The Witcher 3: l’update nextgen fa paura ed è gratis! Il nostro provato – RECENSIONE (PS5)

The Witcher 3 Next-Gen Update PS5 (4)

La missione di redenzione di CD Projekt, che dopo Cyberpunk 2077 si è ritrovata a dover ricostruire l’intera immagine dell’azienda, passa anche da qui. The Witcher 3: Wild Hunt, uno dei GDR open world più amati della storia, è destinato a tornare per l’ennesima volta, e nella sua forma più smagliante di sempre. C’è sempre un po’ di incoerenza, a dirla tutta, quando ad esaltarsi per i nuovi arrivi – soprattutto con delle console nuove di zecca ormai sul mercato – si passa per prodotti vecchi quasi un decennio. Ma, a nostro parere, l’odio per il ‘riciclo nostalgico’ va vagliato di caso in caso. C’è chi merita di tornare e chi invece starebbe meglio sepolto nei ricordi.

The Witcher 3 poteva benissimo far parte di entrambe le categorie, almeno finchè non ci avessimo messo sopra le mani. Una patch next-gen (ormai potremmo anche dire ‘new gen’) fu annunciata mesi fa e subito attirò l’attenzione dei fan di tutto il mondo. Con la serie TV ormai in acque turbolente, causa anche l’abbandono dell’attore protagonista Henry Cavill, forse tocca di nuovo al videogioco tenere alto il nome del marchio. Noi abbiamo potuto provare questo aggiornamento PlayStation 5, Xbox Series X e S, e PC con qualche giorno d’anticipo e, senza girarci troppo intorno, possiamo già tranquillizzarvi: ha superato anche le nostre più rosee aspettative.

Togliamo subito i dubbi più grandi, nel caso ancora ne aveste: la patch in questione aggiornerà GRATUITAMENTE il The Witcher 3 già in vostro possesso a questa nuova versione. Per di più, non parliamo affatto di un semplice aggiornamento di risoluzione e frame rate ma, sorpresa sorpresa, di una certosina opera di Rimasterizzazione che catapulta il fantastico mondo dello Strigo nel nostro 2022. E, per quanto assurdo possa sembrarvi, il cambiamento è epocale. Persino più epocale di quanto si vede in genere con aggiornamenti a pagamento.

Parlavamo di un cammino di redenzione, prima, ed è sicuramente quello che sta percorrendo CD Projekt. Una redenzione che dovrà passare per tantissime tappe, prima di poter cancellare completamente il ricordo di un Cyberpunk ancora non all’altezza delle aspettative del pubblico, ma che inizia indubbiamente da quella più importante: il loro ‘gioco bandiera’.

The Witcher 3: qualche premessa

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Quando The Witcher 3 arrivò sul mercato, ci fu un prima e un dopo. La sua eredità è pesantissima, la sua costruzione del mondo e la scrittura di ogni attività sono baluardi non raggiunti neanche a sette anni di distanza. Non parliamo di un gioco perfetto, oggi men che meno, ma di un prodotto che ha fatto la storia e che su molteplici aspetti non è stato neanche avvicinato.

Quando si vestono i panni di Geralt di Rivia non si entra in un semplice mondo di fantasia: si calpesta una delle ambientazioni più complesse e sfaccettate mai apparse nel medium. Ogni angolo racconta una storia, e ogni storia si apre a racconti intimi, spettacolari e sorprendenti. Le popolose strade di Novigrad, il coloratissimo regno di Toussant, le paludi venefiche del Velen: non c’è un solo pixel che non azzecca in pieno atmosfera e direzione artistica. E oggi, con questo nuovo aggiornamento, è tutto così più bello da poter essere quasi scambiato per un gioco uscito nel 2022.

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Partiamo da un presupposto: The Witcher 3 offre ora le due classiche opzioni grafiche, Performance e Qualità. Come potreste immaginare, Perfomance permette al titolo di raggiungere un frame rate di 60 fotogrammi per secondo (anche se non sempre stabilissimi, soprattutto nelle sezioni più popolose), mentre ‘Qualità’ boosta al massimo ogni aspetto visivo e aggiunge anche il ray tracing, a discapito, ovviamente, della frequenza di fotogrammi.

