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La vecchia CD Projekt non esiste più: oltre 700 sviluppatori stanno già costruendo The Witcher 4 e Cyberpunk 2 insieme

Cover di Cyberpunk 2077 con protagonista in una Night City illuminata dai neon, simbolo della richiesta dei fan per un nuovo DLC.

Per buona parte della sua storia, CD PROJEKT RED ha funzionato come uno studio concentrato quasi completamente su un unico gigantesco videogioco alla volta. Prima The Witcher, poi The Witcher 2, quindi The Witcher 3 e infine Cyberpunk 2077. Produzioni enormi, costose e capaci di occupare centinaia di sviluppatori per anni prima che l’azienda potesse spostare seriamente il proprio peso sul progetto successivo. Quel modello, però, appartiene sempre più al passato.

La CD Projekt del 2026 sta diventando qualcosa di profondamente diverso. The Witcher 4 e Cyberpunk 2 vengono sviluppati contemporaneamente da team che, sommati, superano già le 700 persone, mentre altri gruppi lavorano su Project Sirius e sulla misteriosa nuova proprietà intellettuale Project Hadar. Non è soltanto una promessa per il futuro: i dati pubblicati dalla società mostrano che questa trasformazione è già in corso.

E forse è proprio questo il cambiamento più importante avvenuto dentro CD Projekt dopo Cyberpunk 2077.

The Witcher 4 resta il gigante: oltre 500 sviluppatori sono già al lavoro

Il centro dell’intera macchina produttiva rimane naturalmente The Witcher 4.

Secondo gli ultimi dati societari, 519 sviluppatori risultano assegnati al progetto, rendendolo di gran lunga la produzione più grande attualmente in lavorazione presso CD Projekt.

È un numero enorme, ma non particolarmente sorprendente considerando le ambizioni dichiarate per il nuovo capitolo. The Witcher 4 dovrà inaugurare una nuova fase della saga, utilizzare Unreal Engine 5 come base tecnologica e raccogliere un’eredità pesantissima dopo il successo raggiunto da The Witcher 3.

La differenza rispetto al passato è ciò che sta succedendo contemporaneamente dall’altra parte dell’azienda.

Perché mentre più di cinquecento persone costruiscono il futuro di The Witcher, CD Projekt non sta aspettando che Ciri abbia terminato la propria avventura prima di pensare seriamente a Cyberpunk.

Cyberpunk 2 è già partito.

E il suo team sta diventando sempre più grande.

Cyberpunk 2 ha già 184 sviluppatori: Night City non deve aspettare The Witcher 4

Il sequel di Cyberpunk 2077 conta attualmente 184 sviluppatori assegnati.

Sommando solamente i due progetti principali arriviamo quindi a 703 sviluppatori tra The Witcher 4 e Cyberpunk 2.

Ed è probabilmente il numero che meglio racconta la nuova CD Projekt.

Un tempo sarebbe stato naturale immaginare l’azienda concentrata quasi completamente sul nuovo The Witcher, con Cyberpunk 2 ancora relegato a un piccolo gruppo impegnato nella pre-produzione in attesa che il progetto principale liberasse centinaia di persone.

Oggi la strategia è diversa.

Cyberpunk 2 deve crescere mentre The Witcher 4 è ancora nel pieno della produzione.

Naturalmente questo non significa che i due videogiochi siano allo stesso punto dello sviluppo. The Witcher 4 rimane molto più avanti e dispone di un team quasi tre volte più grande. Ma avere già 184 persone dedicate al nuovo Cyberpunk dimostra quanto seriamente CD Projekt stia investendo sulla produzione parallela.

Night City, o qualunque luogo ci porterà il sequel, non dovrà necessariamente aspettare che The Witcher finisca il proprio turno.

CD Projekt si è stancata di poter raccontare una sola grande storia alla volta

Dietro questa trasformazione c’è anche una considerazione molto semplice: i videogiochi AAA richiedono ormai troppo tempo.

