IPTV: il 40% degli italiani pirata film o partite. I risultati choc di una ricerca!

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Nei giorni scorsi è stata pubblicata la ricerca condotta da Ipsos per conto di FAPAV (Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali). Obiettivo dell’indagine, approfondire l’impatto di pirateria e IPTV sull’economia italiana. I risultati dipingono un’ con la benda sull’occhio e il Jolly Roger issato sul cassero di poppa.

Al momento, sul totale di fruitori di contenuti in streaming, il 43% ci si approccia attraverso canali illegali. In altri termini, su dieci utenti, quattro ricorrono a canali illeciti per accedere a film, partite di calcio e Serie TV. Secondo Ipsos si tratta di un dato in aumento rispetto al passato. Paradossalmente, però, alcuni dei dati registrati sembrano in controtendenza rispetto all’aumento dei furbetti. In giro ce ne sono di più ma agiscono più di rado. In totale, sostiene Ipsos, sono stati 315 milioni i casi di pirateria registrati nel corso del 2021. Si tratta del 24% in meno rispetto al 2019.

Rispetto al 2016, addirittura, il dato del 2021 è dimezzato. Su questo punto va considerato come nel 2016, in non fossero ancora presenti diversi servizi. Netflix era stato inaugurato da noi solo sul finire del 2015 e con ben pochi contenuti, Amazon Prime Video sarebbe arrivato solo l’anno successivo. Disney Plus non è arrivato prima del 2020 e molti servizi, presenti negli USA, da noi semplicemente non ci sono ancora. A questo moltiplicarsi di piattaforme vanno affiancati i sempre maggiori controlli e le regole più stringenti delle varie piattaforme legit che tentano di contrastare il fenomeno della condivisione password, ad esempio.

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IPTV: fenomeno in forte crescita

I dati raccolti da Ipsos sono molto dettagliati. Si stima che siano i contenuti cinematografici quelli trasmessi più spesso dalle piattaforme illegali. Almeno il 29% del totale dei casi è riconducibile alla trasmissione di un lungometraggio. Serie e Fiction rappresentano il 24% del fenomeno, documentari e contenuti generici si attestano al 21%. In forte crescita gli eventi sportivi come partite di calcio: dal 10% del 2019 si passa al 15% del 2021.

Al momento le IPTV sono lo strumento preferito dai pirati. Sono circa 11,7 milioni gli utenti stimati di cui 2,3 milioni gli abbonati regolari a piattaforme illegali. Insomma, i casi di pirateria sono da ascrivere per il 23% delle volte all’uso del ‘pezzotto’. Quasi due volte e mezzo in più rispetto al 2019 quando ci si fermava al solo 10%. In calo – ma ancora molto presente – il fenomeno peer-to-peer e download tramite torrent.

La ricerca ha voluto indagare anche il fenomeno delle condivisioni delle password di abbonamenti leciti: il 41% di coloro che ricorrono a questa tecnica afferma di non sentirsi autore di atti di pirateria. Quest’ultimo fenomeno è diffusissimo tra gli abbonati a servizi di streaming di film e piattaforme dedicate allo sport come DAZN.

Un fenomeno che non riguarda solo gli adulti. Tra i giovani compresi tra i 10 ed i 14 anni la tendenza è la stessa: circa la metà degli intervistati ha ricorso a mezzi illeciti pur di vedere alcuni contenuti online.

Pirateria: un giro d’affari enorme. Le IPTV costano miliardi alle casse del paese

Fino ad ora Ipsos ci ha parlato di utenti. Ma quando si tratta di fenomeni del genere è necessario comprendere il loro impatto sull’economia. Pur non disponendo di numeri ufficiali e definitivi sul giro d’affari, attraverso i danni stimati in termini di fatturato delle aziende e di indotto per le casse statali è facile intuire si tratti di un fenomeno enorme.

Partiamo dal fatturato totale: ogni anno in tutto il paese, a causa di questo fenomeno non vengono registrati ben 1,7 miliardi di euro. Un fenomeno che incide anche sul PIL per 716 milioni. Si tratta di un danno diretto anche per le casse dello Stato. Si calcola che l’Italia perda 319 milioni di euro di gettito a causa della pirateria. Quasi 320 milioni di euro di imposte che potrebbero essere impiegati in opere pubbliche o comunque essere disponibili per il paese.

Se pensate che la cosa si fermi qui, la risposta è no. Lì fuori ci sono quasi 10.000 posti di lavoro a rischio: 9400 secondo Ipsos. Il danno in termini di fatturato per le aziende si avvicina al miliardo di euro totale tra film, serie TV (673 milioni di euro di ricavato perso) ed eventi sportivi (267 milioni di euro persi).

Il fenomeno della pirateria in Italia era già stato indagato nel corso di un’altra ricerca che aveva restituito risultati simili piazzando il nostro paese tra quelli che maggiormente ricorrono a pratiche scorrette per fruire di film e serie tv. Le IPTV sono ben note alle forze dell’ordine. L’ultima operazione della Guardia di Finanza può aver messo nei guai diversi utenti di questi servizi illegali. Si rischiano multe fino a mezzo milione di euro.

Fonte: Ipsos