WRC 10 Recensione (PC) – Un titolo solido, ma nulla di più

WRC 10 è disponibile nei negozi da un po’ e, dopo averlo solo assaporato nell’anteprima, abbiamo avuto modo di provarlo a fondo, spulciando tutte le caratteristiche più peculiari di questo sesto e penultimo capitolo sviluppato da Kylotonn. Allacciate le cinture quindi, mettetevi comodi e godetevi la nostra recensione di WRC 10, provato nella versione PC Steam.

WRC 10 Recensione #1

L’introduzione nel mondo di WRC 10 è molto d’impatto, come nel precedente capitolo. Ci troveremo infatti lanciati in una prova di abilità in una Prova Speciale. Qui potremo prendere la mano con i controlli del veicolo il gioco ci aiuterà a impostare il livello di difficoltà più adatto alle nostre abilità di guida. Dopodiché, verremo introdotti finalmente nel core della modalità single player: la Carriera Pilota.

Essa non presenta in realtà grosse novità rispetto a quella di WRC 9, che a sua volta condivideva moltissimo con WRC 8. In WRC 10 dovremo infatti nuovamente optare se iniziare la nostra carriera nella categoria JWRC o in quella WRC2. La prima si tratterà sostanzialmente di un monomarca dove useremo delle Ford Fiesta R2, vettura non troppo potente ma non per questo noiosa. Si rivelerà infatti un veicolo decisamente godurioso da portare nei circuiti più tortuosi, grazie alla sua leggerezza e alla potenza ridotta di appena 180cv, erogati da un 3 cilindri 1.0l tanto piccolo quanto leggero e pieno di coppia.

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Per i più impavidi invece c’è la possibilità di skippare la WRC Junior e volare dritti in WRC 2. Si tratta della seconda categoria del Campionato Mondiale Rally, composta da veri mostri con motori 1.6l 4 cilindri, turbocompressi e capaci di erogare 300cv. Queste vetture sono inoltre dotate di trazione integrale, pesano appena 1200kg e sono capaci di coprire lo 0-100 in meno di 4 secondi. Sebbene non abbiano le prestazioni aliene delle attuali WRC, riescono comunque a fare tempi analoghi alle WRC antecedenti al nuovo cambio regolamentare. Parliamo dunque di mezzi che avranno una elevatissima velocità in curva e che richiederanno nervi saldi, sangue freddo e precisione millimetrica. Basterà infatti poco per uscire fuori strada, procedendo a velocità medie così elevate.

WRC 10 Recensione #2

Una volta compiuta la nostra scelta ci ritroveremo nel quartier generale, un vero e proprio hub dove potremo gestire il nostro team. Qui, c’è una novità da far presente rispetto a WRC 9. In WRC 10 potremo infatti fondare un team proprietario in una modalità analoga al My Team di 2021 (qui, per la recensione). In entrambe le modalità dovremo gestire le risorse del teamil personale, e dovremo pianificare a quali eventi prendere parte, quali saltare e soprattutto riuscire a soddisfare gli obiettivi dei vari costruttori.

Tutto ciò avrà uno scopo ben preciso: guadagnare punti esperienza e ampliare il nostro team, permettendoci dunque di avere personale sempre più qualificato, migliori da parte dei costruttori e più possibilità di vincere i rally a cui parteciperemo. Che a loro volta garantiranno sia premi in denaro da poter investire, sia punti esperienza che ci permetteranno di acquisire livelli.

Con il superamento di ogni livello otterremo un punto abilità che sarà spendibile in una delle quattro macro aree: Squadra, Team, Prestazioni e Affidabilità. Queste ultime due sono abbastanza ovvie: si tratterà di poter migliorare il proprio veicolo tramite il dipartimento ricerca e sviluppo, sia rendendolo più prestazionale che, soprattutto, più affidabile e resistente. Le prime due aree meritano invece una menzione più particolare.

Sebbene possano sembrare simili, con Squadra si intende una ristretta cerchia di professionisti che si occuperanno esclusivamente di seguire la nostra carriera da pilota. Troveremo al suo interno tre figure chiave: il meccanico, l’ingegnere e l’agente. A loro, col miglioramento del settore grazie ai punti abilità, si aggiungerà il consulente finanziario, il quale ci aiuterà a contenere i costi. Non solo: potremo assumere anche un fisioterapista, per migliorare la nostra forma fisica, e un meteorologo, che ci saprà fornire previsioni del tempo più dettagliate.

Con Team, invece, si intende il resto del personale, ossia il costruttore e gli addetti ai lavori, i quali avranno una morale da tenere alta grazie a prestazioni di livello. In parole povere, più andremo forte noi, più loro lavoreranno meglio. In sostanza, ci troviamo di fronte a una carriera strutturata in maniera molto simile a WRC 8, nonché ad altri titoli come  2021 di Codemasters (che ha adottato a partire da  2016).