Un grande RPG moderno può occupare una parte significativa di uno studio per cinque, sei, sette anni o persino più. Continuare a sviluppare esclusivamente in maniera sequenziale significherebbe quindi riuscire a pubblicare pochissime grandi produzioni nell’arco di decenni.

Michał Nowakowski, joint-CEO di CD PROJEKT RED, ha spiegato proprio questo cambio di filosofia: l’ambizione è avere un’azienda capace di portare avanti due o tre grandi esperienze contemporaneamente, mantenendo però il livello qualitativo associato al nome dello studio.

Questo punto è fondamentale.

CD Projekt non sta dicendo di voler pubblicare tre AAA ogni anno.

Non vuole trasformare The Witcher e Cyberpunk in franchise annuali, né diventare una catena di montaggio nella quale ogni dodici mesi deve necessariamente arrivare un nuovo kolossal.

Vuole eliminare il collo di bottiglia che obbligava un progetto ad aspettare praticamente la conclusione dell’altro.

È una differenza enorme.

E non ci sono soltanto The Witcher e Cyberpunk

La nuova struttura diventa ancora più evidente osservando tutto ciò che si trova contemporaneamente in produzione.

Oltre ai 519 sviluppatori di The Witcher 4 e ai 184 di Cyberpunk 2, Project Sirius conta 84 sviluppatori, mentre Project Hadar ne conta attualmente 33.

Hadar è probabilmente il nome più interessante sul lungo periodo perché rappresenta qualcosa che CD Projekt non aveva mai fatto nella propria storia recente: una nuova proprietà intellettuale completamente originale, quindi non appartenente né all’universo di The Witcher né a quello di Cyberpunk.

Per anni l’identità dello studio è stata costruita sostanzialmente attorno a due grandi nomi.

Ora CD Projekt sta preparando il terzo.

Il team di Hadar rimane naturalmente molto più piccolo, suggerendo uno stadio produttivo precedente rispetto ai due colossi principali, ma la strategia è evidente: CD Projekt vuole arrivare ad avere più universi capaci di convivere invece di alternarsi ogni dieci anni.

Il passaggio a Unreal Engine 5 potrebbe essere uno dei pezzi fondamentali

Una trasformazione produttiva di queste dimensioni non dipende soltanto dall’assumere centinaia di persone.

Servono strumenti condivisi, pipeline efficienti e tecnologie che possano essere utilizzate contemporaneamente da più team.

Ed è qui che diventa particolarmente importante la decisione di abbandonare progressivamente REDengine per costruire le nuove produzioni attraverso Unreal Engine 5.

Con Cyberpunk 2077, CD Projekt doveva sviluppare contemporaneamente il videogioco e buona parte della tecnologia proprietaria necessaria a farlo funzionare. Significava mantenere internamente un motore gigantesco mentre centinaia di persone cercavano di completare uno dei progetti più ambiziosi dell’industria.

La collaborazione con Epic Games cambia parte di questo equilibrio.

Non significa premere un pulsante chiamato “Unreal Engine” e improvvisamente sviluppare videogiochi più velocemente. CD Projekt continua a modificare profondamente la tecnologia e a costruire strumenti specifici per le proprie esigenze.

Ma avere una base tecnologica condivisa può diventare estremamente importante quando più grandi team devono lavorare contemporaneamente.

E The Witcher 4 farà da apripista.

Anche The Witcher Remake dimostra come i progetti inizino a collegarsi tra loro

Abbiamo avuto un esempio perfetto proprio nelle ultime ore.

CD Projekt ha spiegato che The Witcher Remake dipende da alcune tecnologie sviluppate per The Witcher 4, motivo per cui il progetto di Fool’s Theory ha bisogno di più tempo.

Nel frattempo, Fool’s Theory sta contribuendo a Songs of the Past, la nuova espansione di The Witcher 3.

È un piccolo esempio di quello che potrebbe diventare il nuovo ecosistema produttivo della compagnia.

