The Last of Us Part 2: ancora minacce. Druckmann mostra i messaggi, basta odio

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ATTENZIONE: all’interno di questo articolo potreste riscontrare alcuni spoiler riguardanti The Last of Us Part 2. Se non avete ancora terminato il titolo, NON proseguite oltre l’immagine. Non vogliamo assolutamente rovinare la vostra esperienza di gioco.


Neil Druckmann è stufo. Comprensibilmente stufo di sopportare i commenti al vetriolo del web nei confronti del suo staff e della sua stessa persona. Già prima dell’uscita di The Last of Us Part 2 le critiche si sono velocemente trasformate in insulti. Gli insulti in minacce. Le minacce in un veleno che ha corroso la pazienza del game creator e vice presidente di . Una bufera che ha convinto l’aggregatore di recensioni Metacritic a prendere i primi provvedimenti.

Già nelle settimane scorse, Druckmann aveva avvertito tutti: “Una volta superato il limite ci rivolgeremo alle autorità”. Nei giorni scorsi, Laura Bailey, che in The Last of Us Part 2 interpreta il ruolo di Abby, aveva utilizzato il suo profilo twitter per denunciare l’odio subito.

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The Last of Us part 2

Similmente quindi a quanto già fatto da Laura Bailey, Druckmann ha utilizzato il suo profilo twitter per mostrare ai suoi follower cosa è costretto a leggere quotidianamente sotto ogni suo post. Minacce di morte, insulti razzisti, xenofobi, omofobi e transfobici. Il campionario è vasto ma non ce la sentiamo di trascrivere le parole utilizzate. Lasceremo che siano gli screen condivisi da Druckmann a parlare e descrivere quanto di marcio il web abbia da esprimere. E pensare che il titolo di ha permesso ad un videogiocatore di superare la sua omofobia.

Vi avvisiamo nuovamente, alcuni messaggi contengono spoiler sulla trama del gioco. NON apriteli se non lo avete terminato.

“Puoi amare o odiare un gioco ed esprimere il tuo parere su di esso. Purtroppo, molti dei messaggi che ricevo sono vili, violenti e ricolmi d’odio. Qui ce ne sono solo una manciata (penso sia importante mostrarli). Un avvertimento: contengono antisemitismo, transfobia, e omofobia”, commenta Druckmann dal suo profilo.

Alla sua voce si associa quella di . La compagnia dietro The Last of Us Part 2 ha commentato la vicenda in toni sì istituzionali, ma che lasciano comunque trasparire la delusione dell’intero staff nei confronti della community degli hater.

“Sebbene accogliamo ogni forma di discussione critica, condanniamo ogni forma di minaccia o molestia rivolta al nostro staff e al nostro cast. La loro sicurezza è la nostra massima priorità ma dobbiamo lavorare tutti insieme per sradicare questo tipo di comportamento e mantenere una discussione costruttiva e compassionevole”, questo il commento dei ‘Cagnacci’.

Impossibile non empatizzare con i creator. The Last of Us Part 2, così come ogni altra opera di intrattenimento, videoludica e non, è frutto dello sforzo sinergico di molte persone. Persone che hanno un volto, una vita, una sensibilità, un corpo e un’anima.

Come ogni opera di intrattenimento, anche il gioco di può essere soggetto alla critica e ai gusti personali di ciascuno. Ognuno di noi è libero di esprimere il proprio elogio o il proprio dissenso. In entrambi i casi però, ciò che non deve mai mancare è il rispetto nei confronti del altrui.

E no, non è il caso di dire “Beh, è internet, che si aspettava?” La cultura dell’odio non può essere accettata e banalizzata. Certe parole e certe minacce fanno male. Anche attraverso uno schermo. Anche su internet.

Fonte: Twitter