Xbox Series X e Series S: confermato l’arrivo di altre schede di espansione, oltre quella di Seagate.

Xbox Series X
Banner Telegram Gametimers 2

La scheda di espansione di memorizzazione di Xbox Series X e Series S non sarà prodotta solo da Seagate, è ufficiale. La conferma arriva direttamente da Jason Ronald, PM di Xbox, confermando dunque che, come , anche Xbox disporrà di una vasta scelta. Tale affermazione è stata poi condivisa anche da Aaron Greenberg, capo della divisione Marketing di Xbox, chiarendo ulteriormente la questione.

Infatti, Ronald afferma che presto arriveranno altre schede di espansione oltre a quella ufficiale vista da Seagate, e avranno dunque forme e tagli diversi. Sebbene non siano stati confermati quali, ci aspettiamo di vedere schede più economiche da soli 240GB, perfette per chi magari non ha grosse necessità, ma anche schede molto più costose capace di offrire anceh 2TB di spazio, volendo.

Purtroppo né Greenberg né Ronald hanno confermato il supporto alla Xbox Velocity Architecture con le schede di altri fornitori, come accade invece per Seagate, sebbene, almeno noi, lo diamo per scontato. In ogni caso, questa notizia non può che far felici tutti i giocatori Xbox, i quali possono tirare un sospiro di sollievo.

L’SSD esterno prodotto da Seagate, infatti, non è propriamente economico e dunque può risultare quasi proibitivo per alcuni acquirenti. Questi ultimi, però, ora potrebbero iniziare a guardare già verso altre opzioni, magari più economiche e non per forza meno prestanti, creando indirettamente una concorrenza sulle schede di espansione che male non farà. Chissà, magari vedremo addirittura l’SSD di Seagate scendere di prezzo.

E voi che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti. Intanto, sempre parlando di SSD, avete letto di come i fan di Xbox stuzzicano Sony per l’espansione di memoria non proprio alla portata di tutti vista su PS5? E, tornando alla potenza di Xbox Series X, avete saputo che Linneman, di Digital Foundry, ha confermato l’arrivo di un gioco in 8K/60FPS sull’ammiraglia Microsoft? Ne abbiamo parlato proprio qui.

Fonte: Aaron Greenberg