Come sempre accade in questi casi, è il gusto del giocatore singolo a guidarlo verso l’opzione a lui più consona. Dal nostro canto, ci sentiamo di promuovere entrambe le modalità a piene voti. Pur senza gli orpelli aggiuntivi del ray tracing, il The Witcher 3 in modalità performance è uno spettacolo incredibile e – soprattutto – fluido come non mai. Anche già così è facilissimo notare gli enormi miglioramenti apportati dal team di sviluppo, che passano dalle texture e finiscono agli stessi modelli poligonali, all’illuminazione e persino ad alcuni piccoli aspetti del gameplay.

The Witcher 3: su next-gen non solo un update

The Witcher 3 Next-Gen Update PS5 (4)

Infatti, non parliamo di un semplice miglioramento della risoluzione o del frame rate, ma di vere e proprie modifiche artistiche apportate all’intero mondo di gioco. A prescindere dalla modalità grafica scelta, infatti, è facile notare texture infinitamente più definite, un’illuminazione globale molto più convincente e una linea d’orizzonte sensibilmente più ampia. Il rivestimento dei vari materiali è ora più realistico e la vegetazione persino più ricca.

Se durante le cut scene è la recitazione digitale e le animazioni a tradire l’età del titolo originale, il colpo d’occhio durante il gameplay classico è invece fenomenale. Se recuperate per la prima volta The Witcher 3 in questa sua forma, non finiremo mai di ribadirlo, potreste facilmente scambiarlo per una produzione del 2022. E anche di alto livello. Questo è sicuramente il più grande testamento dietro la qualità di questa operazione.

Inutile mentirvi, però: del resto, parliamo di un gioco da 100 e più ore, e in un paio di giorni non siamo certo riusciti a vederne ogni angolo e ad appurare che la medesima cura sia andata in ogni sezione, sequenza animata o ambientazione. Siamo però riusciti a fare un giro veloce di tutta la open map del gioco base e dell’espansione Blood and Wine, così almeno da avere una riprova visiva della qualità di ogni differente bioma. Ancora una volta, ne siamo usciti più soddisfatti di quanto ci saremmo aspettati.

I differenti agenti atmosferici impattano più duramente sull’atmosfera generale, e ogni macro-area ha ricevuto i miglioramenti sostanziali della prima. Non è esente da un po’ di pop up sullo sfondo (complice anche la più vasta distanza visiva) e da qualche piccolo glitch visivo sui panorami più ampi, ma niente di insostenibile o che non possa essere risolto con la patch day one che non abbiamo ancora potuto provare. (NdR: si, c’è una patch per la patch. Che pazzo mondo).

Qualità o Performance? Come godersi The Witcher 3 Wild Hunt al meglio su next-gen

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A prescindere, vi consigliamo comunque di testare entrambe le opzioni grafiche perché, a questo giro, le differenze potrebbero essere più nette del solito. La modalità Performance, come dicevamo, è più che abbastanza per godersi The Witcher 3 in una veste completamente inaspettata. Allo stesso tempo, però, la modalità Qualità ha dalla sua qualche freccia esclusiva che potrebbe far pendere l’ago della bilancia per più di una persona.

Parliamo, ovviamente, di quel ray tracing che non solo migliora l’illuminazione e i riflessi in tutto il mondo di gioco, ma avvolge completamente gli interni e le zone in penombra al punto da renderle quasi irriconoscibili. La differenza di qualità, col ray tracing attivo, può effettivamente far tentennare anche i fan più sfegatati del frame rate. Se con le prestazioni elevate le differenze sono sensibili, col ray tracing attivo potrebbero addirittura lasciarvi a bocca aperta.

A fare da contorno, chiaramente ci sono dei caricamenti ridotti all’osso, quantomeno nella versione PlayStation 5 da noi testata. Ad accompagnare un comparto grafico completamente rinnovato c’è una nuova, immancabile modaità Foto. Già prevediamo dei social sommersi da scampagnate nostalgiche di Geralt nella sua più bella avventura di sempre.

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Come abbiamo anticipato in precedenza, gli sviluppatori hanno approfittato della nuova versione anche per aggiungere piccole migliorie al gioco in sé. Qui, i risultati sono più altalenanti. I menu sono strapieni di nuove opzioni (come filtri per la minimappa) e queste son cose sempre apprezzabili.

Una nuova quest, invece, regala set di oggetti ispirati alla serie Netflix, mentre dalle opzioni si può switchare liberamente fin dall’inizio il vestiario dei comprimari per allinearlo a quanto visto in TV. Simpatico, ma niente di eccezionale. Del resto, sfidiamo chiunque a voler sostituire le armature Nilfgaardiane del gioco originale con quelle della serie, così brutte da essere diventate un meme.