Un progetto sviluppa tecnologia utile a un altro.

Un team temporaneamente meno impegnato su una produzione può contribuire a un’altra.

Conoscenze, strumenti e soluzioni possono essere condivisi.

La CD Projekt che produceva un enorme videogioco e poi spostava buona parte dello studio sul successivo sta lasciando spazio a una rete di produzioni parallele che devono imparare a convivere.

Ma c’è anche un rischio enorme: diventare più grandi non significa automaticamente diventare migliori

Ed è probabilmente qui che arriverà la vera prova.

Gestire 500 sviluppatori su un progetto è difficile.

Gestirne centinaia su più AAA contemporaneamente lo è ancora di più.

Aumentano i director, i producer, i team, le comunicazioni interne, le dipendenze tecnologiche e il rischio che una produzione abbia improvvisamente bisogno di risorse inizialmente assegnate a un’altra.

La sfida di CD Projekt sarà quindi dimostrare che parallelizzare lo sviluppo non significhi diluire ciò che rende riconoscibili i suoi videogiochi.

The Witcher 3 e Cyberpunk 2077, al netto delle enormi differenze e dei problemi affrontati soprattutto dal secondo al lancio, sono giochi costruiti attorno a mondi estremamente dettagliati, narrativa, personaggi e quantità enormi di contenuti.

Produrne di più non servirà a nulla se il prezzo da pagare sarà renderli meno ambiziosi.

Ed è proprio per questo che CD Projekt insiste sul fatto di non voler “inondare” il mercato.

L’obiettivo non è quantità al posto della qualità.

È provare ad avere entrambe.

E i soldi, almeno per ora, permettono di provarci

CD Projekt può affrontare una trasformazione del genere anche perché il proprio catalogo continua a generare numeri impressionanti.

The Witcher 3 ha superato i 65 milioni di copie, mentre l’intera serie The Witcher ha oltrepassato quota 90 milioni. Cyberpunk 2077 ha invece superato i 40 milioni, con Phantom Liberty arrivata a circa 15 milioni.

Questo significa che i vecchi giochi continuano a finanziare quelli che ancora non esistono.

È una condizione privilegiata.

The Witcher 3 continua a vendere mentre CD Projekt costruisce The Witcher 4. Cyberpunk 2077 continua a generare ricavi mentre quasi duecento persone lavorano sul suo successore.

Ed è proprio questa solidità a permettere alla società di tentare un modello produttivo che richiede centinaia di milioni di investimento prima ancora che i nuovi giochi arrivino sul mercato.

La vera eredità di Cyberpunk 2077 potrebbe essere una CD Projekt completamente diversa

Quando si parla di Cyberpunk 2077 si torna inevitabilmente al suo lancio travagliato. Ma negli anni successivi CD Projekt non ha soltanto sistemato il gioco.

Ha modificato profondamente il modo in cui vuole costruire i videogiochi.

Nuovi studi, espansione internazionale, cambiamenti nella produzione, Unreal Engine, sviluppo multipiattaforma affrontato prima e adesso team capaci di portare avanti contemporaneamente The Witcher, Cyberpunk e una nuova proprietà intellettuale.

I numeri di oggi rendono questa trasformazione estremamente concreta.

519 persone su The Witcher 4.

184 su Cyberpunk 2.

703 sviluppatori soltanto sommando i due.

E altri team già impegnati su Sirius e Hadar.

Non sappiamo ancora se questa nuova struttura funzionerà. La risposta arriverà soltanto quando inizieremo effettivamente a giocare queste produzioni.

Ma una cosa possiamo già dirla.

La CD Projekt che doveva praticamente terminare un kolossal prima di poter costruire seriamente il successivo non è più quella di oggi.

Adesso Ciri può attraversare il Continente mentre, dall’altra parte dello studio, qualcuno sta già accendendo le insegne al neon del prossimo Cyberpunk.

E da qualche altra parte ancora, 33 sviluppatori stanno costruendo un universo che non conosciamo nemmeno.

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