
Quando The Witcher 3: Wild Hunt arrivò nel 2015 era già considerato uno dei giochi di ruolo più ambiziosi della sua generazione. Undici anni dopo, CD PROJEKT RED sembra però intenzionata a dimostrare che Geralt ha ancora parecchio da spremere dall’hardware moderno. Con The Witcher 3: Wild Hunt — Remastered, in arrivo il 29 settembre, il salto tecnico sarà particolarmente evidente su PS5 Pro, dove il gioco punterà a qualcosa che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato decisamente difficile da immaginare: Ray Tracing a 60 FPS oppure una modalità Performance capace di spingersi fino a circa 90 FPS.
Non stiamo quindi parlando soltanto di texture più definite, qualche effetto aggiuntivo e una nuova etichetta da mettere sulla copertina digitale. CD Projekt sta lavorando per sfruttare realmente la maggiore potenza della console Sony, eliminando soprattutto uno dei compromessi più evidenti dell’attuale versione next-gen: dover scegliere tra la fluidità dei 60 FPS e il Ray Tracing.
Su PS5 Pro il Ray Tracing finalmente non significa più 30 FPS
Probabilmente è questa la novità tecnicamente più importante dell’intero pacchetto.
Nell’attuale versione di The Witcher 3 su PS5, l’utilizzo della modalità Ray Tracing comporta un target di 30 FPS, mentre per raggiungere i 60 fotogrammi al secondo bisogna passare alla modalità Performance.
Con la Remastered, su PS5 Pro il Ray Tracing Mode punterà invece ai 60 FPS.
Significa sostanzialmente raddoppiare il frame rate mantenendo attivi gli effetti RT previsti dalla versione console. Per un RPG come The Witcher 3, nel quale combattimenti, esplorazione e movimento della telecamera occupano decine e decine di ore, passare da 30 a 60 FPS può cambiare radicalmente la percezione della fluidità.
E probabilmente sarà proprio questa la modalità preferita da molti possessori di PS5 Pro: non dover più scegliere così drasticamente tra qualità grafica e prestazioni.
C’è però una precisazione importante. CD Projekt non ha annunciato un set di effetti Ray Tracing esclusivi o qualitativamente superiori per PS5 Pro rispetto alla PS5 standard. Il grande vantaggio della Pro sarà soprattutto riuscire a far girare quella modalità al doppio del frame rate.
E non è affatto poco.
Se invece volete gli FPS, Geralt può arrivare fino a 90
Per chi mette la fluidità davanti a tutto, CD Projekt ha preparato una seconda opzione ancora più interessante.
La modalità Performance di PS5 Pro avrà un frame rate sbloccato che potrà raggiungere circa 90 FPS, sfruttando anche il VRR.
Qui la parola fondamentale è fino a.
Non stiamo parlando di 90 FPS bloccati in qualsiasi situazione. CD Projekt non ha dichiarato che Geralt attraverserà Novigrad mantenendo costantemente quel valore indipendentemente dalla complessità della scena. Il frame rate sarà sbloccato e potrà salire indicativamente fino a quella soglia, con il VRR incaricato di rendere più uniforme l’esperienza quando le prestazioni oscillano.
Per sfruttare pienamente questa modalità servirà naturalmente anche un televisore o monitor compatibile con 120 Hz e VRR.
Ma rimane un risultato curioso da osservare pensando alle origini del gioco: un RPG nato nel 2015 sta per tornare nel 2026 su console con la possibilità di avvicinarsi ai 90 fotogrammi al secondo.
PSSR sarà una delle armi di PS5 Pro
Dietro questi numeri troviamo naturalmente anche PlayStation Spectral Super Resolution, la tecnologia di ricostruzione dell’immagine utilizzata da PS5 Pro.
CD Projekt utilizzerà PSSR per ottenere un’immagine ad alta qualità senza costringere necessariamente la GPU a renderizzare ogni singolo pixel alla risoluzione finale. Le risorse risparmiate possono così essere utilizzate per aumentare frame rate e complessità grafica.
È una strategia ormai fondamentale nel rendering moderno.
DLSS su PC, FSR e PSSR seguono filosofie differenti ma condividono un obiettivo generale: ottenere un’immagine finale più vicina possibile alle alte risoluzioni lasciando più margine alla GPU.
CD Projekt non ha però specificato pubblicamente una particolare revisione di PSSR per The Witcher 3 Remastered, quindi eviteremmo per ora di attribuire al gioco versioni specifiche della tecnologia non confermate.
PS5 standard rimane a 30 FPS con Ray Tracing
Il confronto rende immediatamente evidente il vantaggio della console Pro.
Su PS5 standard, la configurazione prevista rimane molto più vicina a quella che già conosciamo: 30 FPS utilizzando il Ray Tracing e target di 60 FPS privilegiando le prestazioni.
