The Last of Us Part 2: Naughty Dog si è ispirata a Bloodborne e God of War per creare il Rat King.

The Last of Us Part 2 Ratking
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Gli infetti di The Last of Us sono terrificanti, si sa, e se già nel primo abbiamo dovuto fronteggiare orrende creature, con The Last of Us Part 2 Naughty Dog ha dato il meglio di se. Tra il nuovo modo di gestire gli Stalker, molto più inquietanti che mai, e i terrificanti Shambler, i giocatori hanno dovuto vender cara la pelle per sopravvivere.

ALLERTA SPOILER: NON PROSEGUITE SE NON AVETE FINITO IL GIOCO

Ma c’è un nemico, in particolare, che è destinato a rimanere nei ricordi dei giocatori che hanno visitato Seattle. Parliamo, ovviamente, del Rat King: un enorme infetto che, a conti fatti, è la combinazione di più infetti. Egli è infatti composto da un Bloater, diversi Clicker e diversi Stalker, tutti uniti tra loro grazie al fungo Cordyceps.

E proprio riguardo il Rat King, si è espresso Kurt Margenau, co-game director di The Last of Us Part 2. In un’intervista di GamesRadar, Margenau ha infatti rivelato di essersi ispirato a diverse opere, passando dal cinema al videogioco. Ad esempio, per l’aspetto grottesco dell’infetto, ha preso ispirazione da Zygote, uno sci-fi horror del 2017.

Riferendosi a Zygote, Margenau afferma: Una volta visto questo corto, non potrete non notare le somiglianze”. Il game director ha poi parlato anche di Inside, titolo sviluppato da Playdead e che ha influenzato, in egual misura, le fattezze del Rat King.

“Inside è un altro, il modo in cui le braccia del mostro tocchino un sacco di cose è semplicemente spaventoso. Dunque, consapevoli di ciò, abbiamo tentato di far nostra l’idea e di ritoccarla quel tanto che bastava per farlo sembrare reale”, afferma Margenau.

L’ispirazione a God of War.

Ma queste due opere non sono state le uniche fonti di ispirazione per Naughty Dog. I ‘cagnacci’ hanno infatti preso appunti anche nel vivaio di first party Sony, guardando in particolare God of War e Bloodborne. Come sanno i giocatori di The Last of Us Part 2, infatti, l’incontro con il Rat King è uno scontro che si svolge in tre fasi.

Nella prima fase, la più semplice, dobbiamo infatti affrontare l’imponente massa di infetti e ci limitiamo ad affrontare la sola componente “Bloater. Una volta inflitti i danni necessari, inizia la fase due dello scontro, dove una versione speciale di Stalker si stacca dal corpo del Bloater e agisce da se. Su questo punto, è intervenuto un altro co-game director, Anthony Newman.

Newman ha infatti confermato che l’ispirazione di questo scontro è venuta dallo scontro di Kratos contro i due figli di Thor: Magni e Modi; nell’ultimo God of War. In questo scontro, infatti, come afferma anche Newman, “ci troviamo davanti a due nemici complementari – uno, più rapido, con un’arma veloce e uno, più grande, con un’arma più lenta”. Insomma, qui le analogie con la boss-fight del capolavoro Naughty Dog sono decisamente evidenti.

Bloodborne: ecco come fare un nemico piccolo ma letale

Per la terza parte, infine, l’ispirazione viene niente di meno che da Bloodborne. Nel capolavoro From Software, infatti, i giocatori si trovano a fronteggiare Eileen, il quale nonostante abbia la stessa stazza del giocatore risulta essere uno dei boss più difficili da fronteggiare.

“Ho amato come in un gioco dove i boss nemici sono enormi, lo scontro più brutale e difficile di tutti è contro questa persona che ha la stessa tua stazza. Dunque, ci siamo interessati parecchio in questa cosa, chiedendoci come fare un infetto che non fosse enorme ma al tempo stesso che fosse letale allo stesso modo”, spiega Newman.

Infatti, lo Stalker di questo scontro risulta particolarmente ostico rispetto a tutti gli altri infetti. Sebbene il pattern di combattimento sia lo stesso degli altri Stalker, questa variante è protetta da un enorme corazza funginea ed è capace di lanciare bombe di tossine come lo Shambler e il Bloater. Un avversario decisamente temibile, sopratutto vista la sua rapidità.

Il Rat King… ESISTE!

Piccolo curiosità: il Rat King è ispirato anche a un fenomeno realmente esistente che coinvolge, purtroppo, i ratti, ed è proprio da questo fenomeno che prende il nome il boss. Quando molti ratti si ritrovano accalcati in un posto stretto, finiscono per aggrovigliarsi con le proprie code, creando appunto questa corona di ratti che, purtroppo, non si riesce a sfaldare, provocando la morte dei poveri roditori. Potete vedere maggiori dettagli andando alla pagina wikipedia.

Inoltre, il Rat King, o meglio un nemico concettualmente molto simile, doveva apparire già nel primo gioco. È infatti possibile trovare alcuni sketch di esso, ma per qualche motivo Naughty Dog decise di posticiparne il ‘debutto‘. Qui potete vedere una concept-art

Ricordiamo che The Last of Us Part 2 è disponibile esclusivamente su PlayStation 4e sarà molto probabilmente giocabile su PlayStation 5 tramite retrocompatibilità. Non è noto però se, su next-gen, il gioco possa ricevere qualche upgrade. Potete leggere la nostra recensione del gioco andando qui.

Nel corso del tempo, inoltre, il gioco ha già avuto degli aggiornamenti, introducendo la modalità Realismo e la modalità Morte Permanente. Inoltre, con il completamento della modalità “Realismo“, il giocatore riceverà una graditissima sorpresa. Infine, il gioco vedrà l’aggiunta di una modalità multiplayer che, stando alle dichiarazioni di Druckmann, sembra essere fenomenale.

Fonte: DualSHOCKERS