La differenza, in modalità Team Privato, è che il giocatore non dipenderà da team esterni ma avrà totale libertà decisionale. Egli potrà inoltre personalizzare la vettura con un complesso sistema di editor livree, il quale non si discosta molto da quanto visto in altri esponenti del genere come Forza Motorsport e Gran Turismo. Certo, non si raggiunge quel livello di complessità, ma le possibilità sono davvero notevoli. Sarà facile per i giocatori creare una livrea totalmente originale o, perché no, provare a replicare qualche vecchia gloria!

WRC 10 Recensione #3

In WRC 10, esattamente come in WRC 9, ci troveremo a correre in eventi speciali composti da sessioni di allenamento, dove potremo appunto allenarci. Avremo poi le Gare Storiche, con icone del Mondiale Rally pensate per il 50° Anniversario. Si tratta di vere e proprie gare su circuiti storici dove impersoneremo i piloti più importanti della disciplina e guideremo icone del passato. Avremo anche degli obiettivi da raggiungere, e tali obiettivi potranno essere poi migliorati andando nel menù apposito “50° Anniversario” nel menù principale. 

A colpire, in questa modalità Anniversario, è anche la cura riservata dal Team. Ogni evento sarà infatti ben contestualizzato, e ciò si rispecchierà anche nel pubblico a bordo strada. Nei percorsi ambientati negli anni 80 non mancheranno folle di tifosi in mezzo ai cosiddetti, cosa tipica di quei tempi e che di fatto è uno dei motivi per cui il Gruppo B fu bandito. Fortunatamente la mentalità degli spettatori cambiò dopo il tragico incidente avvenuto in Portogallo nel 1986, e ciò accadrà anche nel gioco. Nelle tappe più moderne, infatti, il pubblico si apposterà in zone più sicure. Insomma, decisamente una bella trovata da parte di Kylotonn, chapeau.

Inoltre, correremo in situazioni di condizioni estreme. In quest’ultime, molto ardue, ci troveremo a condurre un veicolo danneggiato, magari durante una tempesta in notturna. Infine, sono presenti anche degli eventi speciali dedicati ai costruttori.

WRC 10 Recensione #4

Tolte queste tappe occasionali, si raggiunge il vero fulcro del gioco: il World Rally Championship, o WRC.

Il numero di tappe da correre dipenderà fortemente dalla categoria scelta. Nel Mondiale JWRC dovremo infatti partecipare a sole cinque tappe, mentre aumenteranno una volta che saliremo di categoria fino a raggiungere la tanto agognata WRC, dove correremo Rally completi. Le tappe presenti rispecchiano quelle del Mondiale reale, il quale vede ritornare quest’anno tre tappe storiche come il Rally di Croazia, il RAAC di Portogallo e il Rally di Spagna. Tutti e tre i Rally confermano nuovamente la bontà dei tracciati di WRC 10, capaci di offrire km e km di sano divertimento.

Il Rally di Croazia colpisce per la sua eccezionale fluidità, con percorsi veloci ma comunque strettissimi. Il RAAC ci vedrà invece sfrecciare in strette tratte sterrate con sassi e insidie pronte a rovinarci la festa. Una sorpresa, infine, il Rally di Spagna. Quest’ultimo combina tratti di strada molto larga dove potremo andare tutto sommato tranquilli a vere e proprie strettoie ai limiti del claustrofobico. A malapena passeremo con le nostre auto, e dovremo tenere pure conto della differenza di aderenza tra le varie superfici. Insomma, basterà davvero poco per incastrarci e perdere secondi preziosi.

La struttura dei rally rispecchia quella classica presente anche nel Mondiale WRC: dovremo partecipare a tranche da due o tre tappe (con Shakedown opzionale all’inizio di ogni Rally), seguite poi da un momento di riposo (per il pilota) dove potremo far riparare il veicolo ai meccanici, aggiustare l’assetto e scegliere le gomme giuste. La somma di tutte le tappe decreterà il vincitore assoluto del rally. In alcuni di essi saranno inoltre presenti degli Shakedown, dove dovremo correre contro un altro pilota.

Il numero di tappe è decisamente corposo, anche se bisogna dire che gli eventi saranno effettivamente riassumibili in questo schema: tre tappe brevi, una tappa unica che racchiude le precedenti tappe, e poi tutto quanto in reverse. Si tratta della stessa soluzione vista nei precedenti WRC, carina ma ripetitiva dopo un po’. Quello che non manca è invece il design delle tappe stesse, con alcune che risulteranno molto simili alla controparte reale (come il famoso Col De Turini di Montecarlo) e altre che, sebbene fittizie, riusciranno a offrire un livello di sfida elevatissimo. Ci sentiamo di dire che quelle di WRC 10 sono a mani basse le migliori tappe rally che possiamo trovare su console, e sfidiamo chiunque a dire il contrario.

