Microtransazioni: un giovane su 10 ruba o si indebita per pagarle secondo uno studio inglese

Microtransazioni

Le microtransazioni nei giochi non sono ben viste da molti gamer, ma non vi è dubbio che siano una fetta importante dei guadagni di sviluppatori e publisher.

Ad esserne particolarmente infarciti sono i titoli Free-To-Play. In alcuni casi si tratta solo di skin e oggetti cosmetici, in altri casi soprattutto sui giochi mobile, si arriva al punto che diventano un vero e proprio ‘Pay To Win‘.

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Negli scorsi mesi, soprattutto nel corso del 2019 si è discusso tantissimo sul fenomeno anche a livello politico. La vicenda è venuta alla ribalta con il caso di Star Wars Battlefront 2 e di altri giochi infarciti di loot box, che ha spinto i publisher in molti casi ad adottare un approccio più etico.

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Un recente studio della Gaming Health Alliance e pubblicato dall’inglese Royal Society for Public Health svela come un giovane su 10 si è indebitato per pagare le microtransazioni presenti nei giochi.

Dallo studio si evince che nel 22% dei casi in cui un gioco contiene la possibilità di fare acquisti con valuta reale, i giocatori hanno speso in media almeno 100 sterline nello shop del gioco. E per fare ciò ricorrono anche a mezzucci non propriamente corretti.

Difatti nel 15% dei casi analizzati i soldi sono stati letteralmente ‘rubati‘ ai propri genitori, senza permesso. Mentre solo nell’11% dei casi avevano il permesso dei genitori a utilizzare la carta di credito.

Lo studio svela anche che nel 9% dei casi analizzati i soldi sono stati presi in prestito, ma consapevoli che non avrebbero potuto ripagare il debito contratto. E in tre casi sono stati gli stessi genitori a indebitarsi per pagare il debito, addirittura ipotecando la propria casa!

La Gaming Health Alliance però è voluta andare più a fondo nella vicenda cercando di comprendere maggiormente il fenomeno delle loot box.

Molti dei ragazzi che sono stati intervistati hanno dichiarato che le microtransazioni rovinano l’esperienza di gioco. In particolar modo perchè sono considerati dei sistemi ‘Pay To Win, e senza grossi investimenti nelle loot box è impossibile competere adeguatamente con gli altri giocatori.

A corredo di ciò, in molti ritengono che le possibilità di vincere il premio ambito sono talmente scarse da generare un senso di frustrazione, se non addirittura di ritenersi truffati.

Ma in particolar modo rendono chiaro il fatto che tutte le caratteristiche che girano attorno alle loot box, così il loro scopo nel gioco, generano un senso di dipendenza nei giocatori.

Fonte: Royal Society for Public Health