Violenza e videogiochi: Un nuovo studio conferma un legame sui soggetti più giovani

Videogiochi

Un nuovo studio internazionale sembra confermare un legame tra videogiochi violenti e una crescita dell’aggressività sui soggetti più piccoli.

Lo studio raccoglie i dati di altri 24 studi effettuati dal 2010 al 2017 in tutto il mondo, per un totale di oltre 17.000 soggetti di età compresa tra 9 e 19 anni.

Ai ragazzini sono stati fatti giocare titoli particolarmente violenti come Grand Theft Auto, Call of Duty e Manhunt.

In base ai nostri riscontri è chiaro che i videogiochi violenti sono associati a una conseguente crescita delle aggressioni fisiche“, ha spiegato Jay Hull, autore principale dello studio.

Lo studio fa anche notare come questi ragazzini sono doppiamente soggetti a finire dal dirigente scolastico per rissa.

C’è però da aggiungere che alla maggior parte dei soggetti del test sono stati sottoposti videogiochi non adatti alla loro età secondo le classificazioni delle agenzie di rating ESRB o PEGI.

L’argomento della violenza nei videogiochi (spesso accade anche con fumetti e cartoni animati) tiene banco da oltre un decennio. Lo stato della California era arrivato anche a bandirne la vendita ai minori, decisione poi ribaltata dalla corte suprema.

L’American Psychological Association ha anche instaurato una speciale task force per indagare sull’argomento. Nel 2015 hanno notato un legame con una crescita dell’aggressività, ma non abbastanza prove per legare i videogiochi a condotte criminali.

Fonte: USA Today

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