WRC 10 Recensione #5

Ad impreziosire il tutto ci pensa nuovamente l’ottimo modello di guida sviluppato attorno al veicolo. Come per WRC 8 non ci sono particolari passi in avanti rispetto al predecessore, ma in generale il feedback risulta comunque convincente. Ci troviamo di fronte al nuovo Richard Burns Rally? Assolutamente no, ma manco per sbaglio.

Detto questo, il modello fisico offerto da Kylotonn è davvero di buonissima fattura e, su diversi aspetti, migliore anche di quello di DiRT Rally 2.0, suo diretto concorrente. Troveremo infatti una modellazione delle sospensioni decisamente più realistica, con l’auto che subirà i trasferimenti di carico in modo più marcato (percepibili sia visivamente, sia volante alla mano), e ben lontana da quell’effetto perno presente sul titolo Codemasters.

La differenza più netta, però, è nel grip sull’asfalto, molto più verosimile in WRC 10. Ottimo il meteo dinamico, che ci permetterà di iniziare una gara sull’asciutto per poi finire con una pioggia battente che andrà a trasformare il terreno in fango, rendendo la guida molto più difficoltosa. Al contrario forse la transizione è troppo marcata, con il tracciato che si asciuga effettivamente troppo presto. In generale, comunque, non abbiamo ancora raggiunto la perfezione.

Mancano ancora, anche in questa edizione, diverse caratteristiche presenti in DiRT Rally 2.0. In WRC 10 non troviamo infatti la deformazione del tracciato al passaggio di altre auto, cosa che rende davvero vivi i percorsi del concorrente. È assente una qualsivoglia gestione della temperatura dei componenti, così come delle gomme, e il tutto si limiterà quindi alla mera usura. Anche i danni, seppur di buona fattura, non reggono semplicemente il confronto con il titolo Codemasters. Viaggiamo su due leghe opposte.

WRC 10 Recensione #6

Davvero di buon livello è invece il force feedback, sebbene manchi ancora di quella rifinitura vista in altri titoli racing. Il volante che abbiamo utilizzato non è nulla di trascendentale (parliamo di un Logitech G27 che si può trovare ormai a bassissimo prezzo), eppure il force feedback è abbastanza responsivo e dettagliato. L’unico problema, forse, è che manca un po’ di forza, ma ciò e giustificabile dal fatto che le WRC siano vetture dotate di servosterzo, e quindi di sterzi molto leggeri. In ogni caso basta alzare il valore quel tanto che basta, senza ovviamente far andare il volante in stallo rovinando totalmente le sensazioni. Molto buona anche la guida tramite controller, nonostante con il volante il coinvolgimento sia su un altro universo, ovviamente.

Inoltre, esattamente come in WRC 9, alcune auto sembrano effettivamente più riuscite di altre. Le WRC+, per esempio, sono parecchio impegnative e divertentissime da guidare, e richiederanno riflessi ancora più attenti delle già velocissime WRC2. D’altro canto, però, troveremo anche alcune vetture storiche forse troppo facili da guidare rispetto a quanto ci si aspetti. Auto come l’Audi Quattro Sport o le Lancia Stratos/037 sono effettivamente controllabilissime anche da un pilota con abilità abbastanza nella media se non scarse (perché guardate me? NdR).

Per spiegarci meglio, raramente siamo stati in situazioni di reale pericolo, e in generale siamo riusciti a mantenere tempi tutto sommato decenti rispetto alle WRC, dove invece i distacchi erano molto più ampi. Magari potrebbe essere semplice soggezione, o forse un feeling più sincero dell’auto, o ancora è tutto dettato dalle velocità molto più basse, però non abbiamo percepito di essere alla guida di qualcosa di indomabile. Manca quella sensazione di pericolo che si sente invece palpabile nei racconti di certe leggende del rally e che si può vedere anche nei vari onboard dell’epoca.

WRC 10 Recensione #7

Detto questo, WRC 10 offre un buon ventaglio di vetture, seppur con dei “ma”. Nel gioco troveremo tutte le vetture del Campionato Mondiale WRCcompreso di WRC+ del 2020 (Ford Fiesta WRC, Toyota Yaris WRC, Citroën C3 WRC e Hyundai i20 WRC), WRC2 (Skoda Fabia R5, Volkswagen Polo R5, Citroën C3 R5, Ford Fiesta R5 e Hyundai i20 R5) e JWRC, ossia la Ford Fiesta R2.