Cosa cambia rispetto all’originale prodotto da CD Projekt RED nel 2015?

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I due cambiamenti più grandi impattano sicuramente l’utilizzo dei Segni e la telecamera in-game. Un nuovo sistema di scorciatoie permette di lanciare le magie da Witcher senza passare per la ruota di selezione, mentre delle telecamere più ravvicinate permettono di seguire il protagonista con più intimità, stringendo notevolmente il campo visivo e avvicinandoci all’ambito fondoschiena di Geralt.

Dobbiamo ammettere però che nessuna di queste novità ci è sembrata granchè implementata, ed è infatti una fortuna che siano totalmente opzionali e disattivabili. Per quanto riguarda le shortcut dei Segni, vi basterà premere il grilletto destro e uno dei tasti associati per lanciare velocemente l’effetto desiderato. Qui serve tanta dimestichezza; le shortcut vanno imparate a memoria, o si rischia di lanciare incantesimi indesiderati nelle situazioni più concitate, cosa che a noi è successa per ore e ore.

Se con un po’ di allenamento è possibile ammaestrare il nuovo sistema di scorciatoie, la nuova telecamera ravvicinata invece sembra tanto superflua quanto deleteria. In primis, non c’è modo di decidere quanto avvicinarla e, nonostante ci permetta di scegliere singolarmente se avere un campo ristretto in battaglia, durante l’esplorazione o a cavallo, la possibilità ci è sembrata scomoda in tutti e tre i casi. Sia cavalcando che durante le camminate, la telecamera ristretta soffoca la magnificenza delle aree più aperte; nei combattimenti, addirittura, rende impossibile vedere chi ci circonda e ci costringe a beccare colpi gratuiti da angoli ciechi che prima non avevamo. Ci risulta davvero difficile pensare che qualcuno possa preferire giocare a queste condizioni. Potete sempre fare una prova e, fortunatamente, nel caso non siate soddisfatti, potrete sempre tornare alle impostazioni originali.

Poco da aggiungere invece per quanto riguarda il supporto al DualSense, quasi non pervenuto durante le battaglie e che fa la voce grossa solo mentre si galoppa.

Le nostre conclusioni. The Witcher 3: Wildu Hunt. Update promosso o bocciato?

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Di base, il lavoro di lifting di questo The Witcher 3 ha del sensazionale. Seppur con i suoi alti e bassi, i primi superano i secondi in un rappoto di 10 a 1. Nuova vegetazione, texture migliorate, campo visivo maggiorato, frame rate granitico, possibilità di attivare un ray tracing utilizzato in maniera magistrale e un’illuminazione generae più al passo coi tempi.

Il fatto che un gioco vecchio quasi dieci anni possa lasciare a bocca aperta a tal punto è la riprova definitiva che la magia, negli studi CD Projekt, è accaduta. Siamo di fronte a una delle migliori rimasterizzazioni di sempre, capace di infondere nuova linfa vitale in un titolo che ormai oseremmo definire immortale. Il fatto che sia totalmente gratuita per chi già acquistò il gioco all’epoca, poi, sparge quasi il velo della vergogna sulla testa di tutti quei team che – per qualche pixel in più – chiedono anche di aprire i portafogli.

CD Projekt RED è in un periodo in cui deve dare il tutto per tutto, per dimostrare al pubblico di essere ancora la fabbrica di meraviglie dello scorso decennio. E il regalo in questione è uno dei migliori pacchetti di Natale che potessimo aspettarci. Se non avete mai giocato The Witcher 3, avete ora la possibilità di recuperarlo in una veste assolutamente al passo coi tempi; se l’avete già completato una, due o trenta volte, invece… questa è la miglior scusa per allacciare nuovamente le cinture nella sua migliore versione di sempre.

Una versione che riuscirà a tenerlo sulla cresta dell’attualità per un’altra intera generazione. Perché, sì, è normale voler chiedere nuove esperienze che sfruttino al massimo la potenza delle nuove macchine; ma non c’è nulla di male, una volta ogni tanto, nel tornare indietro dove abbiamo lasciato pezzi del nostro cuore. Soprattutto con giochi come questo, che anche al netto di un combat system incapace di evolversi chissà quanto, davvero meriterebbero di non essere mai dimenticati.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
9
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