This War of Mine: lo sviluppatore 11 Bit Studios devolverà il ricavato dei prossimi giorni alla Croce Rossa ucraina

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Lo sviluppatore 11 Bit Studios ha deciso di lanciare una operazione di beneficenza con e i suoi DLC, il cui ricavato dei prossimi giorni verrà devoluto alla Croce Rossa alle prese con la crisi internazionale di queste ore.

Come avrete sentito sui media di informazione generalista, al momento l’Est Europa è lo scenario di un conflitto tra Russia e Ucraina. Le forze armate guidate da Vladimir Putin hanno iniziato ad avanzare su suolo ucraino e si dirigono verso la capitale Kiev. Il pensiero, al momento, va alla popolazione civile, incolpevole vittima dello scontro.

Tanti gli appelli tesi ad ottenere una cessazione delle ostilità. Quello dei membri di 11 Bit Studios, sviluppatori di è più diretto. I developer hanno diramato un comunicato col quale hanno annunciato che la totalità dei proventi di This War of Mine, generati nei prossimi sette giorni, verranno devoluti alla Croce Rossa ucraina. Riportiamo il comunicato per intero sia in originale che con traduzione.

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Today Russian military forces attacked the free country of Ukraine – our neighbours. As a Polish game studio and creators of the globally recognised anti-war game,  – that directly speaks about the suffering and misery of civilians who are affected by war –  we’d like to hereby announce our company statement: we stand against the Russian invasion of Ukraine. Just words would be empty without a meaningful act though, and the timing is crucial, so the act is as follows: for the next seven days, all profits from This War of Mine, all its DLCs, on all stores and all platforms will go to a special fund. A week from now, this money will be donated to the Ukrainian Red Cross to directly support victims of war in Ukraine. Let this message resonate with everything you know about this war and how war kills people, devastates their lives and homes. Let us – players and developers together – do everything we can to support victims of war in Ukraine. Sincerely, all the people of 11 bit studios“.

Oggi le forze militari russe hanno attaccato la nazione ucraina – nostri vicini. Come studio di sviluppo polacco e come creatori di un gioco globalmente riconosciuto e antimilitaristico come THis War of Mine – che parla esplicitamente delle sofferenze cui sono sottoposti i civili in guerra – vogliamo qui fare una dichiarazione. Siamo contrari all’invasione russa dell’Ucraina. Ma le sole parole sarebbero vuote senza un atto significativo e il fattore tempo è cruciale. Quindi, questo è ciò che faremo: per i prossimi sette giorni, tutti i profitti di This War of Mine, di tutti i DLC, provenienti da ogni piattaforma, verranno destinati ad un fondo speciale. Nel giro di una settimana, questi soldi verranno devoluti alla Croce Rossa per supportare direttamente le vittime della guerra. Fate che questo messaggio riusoni con tutto ciò che conoscete sulla guerra e su come questa uccide le persone. Di come devasti e case. Lasciate che noi – videogiocatori e sviluppatori – facciamo tutto ciò che è in nostro potere per sostenere le vittime di guerra. Sinceramente, 11 Bit Studios”.

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This War of Mine è un videogioco a scorrimento che ci mette di fronte agli orrori subiti durante l’assedio di Sarajevo, Kosovo, durato dal 1992 al 1996. All’interno del titolo avremo il compito di far sopravvivere i civili ma ciò non ci risparmierà di vedere gli orrori che quegli stessi civili hanno dovuto vivere. Il tema è talmente delicato e al tempo stesso ben trattato da divenire strumento educativo e pedagogico in Polonia.

Come redazione, pur non scendendo nel merito della complessa questione politica, non possiamo che condannare ogni atto di guerra ovunque esso accada e qualunque possa essere la supposta giustificazione. Non ne esistono. Ci sentiamo di citare la prima frase dell’articolo 11 della nostra Costituzione.

L’Italia . e la nostra redazione, ndrripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

“Riuscii a vedere il pianeta come appariva dallo spazio […] la Terra, di per sé, non ha confini […] Nel 21o secolo, tutti saranno in grado di vedere che siamo tutti dei semplici abitanti di un piccolo corpo celeste di nome Terra.”

Fonte: Comunicato