende evidente quanto HBO stia cercando di camminare su una linea sottilissima.

Cambiare abbastanza da giustificare un nuovo adattamento, ma non così tanto da smettere di sembrare Harry Potter.

Nuovi attori, ma confrontarli con i vecchi sarà praticamente inevitabile

Il confronto più difficile probabilmente non riguarderà nemmeno il giovane trio.

Harry, Ron ed Hermione avranno intere stagioni per costruire una propria identità.

Il vero terreno minato sono gli adulti.

John Lithgow è Albus Silente, Paapa Essiedu interpreta Severus Piton, Janet McTeer veste i panni di Minerva McGranitt e Nick Frost quelli di Rubeus Hagrid.

Quattro personaggi che arrivano accompagnati da ombre gigantesche.

Alan Rickman ha reso Piton uno dei personaggi cinematografici più riconoscibili della saga. Maggie Smith è diventata praticamente inseparabile da McGranitt. Robbie Coltrane è Hagrid per un’intera generazione, mentre Silente porta inevitabilmente con sé il ricordo delle interpretazioni di Richard Harris e Michael Gambon.

Chiedere ai nuovi attori di “sostituirli”, però, sarebbe probabilmente il modo sbagliato di guardare questa serie.

La vera domanda sarà se riusciranno a creare le proprie versioni di quei personaggi.

Perché se HBO tentasse semplicemente di replicare ciò che abbiamo già visto, il confronto sarebbe perso in partenza.

La serie non deve rifare i film: deve recuperare quello che i film non potevano raccontare

Ed è qui che si trova probabilmente la vera ragione d’esistere di questo nuovo Harry Potter.

HBO ha sempre presentato il progetto come un nuovo adattamento dei romanzi di J.K. Rowling, non come una versione televisiva degli otto film.

La differenza è fondamentale.

Un film deve comprimere centinaia di pagine in circa due ore. Una serie televisiva possiede invece qualcosa che Chris Columbus, Alfonso Cuarón, Mike Newell e David Yates non avevano a disposizione nello stesso modo:

tempo.

Tempo per Hogwarts.

Tempo per le lezioni.

Tempo per i personaggi secondari.

Tempo per le relazioni.

Tempo per tutte quelle piccole storie che i lettori ricordano perfettamente ma che, per esigenze cinematografiche, furono ridotte, modificate o completamente eliminate.

La prima stagione tornerà a raccontare Harry Potter e la Pietra Filosofale, ma potrà farlo attraverso uno spazio narrativo molto più ampio.

Ed è proprio lì che HBO dovrà convincerci.

Perché vedere nuovamente Harry combattere contro il troll non basta.

Dobbiamo avere una ragione per voler vedere questa versione di Harry combattere contro quel troll.

Il trailer sembra familiare, ma alcuni dettagli stanno già cambiando

Nonostante l’immediato effetto nostalgia, non tutto è identico.

La produzione sta introducendo una propria interpretazione estetica del Wizarding World e uno degli esempi più evidenti riguarda gli stemmi delle quattro Case di Hogwarts, che presentano un design differente rispetto a quello diventato familiare attraverso i film.

È un piccolo cambiamento, ma racconta abbastanza bene la filosofia che sembra emergere.

HBO non vuole cancellare l’identità cinematografica costruita negli ultimi venticinque anni.

Vuole evolverla senza spezzarla.

Ed è probabilmente una decisione molto più complessa di quanto sembri.

Cambiare radicalmente Hogwarts avrebbe immediatamente generato accuse di aver distrutto l’immaginario della saga. Mantenerla troppo simile, invece, porta inevitabilmente alla domanda opposta:

allora perché rifare Harry Potter?

La risposta dovrà arrivare dalla storia.

Questo Natale scopriremo se possiamo innamorarci di Hogwarts una seconda volta

La prima stagione della nuova serie Harry Potter arriverà questo Natale su HBO Max e racconterà gli eventi del primo romanzo.

E quando arriverà quel momento si verificherà qualcosa di piuttosto particolare.

Ci saranno persone che entreranno a Hogwarts per la prima volta.

Bambini e ragazzi che non hanno vissuto l’uscita dei film e che potrebbero crescere identificando Harry, Ron, Hermione, Piton e Silente con questi nuovi attori.

Poi ci saranno tutti gli altri.

Quelli che nel 2001 hanno visto per la prima volta Daniel Radcliffe entrare nella Sala Grande.

Quelli che conoscono le battute prima ancora che vengano pronunciate.

Quelli che sentono Harry Potter e pensano immediatamente a una determinata Hogwarts.

Ed è proprio quel pubblico che HBO dovrà conquistare nuovamente.

Harry Potter non deve battere Harry Potter. Deve dimostrare perché avevamo bisogno di tornarci

Forse è questo il modo più interessante di guardare il nuovo trailer.

Non serve chiedersi continuamente se Dominic McLaughlin sarà “meglio” di Daniel Radcliffe o se Paapa Essiedu riuscirà a “battere” Alan Rickman.

Sarebbe una competizione impossibile e, soprattutto, inutile.

La serie HBO deve riuscire a fare qualcosa di diverso: prendere una storia che conosciamo quasi a memoria e farci venire nuovamente voglia di ascoltarla.

Il trailer dimostra che Warner Bros. non vuole cancellare ciò che è venuto prima. Hogwarts è ancora Hogwarts. Il treno è ancora lì. Harry deve ancora essere smistato. Il troll continuerà ad avere una pessima serata e qualcuno, prima o poi, dovrà spiegare nuovamente a Ron che Wingardium Leviosa non si pronuncia come gli pare.

La vera rivoluzione dovrà quindi trovarsi tra una scena iconica e l’altra.

Nei personaggi.

Nei dettagli recuperati dai romanzi.

Nel tempo trascorso dentro Hogwarts.

Se HBO riuscirà nell’impresa, tra qualche anno potremmo avere due generazioni con due Harry Potter differenti, entrambe convinte che il proprio sia quello giusto.

Se invece ci sembrerà semplicemente di guardare una versione più lunga di qualcosa che abbiamo già visto, la domanda diventerà inevitabile.

Siamo tornati a Hogwarts perché avevamo ancora qualcosa da scoprire… oppure soltanto perché non siamo mai riusciti davvero ad andarcene?

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