PS5 Pro porta quindi la scelta su un livello differente.
Vuoi il Ray Tracing?
60 FPS.
Vuoi privilegiare completamente la fluidità?
Frame rate sbloccato, VRR e possibilità di salire fino a circa 90 FPS.
È probabilmente uno degli esempi più semplici per spiegare cosa dovrebbe offrire una console “Pro”: non necessariamente effetti completamente differenti, ma meno compromessi tra ciò che già esiste.
Ma se volete vedere The Witcher 3 senza compromessi, il PC rimane davanti
PS5 Pro farà un salto considerevole, ma CD Projekt non sta trasformando la console in un PC di fascia estrema.
La distinzione più importante riguarda il Path Tracing.
Su PC la Remastered potrà spingersi ulteriormente attraverso tecnologie grafiche avanzate, compresi Path Tracing e Ray Reconstruction, mentre sulle console rimarrà una soluzione Ray Tracing più tradizionale.
Ed è giusto distinguere chiaramente le due cose.
Il Ray Tracing utilizza raggi selezionati per migliorare determinati elementi della scena. Il Path Tracing prova invece a simulare l’illuminazione in maniera molto più estesa e fisicamente coerente, pagando naturalmente un costo computazionale enormemente superiore.
PS5 Pro punta quindi a un compromesso molto interessante: non raggiungere necessariamente il massimo assoluto della versione PC, ma offrire Ray Tracing e 60 FPS nello stesso preset.
E la Remastered non sarà soltanto una questione di grafica
Il lavoro di CD Projekt va inoltre oltre risoluzione e frame rate.
La nuova versione introdurrà una serie di miglioramenti al gameplay e alla qualità generale dell’esperienza, alcuni dei quali renderanno persino superflue determinate modifiche utilizzate per anni dalla community PC.
Funzioni legate alla gestione del peso dell’inventario, alla durabilità e alla raccolta automatica del bottino verranno integrate direttamente nell’esperienza.
Ma soprattutto arriverà una novità particolarmente importante per chi gioca su console: il supporto alle mod attraverso mod.io.
Naturalmente non dobbiamo aspettarci la stessa libertà disponibile su PC. Le piattaforme console mantengono limitazioni tecniche e regole specifiche su ciò che può essere modificato.
Ma l’apertura alle mod rappresenta comunque un cambiamento enorme per un gioco che ha costruito sul PC una community di modder attiva per oltre un decennio.
Modifiche estetiche dedicate a Geralt, interventi su alcuni elementi dell’esperienza e persino variazioni legate al Gwent potranno quindi contribuire a dare nuova vita a un titolo che, teoricamente, dovremmo conoscere ormai a memoria.
Undici anni dopo, stiamo ancora facendo benchmark su The Witcher 3
Ed è forse questa la parte più assurda dell’intera storia.
The Witcher 3 è uscito nel 2015.
Da allora lo abbiamo visto su PC, PS4, Xbox One, Nintendo Switch, PS5 e XBOX Series X|S. Abbiamo ricevuto aggiornamenti, espansioni, patch next-gen, mod grafiche e praticamente qualsiasi possibile evoluzione tecnologica.
E nel 2026 siamo ancora qui a parlare di quanto riusciremo a spingere Novigrad.
Soltanto che questa volta abbiamo Ray Tracing, PSSR, VRR, frame rate sbloccati e prestazioni che possono avvicinarsi ai 90 FPS su una console.
Probabilmente dice molto sia sulla longevità dell’opera di CD Projekt sia su quanto velocemente sia cambiato il rendering videoludico nell’arco di appena undici anni.
Il 29 settembre Geralt torna ancora una volta, e per chi possiede il gioco non bisognerà ricomprarlo
The Witcher 3: Wild Hunt — Remastered arriverà il 29 settembre 2026, con l’upgrade previsto gratuitamente per gli attuali possessori sulle piattaforme idonee.
Ed è un particolare che rende l’intera operazione ancora più interessante.
Chi possiede già il gioco non dovrà acquistare nuovamente The Witcher 3 soltanto per scoprire quanto lontano possa essere spinta questa nuova versione. CD Projekt monetizzerà invece il nuovo contenuto rappresentato da Songs of the Past, mentre la Remastered servirà anche a modernizzare le fondamenta del gioco.
Su PS5 Pro il risultato promette già di essere particolarmente interessante.
60 FPS con Ray Tracing oppure fino a circa 90 FPS privilegiando le prestazioni.
Undici anni fa Geralt cavalcava Rutilia attraverso Velen su una PS4 che cercava di mantenere i 30 FPS.
Nel 2026 possiamo discutere se preferirlo a 60 FPS con Ray Tracing o vicino ai 90 FPS con VRR.
Forse il vero mostro che Geralt non è ancora riuscito a uccidere è semplicemente l’invecchiamento di The Witcher 3.










