Princess Peach: Showtime. Stavolta la damigella salva tutti! Recensione – Nintendo Switch

Esattamente come Super Princess Peach per Nintendo DS del 2005, è la testa coronata del regno dei funghi a fare il lavoro sporco.

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Sono trascorsi quasi 20 anni dall’ultima volta che l’erede al trono del Mushroom’s Kingdom è riuscita a ritagliarsi uno spazio da protagonista. Con Princess Peach: Showtime l’esperimento si ripete: sarà l’eroina di rosa vestita a salvare la situazione. Dopo l’anteprima curata dal nostro Fabio Devoti (trovate il link qui), siamo pronti a darvi la nostra recensione completa di Princess Peach: Showtime

“Protagonista” è la parola giusta in tutti i sensi

Se avete letto la nostra anteprima o seguito la campagna marketing del gioco – che è pur vero esser stata piuttosto limitata – avrete già una vaga idea di quali siano le premesse narrative. Peach e Toad sono pronti a passare una piacevole serata al Teatro Splendente. L’atmosfera di festa che si respira nel foyer viene presto interrotta dall’irruzione di Uva Spina e dai suoi sgherri (La compagnia dei mostri), intenzionati a impadronirsi del teatro e cacciare dal proscenio gli Splendì che lo animano. Per riuscirci, la malvagia ha catturato i vari Splendi protagonisti di ogni spettacolo.

Da qui in poi sarà compito nostro far sì che il piano di Uva Spina vada alle ortiche salendo sul palco noi in prima persona. Per farlo, potremo contare sull’aiuto di Stella, che ci accompagnerà nel nostro viaggio permettendoci di usare il Potere dello Splendi, l’unico in grado di funzionare contro gli sgherri di Uva Spina e di rimettere a posto il caos che questa ha generato.

Tanti personaggi, tantissimi poteri, un solo ruolo principale

Il funzionamento di Princess Peach: Showtime non è molto diverso da altri esponenti del genere platform 3D da una trentina d’anni a oggi. Ogni piano del teatro funge da Warp Room a cui sono collegate quattro porte che conducono ad altrettanti livelli. Questi ultimi sono presentati come pièce teatrale a cui corrisponde un diverso protagonista: uno degli Splendì catturati da Uva Spina. È possibile riconoscere il protagonista di ogni spettacolo dall’icona riportata sulla porta.

Il gioco non ci richiede qui un particolare ordine nell’affrontare i livelli, ma si limita a imporci una liberazione progressiva dei piani che avviene solo una volta sconfitto il boss di ogni floor. Ovviamente è necessario aver completato tutti gli scenari di quel particolare piano prima di poter accedere allo stage col boss che, sconfitto, ci dà accesso al piano successivo.

In totale sono 10 i ruoli che ci ritroveremo a vestire. In ordine sparso: spadaccina, pasticciera, ninja, maestra di Kung Fu, cowgirl, supereroina, detective, ladra, sirena e pattinatrice. Ogni qualvolta accederemo a uno dei livelli assumeremo i poteri specifici di ognuno di questi personaggi (come detto, uno degli splendi da liberare).

A proposito di boss

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L’accesso agli stage dei boss è permesso previa il ‘pegno’ dei Cristalli Splendenti (delle stelline turchesi) presenti in quantità variabile in ognuno dei livelli. Fornire questi cristalli a Stella le permetterà di aprire la porta per noi. Come detto, ogni livello presenta una quantità variabile di questi cristalli (fino a dieci a stage). Alcuni risultano ben nascosti dietro alcuni elementi dello scenario o in zone del livello che abbiamo dimenticato di esplorare (una strizzatina d’occhio al genere metroidvania, ma senza esagerare).

Altri, invece, ci verranno presentati frammentati: bisognerà raccogliere gli 8 pezzi che li costituiscono per avere un cristallo intero. Non temete, si trovano solitamente molto vicini. Infine, l’ottenimento di alcuni cristalli è legato direttamente alle performance di una determinata prova (accade con la pasticciera) o combattimento (lo abbiamo notato con la ninja). In ogni caso, quelli strettamente necessari a proseguire sono posizionati in modo da essere virtualmente impossibili da mancare.

E a proposito di collezionabili

Esattamente come per i cristalli, nel procedere dei livelli potrete incrociare anche un personaggio che sbloccherà dei fiocchi, ovvero personalizzazioni cosmetiche che troveremo poi nello shop al pianterreno a teatro. Sono disponibili personalizzazioni sia per Peach che per Stella. Tali personalizzazioni sono del tutto opzionali e possono essere acquistate spendendo le monete che si raccolgono abbondanti nei vari livelli.

Combattere, investigare, volteggiare… in Princess Peach: Showtime c’è di tutto

Non è necessario scendere nel dettaglio per ognuno dei ruoli che Peach può interpretare. Colpisce – ma non stupisce – come ognuno dei livelli e dei nemici sia stato costruito con cura attorno alle possibilità e ai poteri specifici di ognuno dei personaggi. Il potere dello splendore, abbinato allo spirito degli Splendi associati a un determinato scenario, permette a Peach di affrontare le avversità in scioltezza.

Ad esempio: nei livelli dedicati a Peach Pasticciera non avremo bisogno di combattere direttamente i nostri avversari, ma ci ritroveremo a cimentarci in sfide di ‘precisione’ e velocità. Dei veri e propri ‘bake-off’ durante i quali decorare il più precisamente possibile delle torte o mescolare velocemente l’impasto dei biscotti facendo attenzione ad azzeccare il ‘tempo di preparazione’ onde evitare di cucinarne troppo pochi o di bruciare l’intero preparato.

