DAZN si difende, prezzi giustificati. La qualità dello streaming? Dipende da cliente a cliente

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Sono piovute diverse critiche nei confronti di DAZN. La piattaforma ha di recente deciso di rivedere i prezzi dei suoi abbonamenti. A partire dalla stagione calcistica 2022/2023 cambiano alcune regole. Da settembre saranno disponibili due diverse fasce di abbonamento. Una a 29,99€ ed una ‘Premium da 39,99€. Entrambe permetteranno lo streaming simultaneo su due dispositivi ma, nel primo caso, entrambi dovranno essere connessi alla stessa rete nello stesso momento per funzionare correttamente. Nel secondo, invece, si potrà accedere ad un massimo di due dispositivi – a fronte di sei totali registrabili – che potranno funzionare in maniera indipendente.

Il nuovo set di regole, aveva spiegato DAZN, è una misura necessaria a contrastare il fenomeno della condivisione delle credenziali. Il problema, lo saprete, ha coinvolto altre piattaforme come Netflix. DAZN, dunque, anche a fronte delle numerose critiche piovute dopo la pubblicazione della notizia, insiste su questa linea. La piattaforma, sin dal suo arrivo in Italia, ha inoltre dovuto fare i conti con altre critiche che riguardavano invece la qualità delle trasmesse. A tal proposito è giunta risposta da parte di un dirigente.

Mario Mella, Technology Director di DAZN Italia, è intervenuto nel corso del Europeo Digitale di Lucca. Secondo Mella, parte del problema sulla qualità dello streaming è da imputare al cliente stesso. Il dirigente ha infatti sottolineato lo sforzo della piattaforma compiuto negli ultimi anni che, adesso, permette di trasmettere circa 380 partite in diretta più un cospicuo numero di contenuti prodotti in studio.

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“Parliamo di eventi live, con volumi di traffico rilevanti e con la necessità di contenere i ritardi. La copertura broadband in Italia è buona (sia nella parte mobile sia in quella fissa), ma c’è un elemento che va tenuto in considerazione: la qualità dei dispositivi. È importante perché il cliente a volte non sa di avere un dispositivo in cui l’app non è aggiornata o il device è vecchio, e magari questa cosa impatta con il servizio. La qualità del servizio dipende molto anche dal cliente, dalla rete a cui si connette e dai vari comportamenti che mette in atto. Quest’anno abbiamo avuto grandi miglioramenti nella qualità di trasmissioneha spiegato Mella durante l’evento.

Intanto, sui social, proseguono le proteste. Quale sarà il risultato di questa bagarre estiva lo scopriremo solo a settembre quando il campionato di Serie A Tim avrà il via. Solo allora scopriremo se le nuove strategie della piattaforma si saranno tradotte in un aumento o una diminuzione del numero di abbonati totali. L’Italia, al momento, è al top per numero di download illegali e pirateria. Le nuove regole per contrastare le IPTV possono condurre a multe fino a mezzo milione di euro. Di recente, la Guardia di Finanza ha smantellato un sito che proponeva illegalmente contenuti streaming come partite di calcio.

Fonte: CalcioeFinanza.it