Silent Hill: il creatore sta collaborando segretamente con un famoso sviluppatore giapponese. E già si pensa a Kojima

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A dicembre, Keiichiro Toyama, creatore della saga Silent Hill, ha annunciato le sue dimissioni da Japan Studio per fondare la propria house, Bokeh Game Studio. Moltissimi suoi ex colleghi lo hanno voluto seguire, compreso Junya Okura, lead designer di Gravity Rush, e Kazunobu Sato, lead designer di Puppeteer.

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In una intervista sul canale arabo Al Hub, al creatore di Silent Hill è stato chiesto se fosse disponibile a rivelare qualche notizia inedita su i suoi progetti futuri e ha risposto: “Siamo ovviamente ancora agli inizi, quindi non c’è molto che possiamo effettivamente dire, ma stiamo cercando di creare un’esperienza che possa essere ampiamente apprezzata da una vasta gamma di persone” e ha aggiunto “Quindi, ad esempio, vogliamo che il nostro gioco abbia un’ambientazione in una città asiatica”.

Evidentemente, Toyama ha voluto prima non creare aspettative ma alla fine ha sganciato la bomba “Una cosa che possiamo dire è che stiamo lavorando sodo in questo momento per collaborare con un famoso creator in Giappone

Quest’ultima frase ha scatenato una ridda infinita di speculazioni in merito. Ad esempio, l’anno scorso, una quantità incredibile di voci si sono concentrate su Konami e sulla possibilità che fosse in procinto di annunciare un nuovo capitolo della serie horror Silent Hill. Moltissime testate hanno riferito che un importante sviluppatore giapponese sta attualmente lavorando ad un ritorno della mitica saga. Lo stesso Akira Yamaoka, il compositore di Silent Hill, ha scherzato sul fatto che stava lavorando su un progetto che è “quello di cui speravi di sentire”.

Sul canale YouTube di Bokeh Game Studio, Toyama ha spiegato le ragioni dal divorzio con Sony e ha discusso delle sue idee alla del suo prossimo gioco: “I giochi sono diventati sempre più grandi negli ultimi anni. Il pubblico è diventato più ampio, soprattutto per aziende come Sony. Tuttavia invece di raggiungere il pubblico più vasto possibile, i miei giochi scelgono il loro pubblico in un certo modo. Alla fine sono fiducioso che lascino una traccia. Aspiro a creare IP che i fan possano apprezzare 10, 20 anni dopo il loro rilascio. Dato che voglio continuare a raggiungere questo obiettivo nelle giuste condizioni, ho sentito che era una necessità avere il mio studio”.

Fonte: VGC.