Troviamo anche vetture iconiche, come la già citata Lancia Stratos, la Fulvia, la Audi Quattro (inclusa nel preorder), le indomabili Peugeot 205 T16 e T16 Evo 2, due modelli di Lancia Delta Gr. A e anche la Subaru Impreza WRC del compianto Colin McRae. Mancano, purtroppo, vetture altrettanto importanti come la Subaru Impreza WRC del 2003, la Mini Cooper S, la FIAT 131 Abarth o la Lancia Delta S4. Le vedremo in WRC 11? Chissà, fatto sta che crediamo sia doveroso segnalarvi l’assenza di tali icone.

WRC 10 Recensione #8

Andando sul discorso tecnico, il giudizio è purtroppo molto tiepido. Il comparto grafico del gioco è infatti discreto, ma nulla più. La modellazione dei circuiti a onor del vero è buona, così come quella delle auto, manca però della raffinatezza e della pulizia grafica vista altrove.

Ad aggravare il tutto è la scarsa, davvero scarsa ottimizzazione del gioco su PC. Il titolo presenta gravi fenomeni di stuttering, ciò indipendentemente dalla configurazione scelta. Che abbiate un i5 di quarta gen o un i9 di decima gen, il gioco avrà lo stesso identico problema. Questo sembra legato al refresh rate, che pare funzionare bene solo con multipli di 60. Il problema è che pure in questo caso il gioco sarà tutto tranne che stabile.

Buono anche il sonoro, capace di offrire campionamenti molto accurati e per nulla esagerati. Rispetto all’ottavo capitolo sono stati fatti passi in avanti abbastanza netti, e seppur non perfetto il risultato è di alto livello. Siamo rimasti sorpresi in particolare proprio dalla Audi Quattro e dalla fedeltà del suo rombo, praticamente identico al cinque cilindri montato nella realtà. Manca però quella “cattiveria” vista in DiRT Rally, soprattutto nella visuale esterna.

WRC 10 Recensione #9

Di buon livello è anche la risposta del copilota, sebbene in alcune tappe abbia leggermente sbagliato il timing, e quando si viaggia a 150Km/h su stradine sconnesse il risultato può essere…catastrofico. In ogni caso non preoccupatevi, il gioco ci verrà incontro fornendoci diversi livelli di tempismo con cui il copilota interverrà, permettendoci di trovarci sempre a nostro agio.

Sul copilota, però, c’è un aspetto di cui vale la pena parlare. Il gioco ha infatti problemi di compatibilità con gli Headset Logitech. Sulle nostre Logitech G633, infatti, era impossibile sentire le note del copilota. Queste ultime sono tornate solo una volta passati all’audio delle casse. Ci aspettiamo correzioni su questo aspetto il prima possibile, perché obiettivamente è un bug davvero strano, e sorprende che dopo due settimane dall’uscita sia ancora lì.

Oltre al fornito comparto single player, WRC 10 sa deliziare il giocatore con una componente multiplayer di livello, esattamente come WRC 9. Ritroviamo infatti le sfide online giornaliere e settimanali dove dovremo battere dei tempi imposti da Kylotonn a bordo di auto e piloti ufficiali. In queste sfide non guideremo solo le WRC ma anche le categorie inferiori, così come le vetture classiche. Torneranno anche i Club, dove potremo organizzare veri e propri campionati personalizzabili in ogni aspetto, compresi i regolamenti. Infine, è presente nuovamente la modalità Copilota.

WRC 10 Recensione #10

In conclusione, WRC 10 è un capitolo davvero solido. Oggettivamente parlando, il gioco non ha grossi difetti, e quei difetti sono legati più a problemi di budget che altro. Senza dubbio è il WRC migliore che possiate trovare. Il quesito da porsi però è: vale la pena comprare WRC 10 se già si possiede il 9?

Se siete bramosi di assaporare i nuovi contenuti il gioco può valere sicuramente la candela, ma non aspettatevi, però, il salto in avanti che c’è stato l’anno scorso. WRC 10 è un WRC 9 con la modalità 50° Anniversario e un po’ di contenuti in più. Il titolo è buono insomma, ma è troppo uguale al predecessore. Manca quel passo in avanti che tanto avevamo detto di voler vedere nella recensione del nono capitolo, e ciò ci rammarica un po’. Su PC, poi, la situazione è davvero un mezzo disastro, tra bug assurdi legati a periferiche (tra l’altro famose), e uno stuttering opprimente. Il Team dovrà lavorare non poco per sistemare questa versione.

Tolti questi problemi, legati solo alla versione PC, ci viene da domandarci se tutti gli sforzi non siano stati concentrati su WRC 11, ultimo capitolo sotto le mani di Kylotonn. Arrivati a questo punto speriamo di sì, e siamo curiosi di vedere cosa sapranno confezionare la prossima volta. Ricordiamo che dal prossimo WRC avremo anche le nuove WRC ibride, dunque il comportamento della categoria regina cambierà. Speriamo, però, che questa non si riveli essere l’unica novità.