Di contro, Peach Ninja è in grado di aggirare diversi avversari grazie alle sue abilità stealth per poi sbarazzarsene in sicurezza. Quando vestiremo i panni da Detective, i nostri poteri saranno legati ovviamente alle indagini. Interagendo con personaggi ed elementi dello scenario potremo sbloccare indizi e attraverso i nostri “colpi d’intuito”, potremo smascherare i cattivi o svelare il mistero che ci si para davanti: ora un semplicissimo puzzle, ora la scelta dell’opzione corretta.

Ci sono poi personaggi decisamente più votati al combattimento e al gesto atletico: è il caso della maestra di Kung Fu, della supereroina e della spadaccina (che abbiamo scelto come copertina). Lungi dall’essere un continuo spam del tasto B, il combattimento contro determinate classi di nemici prevede anche il giusto tempismo (ma anche i bake-off funzionano così). Nel caso della maestra di Kung Fu si genera un counter che spezza le difese avversarie, con la spadaccina invece avremo una schivata che ci permette di colpire il nemico oramai sbilanciato. Insomma, le possibilità sono immense.

A proposito. Certo, anche noi potremo essere colpiti, o mancare una piattaforma e cadere nel vuoto dopo un salto. Avremo a disposizione un totale di 5 possibilità indicate sotto forma di cuori. Naturalmente all’interno dei livelli sono presenti dei cuori aggiuntivi che rimpolperanno la nostra scorta (comunque fino a 5 massimi). Potremo rendere la nostra vita più facile grazie all’aiuto di un personaggio presente nel teatro che ci offrirà in prestito uno slot da 3 cuori extra. Potremo restituirlo in qualsiasi momento per aumentare il livello di sfida.

Perdere tutti i cuori in uno stage non rappresenta un vero Game Over: pagando una minima somma di monete potremo ripartire dal checkpoint più vicino. Dato che le monete raccolte nel livello vengono conteggiate a parte fino allo ‘stage clear’ però, è possibile che dopo un tot di tentativi queste si esauriscano. A noi è capitato durante una bossfight e il gioco ci ha chiesto se volessimo concludere automaticamente la sfida. For review sake, abbiamo fatto la prova e… niente, il boss risulta come sconfitto normalmente.

Tanti pregi, quasi nessuna sbavatura. In conclusione

Princess Peach: Showtime si presenta come un platform 3D ricco di elementi presi in prestito da diversi generi. Elementi che, opportunamente edulcorati, si amalgamano al funzionamento generale del titolo. Come già spiegato più sopra, nel momento in cui la Principessa smette gli abiti regali per indossare i costumi di scena adeguati al livello da affrontare, anche i suoi poteri e le sue abilità cambiano. Il design dei livelli è costruito attorno a tali abilità. Non si rischia mai di restare incastrati, né ci si trova mai di fronte a ostacoli insormontabili.

Questo significa però anche che il gioco è nel complesso abbastanza semplice e calibrato sul possibile pubblico cui è destinato. Il target di Princess Peach: Showtime è costituito, verosimilmente, da videogiocatori e videogiocatrici esordienti ma non necessariamente alle primissime armi. Rispondere efficacemente alle mosse di boss e miniboss richiederà sempre un buon tempismo, ma i loro movimenti restano leggibili e nei casi in cui ci si trovi di fronte alla necessità di un contrattacco, la finestra per effettuarlo resta piuttosto ampia.

Certo, se siete giocatori che cercano un livello di sfida molto alto, questo non è il titolo che fa per voi. Chi invece, pur forte dell’esperienza, è alla ricerca di una sfida coinvolgente ma non stressante potrebbe dare una chance al gioco Nintendo.

Se proprio volessimo trovare un difetto alla nostra esperienza con Princess Peach: Showtime, potremmo menzionare alcuni momenti di rallentamento. Non ci sentiamo comunque di imputare questo difetto al solo software. Bisogna tener conto del fatto che abbiamo utilizzato una Nintendo Switch Lite per la nostra prova e questo potrebbe avere inciso sulle performance generali.

Un ultimo pensiero. Princess Peach: Showtime, un messaggio rivolto soprattutto alle giocatrici alle prime armi?

Nel corso della nostra esperienza ci è piaciuto immaginare Princess Peach: Showtime come un messaggio rivolto a tutte le videogiocatrici più giovani. Un messaggio che dica, in maniera gentile e sottile: “puoi fare tutto ed essere protagonista”. Il setting teatrale, il gran numero di trasformazioni, ma anche l’assenza di Mario, Luigi e Bowser (i personaggi più riconoscibili dell’immaginario Nintendo), permettono a Peach di risaltare e non dividere la scena con nessuno se non con una antagonista principale che – peraltro – fa la sua apparizione solo sporadicamente. Una chiave di lettura frutto solo dei nostri voli pindarici? Non lo escludiamo affatto, ma desideriamo tenercela così.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8.5
princess-peach-showtime-stavolta-la-damigella-salva-tutti-recensione-nintendo-switchSemplice ma efficace, la formula Nintendo risulta sempre vincente. Così, il platform action che mette finalmente Peach nei panni di protagonista indiscussa diventa un intrattenimento per tutte le età e, volendo fare uno sforzo immaginativo, in particolare un messaggio per l'audience più giovane a cui è con tutta evidenza rivolto.