Videogiochi, film e serie TV: la Russia vuole depenalizzare la pirateria?

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La situazione globale non è certamente delle migliori, e questo sta avendo un impatto anche sull’economia russa. Stando però ad alcuni report che hanno iniziato a fare il giro della rete, in Russia si starebbe addirittura vagliando misure meno stringenti nei confronti della pirateria per quel che riguarda videogiochi, film, serie TV, musica e non solo.

Sembrerebbe infatti che il ministero russo dello sviluppo economico abbia proposto minori restrizioni sulla legislazione contro la pirateria. Il motivo? Aggirare le sanzioni imposte dall’Unione Europea. “Si sta considerando la possibilità di rimuovere le restrizioni sull’uso delle proprietà intellettuali contenute in alcuni beni, la cui fornitura in russia è limitata”, riferendosi chiaramente a contenuti presenti nei vari portali streaming come Netflix, così come videogiochi non più commercializzati in Russia.

“Questa manovra appianerà l’impatto sorto a causa delle nuove sanzioni dei Paesi Occidentali, che hanno portato all’interruzione delle catene di approvigionamento, così come la carenza di beni e servizi”. Secondo quanto riferito dai giornali russi, inoltre, la Russia non avrebbe più l’obbligo di pagare i titolari di brevetti per l’uso di IP.

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Secondo il giornale Rossiyskaya Gazeta, questa manovra permetterebbe alla Russia di usare IP di paesi ostili senza pagare loro un singolo centesimo. Sembrerebbe addirittura che il politico russo Dmitry Ionin abbia suggerito di sbloccare la suite di Torrenting “Rutracker” per permettere al popolo russo di piratare di Hollywood. Una situazione davvero inusuale, non trovate?

Ricordiamo nel frattempo che Nintendo, Sony PlayStation e Microsoft hanno interrotto i rapporti economici con la Russia sia per la vendita di Hardware che di Software. La stessa presa di posizione è avvenuta anche per vari Publisher come Take-Two Itneractive, Activision, EA Sports o Epic Games, così per aziende come Apple, Volvo e altri brand come Intel, AMD e NVIDIA.

Fonte: IGN