Killer Instinct

Dopo diversi anni di assenza dalla scena videoludica, la serie di Killer Instinct torna sotto i riflettori, grazie al team di sviluppo Double Helix Games, ora al timone del brand. A differenza di altri esponenti del sempre più affollato genere dei picchiaduro, Killer Instict si presenta con un gameplay solido, ma privo di qualsivoglia particolare caratteristica. A compensare in parte questa mancanza ci pensano una modalità Dojo, utile per imparare i fondamentali, una modalità allenamento e una dedicata agli scontri uno contro uno, online oppure offline.

Graficamente, il titolo si difende molto bene, grazie in particolare a una modellazione poligonale di personaggi e arene davvero notevole, capace di far intravedere il potenziale della nuova console Microsoft. Da segnalare, in questo senso, l’ottimo lavoro svolto dai designer in termini di creazione e ricerca stilistica, nonché la possibilità di distruggere il terreno di scontro nel corso dei combattimenti. Impressionante anche il comparto delle animazioni e quello dell’effettistica, curati in modo assolutamente certosino.
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Il roster dei lottatori, inizialmente piuttosto limitato, è in parte giustificato dalla formula free-to-play scelta dagli sviluppatori.

Nonostante le poche modalità inserite dal team di sviluppo, a tenere in piedi la produzione ci pensa il gameplay, vero punto centrale dell’intera produzione. Il sistema di combo messo in piedi dai ragazzi di Double Helix risulta semplice quanto profondo, grazie all’introduzione di mosse divise per blocchi. Nello specifico: Auto, Opener, Linker ed Ender, ciascuno dei quali è collegato a super mosse speciali o standard, a eccezione del blocco auto, composto da semplici concatenazioni libere di colpi base. Oltre alle super mosse, troveremo anche le mosse ombra, in grado di infliggere una quantità di danni considerevole e di rendere parzialmente invincibili i lottatori. Tuttavia, l’invulnerabilità ha un prezzo: queste mosse costano il consumo di un intera barra fra le due disponibili, pertanto saranno da usare con parsimonia. Il numero di danni inflitto con i colpi di base, del resto, è piuttosto basso, cosa che incentiva e non poco l’uso costante di combo, così da poter aver ragione dell’avversario in lassi di tempo decisamente brevi.
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Fanno il loro ritorno anche le combo breakers, da sempre marchio di fabbrica della serie, enfatizzate come al solito dalla voce del cronista ed effettuabili con la semplice pressione dei tasti dedicati agli attacchi base.Una novità inserita dal team di sviluppo sta nell’introduzione dell’istinto, attivabile una volta riempite entrambe le barre dedicate alle mosse ombra. Questa particolarità, se sfruttata nel modo giusto, può seriamente ribaltare le sorti di uno scontro. Il gameplay, inoltre, è stato pensato in modo da lasciare totale libertà al giocatore, permettendogli di decidere quali supermosse e quali attacchi standard concatenare durante le combo. Il roster dei lottatori, inizialmente piuttosto limitato, è in parte giustificato dalla formula free-to-play scelta dagli sviluppatori, anche se l’aggiunta di altri combattenti tramite DLC sopperisce in parte a questa limitazione. Altra pecca risiede nel sistema di hit-box non sempre preciso nel conteggio dei colpi andati a segno, tuttavia si tratta di un problema che, per quanto fastidioso, non incide più di tanto sulla giocabilità.

Il numero di danni inflitto con i colpi di base, del resto, è piuttosto basso, cosa che incentiva e non poco l’uso costante di combo.

Ottimo invece il comparto sonoro, che vanta le stesse musiche del titolo originale, anche se attualizzate e riviste, e anche l’annunciatore, pur essendo diverso rispetto a quello amato e apprezzato dai fan di vecchia data, risulta comunque coerente con quello passato, inserito, fra l’altro, negli extra sbloccabili insieme ai costumi originali.
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L’intelligenza artificiale si attesta su buoni livelli, sebbene non in grado di mettere in mostra routine di attacco molto elaborate, cosa che abbassa leggermente il livello di sfida offerto. Nonostante queste piccole mancanze che minano, pur solo in parte, la produzione, il lavoro svolto dal team è notevole, e il prodotto finito saprà farsi apprezzare sia dai neofiti dei picchiaduro che dai giocatori che sono cresciuti con serie che hanno scritto la storia del genere. Sebbene il progetto sia stato portato a termine da un team diverso da quello che creò lo storico titolo per Super Nintendo, il risultato si può considerare accettabile. Se avete in casa una Xbox One e siete amanti dei picchiaduro dal gameplay vecchia scuola, Killer Instict potrebbe essere, in definitiva, un titolo interessante da provare.